La lunga attesa del monolocale, «inserita nelle liste ma ancora senza casa»

Alessandro Biancardi

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La lunga attesa del monolocale, «inserita nelle liste ma ancora senza casa»
VITE AQUILANE. L'AQUILA. L'attesa per l'assegnazione di una abitazione del progetto C.a.s.e. può sembrare infinita perchè effettivamente i tempi burocratici richiedono pazienza. Ma c'è anche per chi, in realtà, quel tempo non arriva mai e aspetta senza riuscire ad avere risposte precise. * ESPLODE LA PROTESTA DEGLI AMBULANTI * 3,7 MLN FONDI FESR A STRUTTURE SPORTIVE
La situazione più difficile in questo momento la devono fronteggiare i nuclei monoparentali, ovvero le persone sole alle quali spetterebbe un monolocale. Ma il condizionale a questo punto sembra d'obbligo.
Come il caso della sorella di F. R. il cui destino è decisamente incerto. R. ha presentato un esposto dettagliato, elencando tutte le incongruenze di una situazione che adesso appare quasi irrisolvibile.
E chissà se anche chi ne ha le competenze non voglia fare piena luce sui criteri di assegnazione degli alloggi che pure nei mesi scorsi aveva creato scalpore, anche per la poca trasparenza del “sistema Gioiello”, il noto software che ha stilato le graduatorie e di cui nessuno conosce i reali criteri.
Ma la storia della signora R. ha dell'incredibile.
La donna aspetta un appartamento da parecchio tempo, ormai. E' stata inserita anche nella lista degli aventi diritto ma la casa non arriva. Come mai? Misteri del post terremoto.
Sul sito della Protezione Civile si chiarisce che al 19 febbraio sono stati consegnati ai cittadini aquilani «tutti gli edifici previsti nel progetto C.a.s.e., cioè 183 edifici sismicamente isolati».
Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è?
Pare proprio così, tra lo sconcerto generale di chi era in attesa di una chiamata perché inserito nelle liste ed invece ha scoperto che gli alloggi sono stati «tutti assegnati».
Allo stato attuale infatti, contrariamente a quanto riportato nelle indicazioni della Protezione Civile, non si conoscono le modalità secondo le quali si sono assegnati gli alloggi tanto che coloro che risultano nelle liste degli assegnatari sono stati superati da coloro che sono in lista di assegnazione.
La signora R. collocata nella "lista degli assegnatari" risultava collocata tra 'i fortunati' già nella previsione iniziale delle 14 piastre.
Poi molti pre-assegnatari hanno rinunciato all'alloggio, non sono risultati in possesso dei requisiti o non si sono presentati al colloquio aumentando di fatto la disponibilità degli alloggi.
Ma per lei nessuna chiamata nonostante le fosse stato espropriato anche un terreno edificabile per la realizzazione del Progetto C.a.s.e, nell'area Coppito 2.
Dopo varie richieste la risposta è sempre stata la stessa: avere pazienza perchè i nuclei composti da una sola persona sarebbero stati gli ultimi ad essere collocati.
Con risposta scritta però, le è stato comunicato anche la possibilità di «una generica ed adeguata sistemazione anche diversa dal Progetto C.a.s.e». Ma al momento nulla si è mosso.
E se, come dice la Protezione Civile sul sito internet, le assegnazioni sono finite, c'è veramente ancora qualche speranza?

LA DOCCIA FREDDA: NESSUNA ASSEGNAZIONE

A febbraio i successivi colloqui con l'URP e l'ufficio assegnazioni del Comune de L'Aquila hanno escluso l'assegnazione del monolocale nell'area di destinazione originaria Coppito 3, «ed è stata addirittura disconosciuta la validità attuale di ogni sorta di lista dei pre-assegnatari», spiega sconcertato R., «adducendo l'esistenza di una unica lista di nuclei monoparentali in cui confluivano i pre-assegnatari con quelli in attesa di collocazione».
E' stato anche spiegato che c'era stato «un mutamento di norme, i cui estremi non sono stati forniti dagli addetti dell'Ufficio Assegnazione del Comune stesso».
Poi ancora si è precisato che allo stato attuale, non si procede più all'assegnazione dei monolocali a nuclei monoparentali, poiché i monolocali originariamente pre-assegnati, sono destinati alla sistemazione dei nuclei di due persone provenienti dall'elenco “dei nuclei in attesa di collocazione”.
Insomma, ogni giorno c'è una novità ed è difficile destreggiarsi e capire cosa fare.
«E' palese», sostiene ancora R., «che è stato violato il diritto alla parità di trattamento tra assegnatari di monolocali anche perchè nel progetto M.A.P. si è proceduto e si continua a procedere all'assegnazione dei monolocali ai nuclei monoparentali secondo le pre-assegnazioni».
«E' stata lesa», continua R., «la legittima aspettativa e il legittimo affidamento all'assegnazione del monolocale ingenerata e maturata al momento dell'inclusione del proprio nominativo nella lista degli "assegnatari nuclei-alloggi" completata con la verifica del possesso dei requisiti».
E la strada è tutta in salita.

Alessandra Lotti 24/02/2010 9.17

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ESPLODE LA PROTESTA DEGLI AMBULANTI

L'AQUILA. Disagi alla circolazione ieri mattina lungo viale Corrado IV, la principale arteria della città, per la manifestazione, iniziata alle 7, degli ambulanti di piazza Duomo scesi in strada per una manifestazione della Fiva Confcommercio.
L'iniziativa, molto partecipata, è stata promossa «per richiamare l'attenzione sull'esigenza di trasferire il mercato di piazza Duomo in piazza d'Armi».
La protesta e' stata inscenata con cartelli e striscioni proprio a ridosso dell'area dove l'amministrazione comunale intenderebbe ricollocare gli esercizi commerciali.
«Per quell'area - hanno ribadito stamani i manifestanti - ci sono già atti deliberativi dell'amministrazione comunale ma per ora non si muove nulla. L'attendismo ingiustificato – hanno spiegato il presidente della Fiva, Alberto Capretti, e il direttore provinciale della Confcommercio, Celso Coni, e la lentezza nell'avvio delle procedure amministrative, impediscono, a dieci mesi dal sisma, una qualsiasi ripresa dell'attività per oltre 130 aziende del settore commercio e dei coltivatori diretti».
C'è anche il pagamento di 2 mila euro quale tassa annuale per l'occupazione di suolo pubblico nonostante non si lavori a causa del sisma del 6 aprile, alla base della manifestazione.
«La situazione di stallo - ha detto Capretti - rischia di cancellare un mercato che ha oltre 700 anni di storia. Abbiamo scritto al Comune in merito alla tassa sul suolo pubblico - ha concluso Capretti - ci ha risposto il dirigente di settore, Quinto Cervellini, indicando al 28 febbraio la scadenza della prima rata da pagare, perche' l'imposta non rientra tra quelle sospese dallo Stato».
Anche il sindaco e l'assessore Fanfani hanno incontrato la delegazione.
«Abbiamo ribadito», ha detto Cialente, «la volontà dell'amministrazione comunale di portare a compimento il relativo iter amministrativo».


«UN PROGETTO DA RIDIMENSIONARE»


Già nel mese di maggio l'amministrazione ha ricevuto una prima ipotesi progettuale che, tuttavia, necessitava di un ridimensionamento, dal momento che prevedeva la realizzazione di ben 400 postazioni, cosa che avrebbe portato all'occupazione di una superficie eccessiva in relazione all'estensione totale dell'area.
«Si convenne pertanto con le associazioni di categoria», ha ricordato l'assessore, «l'elaborazione di un progetto capace di rilocalizzare i circa 100 ambulanti di piazza Duomo, costituitisi significativamente nel numero di 99, sancendo quindi il trasferimento provvisorio dello storico mercato di piazza Duomo».
«Con le difficoltà di bilancio dell'ente comunale», ha spiegato Cialente, «si è reso necessario il coinvolgimento del Dipartimento di Protezione civile al fine di reperire le risorse necessarie, senza le quali l'iniziativa sarebbe stata di fatto irrealizzabile».
L'importo complessivo del progetto, piuttosto oneroso, è infatti pari a 2 milioni e 100 mila euro. La situazione si è sbloccata solo a fine gennaio, poco prima del passaggio delle consegne alla struttura commissariale, quando la Protezione civile ha stanziato fondi per 1 milione di euro a parziale copertura del progetto.
«Allora si è convenuto», ha spiegato ancora il primo cittadino, «che il restante impegno finanziario fosse a carico del consorzio realizzatore. In cambio lo stesso avrebbe ottenuto la gestione del sito per un congruo numero di anni».
I consiglieri comunali hanno successivamente richiesto un loro coinvolgimento nella valutazione del complessivo masterplan per la programmazione dell'area di piazza d'Armi, anche alla luce della “contraddittoria” vicenda relativa all'insediamento della mensa di Celestino.
Vista l'urgenza della realizzazione della struttura si è convenuto, con la delegazione della Fiva, di richiedere una convocazione urgente della commissione Territorio per venerdì prossimo, 26 febbraio, per valutare il progetto, oltre alla necessità di elaborare uno stralcio del masterplan in modo da dare una sollecita risposta alle richieste dei commercianti.
Nel contempo sono stati incaricati gli uffici competenti di definire con tutta sollecitudine la procedura amministrativa e il relativo bando.
«D'altra parte – hanno concluso Cialente e Fanfani – le scelte si attuano solo in presenza dei relativi fondi. L'amministrazione comunale ha la volontà e la capacità di lavorare, a questo come ad altri progetti, ma deve essere messa nelle condizioni di farlo».

«CIALENTE SI DIMETTA»

Il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, chiede che «Cialente si dimetta da vice-commissario alla ricostruzione e torni a fare il sindaco».
De Matteis, insieme al consigliere regionale Luca Ricciuti, ha fatto visita ai commercianti che protestavano.
«La Regione ha sbloccato i fondi per realizzare il nuovo mercato qui - ha spiegato Ricciuti - e il sindaco Cialente ha preso un impegno davanti al presidente della Regione Chiodi, che è anche commissario straordinario per la ricostruzione, per portare avanti le procedure. Impegno fin qui disatteso».
De Matteis è intervenuto sulla mensa dei poveri. «La mensa si fa perché qualcuno ha detto che si doveva fare e basta - ha spiegato, in riferimento alle disposizioni di Bertolaso a poche ore dal passaggio di consegne - ma quando il Comune deve dare seguito all'attività amministrativa, le cose sono diverse».

24/02/2010 9.46

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3,7 MLN FONDI FESR A STRUTTURE SPORTIVE

ABRUZZO. Per fronteggiare i danni alle strutture sportive del cratere sismico e le difficoltà degli operatori del settore, la Regione Abruzzo metterà a disposizione 3 milioni 718.000 euro, provenienti dalla rimodulazione dei fondi Por Fesr 2007-2013.
Lo hanno annunciato in conferenza stampa a Pescara, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'assessore allo Sport, Carlo Masci.
Il finanziamento sarà articolato in due linee di intervento.
Due milioni 200.000 euro saranno destinati a ripristino, trasferimento e riparazione dei danni arrecati dal sisma di aprile 2009 o alla creazione di nuovi impianti sportivi; un milione 518.000 euro sono a disposizione per organizzazione o partecipazione a eventi sportivi e rilancio delle attività. Entro venerdì prossimo saranno pubblicati sul Bura, bollettino ufficiale della Regione, i bandi per accedere ai contributi.
Destinatari del finanziamento sono gli enti di promozione sportiva e del tempo libero riconosciuti dal Coni, società e federazioni sportive.
Masci ha annunciato che saranno presto resi noti altri finanziamenti per circa 3 milioni, destinati agli impianti sportivi danneggiati a L'Aquila.
Il presidente Chiodi ha dichiarato che «la Regione sta facendo la sua parte», mettendo a disposizione del cratere il 30% dell'intero ammontare dei fondi Fesr, per la «ripresa sociale ed economica de L'Aquila».

PEZZOPANE: «FAR VELOCE SIGNIFICA ANCHE FAR BENE»

Intanto ieri in una intervista a RadioArticolo1 la presidente della Provincia Stefania Pezzopane è tornata a parlare della gestione degli appalti.
«Fare veloce significa anche fare bene», ha spiegato. «Non può significare annichilire i diritti o favorire gli amici. C'e' una contraddizione: abbiamo visto la Protezione civile all'opera in maniera efficiente e positiva, al nostro fianco. Non capisco perchè un esempio per il mondo, come ha detto il governo, andava cambiato, modificato, privatizzato. Forse non si trattava di renderla piu' efficiente, ma di avere nella protezione civile qualcosa di diverso rispetto a quello che la gente si aspettava. Fortunatamente la privatizzazione si è fermata».
«Oggi, passata l'emergenza nella ricostruzione dell'Aquila - ha continuato la Pezzopane - tutto è finito nell'imbuto dell'urgenza ed è stato coinvolto un provveditorato alle opere pubbliche anzichè gli enti locali e, quindi, la comunità dei cittadini».
In merito all'inchiesta in corso, la Pezzopane ha detto: «ci ha stupito vedere la protezione civile vittima di poteri, faccendieri, uomini corrotti: e' bene che la magistratura chiarisca tutto».

24/02/2010 9.53