Nuova Casa dello Studente, tutte le incongruenze al vaglio della Procura

Alessandro Biancardi

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Nuova Casa dello Studente, tutte le incongruenze al vaglio della Procura
L'AQUILA. La Casa dello studente realizzata dalla Regione Lombradia è di sicuro uno dei filoni d'indagine aperto della Procura de L'Aquila che sta indagando per peculato.
Oltre questo la magistratura sta indagando anche sui crolli della notte del 6 aprile (già a buon punto), si sta cominciando in questi giorni a vedere dove porta il consorzio Federico II
che si è aggiudicato appalti per la ricostruzione. Un filone aperto dopo
l'inchiesta di Firenze che ha fatto luce sul sistema della Protezione civile.
Poi c'è anche il filone sulla commissione Grandi rischi e sui motivi che hanno spinto chi probabilmente doveva farlo a non allertare la popolazione prima della scossa devastante, dopo mesi e mesi di continue scosse. La procura di Sulmona, invece, ha aperto nei giorni scorsi un filone sul mancato inserimento di Sulmona tra i comuni del 'cratere' dopo alcune intercettazioni spuntate fuori dall'inchiesta dei pm di Firenze sugli appalti italiani.

Qualche giorno fa il presidente Gianni Chiodi ha detto di aspettarsi un avviso di garanzia per la realizzazione della nuova Casa dello Studente, ovvero di quella struttura costata circa 7,5 milioni di euro e pagata dalla Regione Lombradia
e realizzata su un terreno della Curia vescovile locale, ceduto in comodato d'uso per trent'anni. «Per tutto questo che abbiamo fatto insieme - ha detto qualche giorno fa Chiodi rivolgendosi al presidente Formigoni - probabilmente prenderemo un avviso di garanzia perchè abbiamo dovuto fare prima, presto e bene. Vuol dire che d'ora in poi la ricostruzione sarà più lenta».
E la notizia di una inchiesta sulla maxi operazione partita subito dopo il sisma non aveva entusiasmato nemmeno il presidente Formigoni che parlò di «bufera pre elettorale».
Un modo per mettere in cattiva luce gli amministratori pubblici alla vigilia del voto, insomma.
«La frenesia di alcune Procure», spiegò il Governatore della Lombardia, «nel tentare, peraltro vanamente, di mettere sotto accusa il nostro operato in questo periodo pre-elettorale sta assumendo le dimensioni di una patologia. Basterebbe conoscere le leggi per mandare direttamente nel cestino esposti e denunce chiaramente infondati. Povera Italia».
Fatto sta che i punti che scricchiolano sono più di uno.
E un bel contributo all'inchiesta lo hanno dato sicuramente anche gli studenti aquilani che nei mesi scorsi hanno presentato delle domande ben precise al presidente Chiodi che mettevano in evidenza tutta una serie di criticità.
I giovani in questione contestavano l'affidamento della gestione affidata dalla Regione Abruzzo alla Curia: con i criteri attuati da quest'ultima sono state ammesse infatti in graduatoria persone che non avrebbero avuto accesso qualora ci si fosse attenuti alle procedure ordinarie a cui fa riferimento l'Adsu, l'Azienda per il diritto agli studi universitari.
Sono stati espressi dubbi anche sulla proprietà della stessa Casa dello Studente realizzata con fondi pubblici e che tra 30 anni sarà di proprietà della Curia. Un vero e proprio regalo?
Perchè non espropriare i terreni e saldare così subito il conto? Perchè far diventare un bene costruito con soldi pubblici di proprietà della Chiesa?
Gli studenti hanno chiesto inoltre a Chiodi e all'intera Giunta con quali motivazioni e su quali basi giuridiche sia stata adottata la delibera del 2 novembre scorso con la quale si affida la gestione della suddetta casa dello studente alla Curia dell'Aquila.
«Tale delibera», spiegano, «viola palesemente l'Accordo di Programma del 16 giugno sottoscritto da Regione Abruzzo, Lombardia, Dipartimento Protezione Civile, Provincia, Comune dell'Aquila e l'Arcidiocesi».
Nei giorni scorsi anche l'Idv ha chiesto di fare chiarezza sulla gestione della struttura.
Cesare D'Alessandro, vice Capogruppo IdV in Consiglio regionale d'Abruzzo, ha presentato un'interpellanza al presidente della Regione all'assessore al diritto allo studio, Paolo Gatti.
Intanto la Procura starebbe lavorando sulla ipotesi di reato di peculato: si sta vagliando, infatti, proprio la posizione della Regione Lombardia che ha costruito con fondi pubblici.
La struttura inaugurata lo scorso 4 novembre dopo una realizzazione a tempo di record ospita circa 120 giovani.
Il procuratore dell'Aquila Rossini nelle scorse settimane ha anche spiegato che è stata la Corte dei Conti di Milano, in virtù dell'erogazione dei fondi pubblici, a sollecitare i controlli e il corretto utilizzo degli stessi.

a.l. 24/02/2010 8.42

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