Inaugurato anno accademico. Università parte civile nel processo sui crolli

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3269

L'AQUILA. E' iniziata con un minuto di silenzio, a ricordo delle vittime del terremoto del 6 aprile, la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2009-2010 per l'università dell'Aquila.

Il rettore Ferdinando Di Orio, nell'accogliere il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ringraziato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per l'appoggio dello Stato all'ateneo, all'indomani del sisma. «Tuttavia - ha sottolineato Di Orio - non posso non rilevare le difficoltà che abbiamo riscontrato negli enti locali e, in particolare, con la Regione Abruzzo, rispetto all'esigenza di individuare sistemazioni dignitose per i nostri studenti».
«All'indomani del tragico evento - ha aggiunto - fu annunciato che all'Aquila sarebbe arrivato lo stanziamento di 16 milioni di euro, dal bilancio del Miur, da destinare alla ricostruzione della Casa dello studente, simbolo della devastazione del terremoto. Ma ad oggi - ha detto ancora - non si hanno rassicurazioni sull'effettiva disponibilità di questo trasferimento».
E proprio oggi l'Università degli Studi dell'Aquila ha fatto sapere che si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che dovrà individuare le responabilità nel crollo della Casa dello Studente, a L'Aquila.
«Chiederò agli organi accademici», ha detto di Orio, «di far costituire l'Università dell'Aquila parte civile. Ritengo un mio preciso dovere - ha proseguito il rettore - richiamare l'attenzione della pubblica opinione sulla questione dell'attuazione del diritto allo studio nel nostro Paese, per questo motivo - ha detto ancora - bisogna chiedere giustizia per un terremoto nel quale hanno perso la vita tanti studenti aquilani».
Non sono mancati, invece, da parte del presidente della Camera riferimenti alle inchieste in corso: «nell'assegnazione degli appalti deve essere assicurata l'imparzialità delle procedure e la celerità delle stesse», ha sottolineato Fini.
«La capacità di un Paese - ha proseguito - di dimostrarsi realmente avanzato ed efficiente si misura anche con la capacità di realizzare le opere in tempi rapidi e sempre nel supremo rispetto della legge. In uno Stato di diritto - ha detto ancora Fini - le procedure non devono essere considerate come degli inutili orpelli da derogare fin troppo facilmente. Chi gestisce risorse pubbliche deve sempre ricordarsi che agisce in nome e per conto della comunità».
Ma il presidente ha anche parlato della ricostruzione della città, martoriata dal sisma del 6 aprile scorso. «Oggi ricostruire l'Aquila - ha spiegato Fini - significa costruire il futuro dell'Aquila; vuol dire, in altre parole, avere e perseguire l'idea di come si possa domani articolarsi un centro urbano, risanando dalle sue ferite e posto in condizione di riassumere le sue funzioni, assicurandosi,cosi', una vera vitalità».

L'IMPORTANZA DELLE NORME ANTISISMICHE

«L'esperienza tragica che abbiamo vissuto – ha continuato Fini - rimette in discussione, ancora una volta, l'adeguatezza delle normative antisimische. Si sente, infatti, sempre più il bisogno di una legislazione piu' puntuale e severa che renda maggiormente sicure le nuove costruzioni, là dove la minaccia sismica e' davvero presente. Si dovrà vigilare sulla qualita' dei materiali impiegati, sull'idonea realizzazione delle opere, sui livelli costanti di manutenzione che troppo spesso in Italia continuano ad essere trascurati, soprattutto in alcune regioni».

I PRECARI DELL'UNIVERSITA'

Oggi in occasione dell'Inaugurazione dell'anno accademico i 19 precari dell'Università degli studi dell'Aquila, hanno ribadito con forza la situazione di disagio che stanno vivendo a causa dell'interruzione del processo di stabilizzazione.
Ad oggi sono state più di 50 le persone assunte a tempo indeterminato che sono uscite dall'incertezza lavorativa.
Il problema rimane per i restanti 19 dipendenti, assunti con contratto a tempo determinato in seguito ad una selezione pubblica, già oggetto di delibera per la stabilizzazione, per i quali, nonostante le rassicurazioni avute dal Rettore, il percorso delineato non sembra avviarsi verso la normale conclusione.
In occasione dell'ultima procedura di stabilizzazione di 7 unità avvenuta nell'Agosto 2009, il Rettore aveva manifestato concretamente la volontà di voler continuare ad investire sul personale, dichiarando di essere «fermamente convinto che la condizione necessaria per la rinascita della città sia rappresentata dal lavoro e dalla piena occupazione dei suoi cittadini».
«Non possiamo permetterci di perdere il posto di lavoro, dopo aver investito per tanti anni le nostre capacità in qualcosa in cui credevamo, soprattutto in seguito alle rassicurazioni del Rettore manifestate in molte occasioni», hanno detto i precari..
«Al presidente Fini, e a tutte le autorità presenti chiediamo che venga aperto un tavolo di confronto e trattativa tra l' Università, le Istituzioni e i sindacati affinché si trovi una soluzione per portare a termine un percorso di stabilizzazione iniziato già due anni e mezzo fa».

19/02/2010 15.38

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK