Crolli Casa Studente e Convitto: chiesti 13 rinvii a giudizio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'inchiesta sui crolli della Casa dello Studente e del Convitto nazionale è chiusa. In tempi record la Procura ha depositato quest'oggi le richieste di rinvio a giudizio.
«Posso dire che in maniera rapida siamo riusciti a portare avanti il discorso delle perizie, degli esami, delle indagini sui siti, su tutte le persone che hanno preso parte alla filiera dell'attivita'
di realizzazione degli edifici», ha detto soddisfatto il procuratore capo
Alfredo Rossini. «Siamo arrivati adesso al rinvio a giudizio di quelle persone
che noi riteniamo responsabili delle persone morte a seguito dei crolli».
Rossini ha spiegato che non ci sono posizioni stralciate, dunque i reati ipotizzati ed i nomi degli indagati restano invariati. Le cause del crollo della Casa dello studente, secondo la procura, partono dall'epoca della costruzione nel 1965 e arrivano ai giorni nostri con le recenti ristrutturazioni.
Questa la ragione per la quale tra i 15 indagati ci sono gli esecutori degli ultimi lavori, ma anche 4 persone decedute in anni lontani, compreso chi lo realizzò.
Quanto alle ipotesi di reato per il crollo, in seguito al sisma, costato la vita a otto ragazzi, non ci sono sorprese.
Le ipotesi contestate a tutti sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per lo shock patito dai sopravvissuti, oltre alle violazioni di leggi antisismiche in relazione alle ristrutturazioni effettuate tra il 1994 e il 2003.

GLI INDAGATI


Per la casa dello studente dunque sono indagati: Claudio Botta, 89 anni, aquilano, ingegnere progettista; Giorgio Gaudiano, di Roma, (78 anni) responsabile del collaudo per l'acquisto dello stabile da parte del Consiglio di amministrazione dell'opera universitaria dell'Aquila; Walter Navarra, aquilano, (62 anni) ingegnere incaricato dal Cda dell'Opera; Bernardino Pace, di Pratola Peligna (52 anni) progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile; Carlo Giovani, aquilano, (43 anni), direttore dei lavori per conto della Regione; Pietro Centofanti, di Sulmona, (49 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro dello stabile; Tancredi Rossicone, di Scanno (52 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro; Massimiliano Andreassi, aquilano, (40 anni), progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli che, secondo la Procura, non sarebbero stati eseguiti a norma; Pietro Sebastiani, aquilano, (49 anni) responsabile area tecnica dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione; Luca Valente, aquilano (47 anni), direttore dell'Azienda per il diritto agli studi universitari; Luca D'Innocenzo, aquilano (33 anni) presidente dimissionario dell'Adsu.
Per quanto riguarda il filone d'inchiesta sul Convitto nazionale, gli indagati restano il preside Livio Bearzi di 52 anni e il dirigente della Provincia, Vincenzo Mazzotta di 43 anni.
I due indagati sono accusati di omicidio colposo per condotte commissive e omissive per la morte di tre minorenni che soggiornavano nella struttura in centro storico al momento del sisma: Luigi Cellini, Ondrey Nuozovsky e Marta Zelena oltre al ferimento di Mirko Colangelo il quale riporto' ferite gravi ma ora sta molto meglio.
Bearzi, più in particolare, nella veste di dirigente del Convitto, è accusato di non avere valutato la totale inadeguatezza dell'edificio dal punto di vista statico e sismico, mai sottoposto a opere di ristrutturazione, privo di certificati di idoneità statica e di certificato di prevenzione antincendio. Questa complessa inadeguatezza, secondo la procura, e' ben indicata nel censimento sulla vulnerabilità degli edifici, ovvero il rapporto Barberi. Inoltre nella relazione di Collabora Engineering, il Convitto nazionale viene qualificato come edificio di medio/alta vulnerabilità sismica. Il preside è anche accusato di non avere adottato provvedimenti di sgombero e di avere omesso di redigere un piano idoneo per la sicurezza.

PROSSIMA FASE INCHIESTA ENTRO FINE MESE

Entro fine mese potrebbero esserci invece le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione per il crollo della facoltà di Ingegneria dell'università dell'Aquila o l'invio degli avvisi di garanzia ai presunti responsabili del crollo del condominio in via Gabriele D'Annunzio, con 14 vittime.
Il procuratore capo, Alfredo Rossini, e il sostituto Fabio Picuti non hanno ancora deciso quale delle due iniziative sarà adottata per prima.
Da fonti interne alla Procura emerge che si provvederà a fare una delle due entro fine mese. La Procura vuole definire i circa 200 filoni entro l'estate e, come ha sottolineato Rossini, mira a definire i processi di tutti i filoni entro un anno.
«Stiamo viaggiando in maniera molto più spedita rispetto ad analoghe inchieste per precedenti eventi sismici - ha spiegato ancora Rossini -, la velocità è possibile perché stiamo lavorando alacremente».

18/02/2010 18.17

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