Chiodi su incontri con imprenditore:«un caffè non si nega a nessuno»

Alessandro Biancardi

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Chiodi su incontri con imprenditore:«un caffè non si nega a nessuno»
ABRUZZO. Parla delle intercettazioni il presidente Gianni Chiodi in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Il Riformista. * D’ALESSANDRO(PD):«FATTI POLITICAMENTE E ISTITUZIONALMENTE RILEVANTI»
Difende Gianni Letta («ha avuto delle notizie sbagliate»), il collega del Pdl Denis Verdini, indagato («accuse tutte da dimostrare) e Bertolaso («ha lavorato come meglio si poteva»).
Prima dell'intervista, scrive il giornalista Tommaso Labate, il governatore «ha letto e riletto» le intercettazioni che lo riguardavano comparse sulla stampa ieri.
Del colloquio con uno degli imprenditori che poi ha strappato un appalto da 12 milioni di euro spiega: «me l'ha passato al telefono Denis Verdini, probabilmente mentre eravamo a un ufficio di presidenza del Pdl. Mi chiese un incontro e io gli risposi, come avrei fatto con chiunque altro, «quando vuole». Un caffè non si nega a nessuno».
L'incontro, assicura oggi Chiodi «non c'è stato assolutamente. Non so se poi Fusi ha provato a rimettersi in contatto con la mia segreteria ma, detto questo, quell'imprenditore non l'ho visto».
Sulle rassicurazioni di Gianni Letta che qualche giorno fa aveva garantito che imprenditori finiti nell'inchiesta di Firenze non avevano poi lavorato a L'Aquila il governatore è certo: «Penso che Gianni Letta, stavolta, abbia avuto delle informazioni sbagliate».
Poi si lancia con qualche 'consiglio' agli imprenditori che ridevano la notte del sisma pregustando gli appalti per la ricostruzione: «Consiglio a quegli imprenditori di non avvicinarsi a L'Aquila.
Anche perché sono sicuro che l'accoglienza nei confronti di quei signori non sarebbe delle più amichevoli. Anzi...»
Sull'inchiesta in corso Chiodi ribadisce di essere un garantista «di conseguenza sospendo il giudizio in attesa di vedere che cosa verrà fuori. Ma nel momento in cui venissero accertate le illegalità non esiterei a muovervi».
In che modo? «Anche facendo costituire parte civile la Regione Abruzzo. Da quello è emerso fino ad ora c'è più d'una ragione che spinge ad indagare a fondo. Per il resto, non rimane che attendere quali saranno le conclusioni di un'inchiesta che, ripeto, deve assolutamente andare avanti».
Su Verdini, indagato dai pm di Firenze Chiodi esprime un giudizio positivo: «Mi capita di incontrarlo durante gli uffici di presidenza del Pdl. E, da quello che vedo, mi pare una persona molto capace nella gestione organizzativa del partito. Il suo ruolo nella vicenda? Stando alle carte, si limitava a mettere in contatto degli imprenditori che conosceva, una cosa abbastanza normale per uno che fa politica. Le accuse, sui cui Verdini è andato a rispondere spontaneamente ai magistrati di Firenze, sono quindi tutte da dimostrare».
Pochi dubbi anche su Bertolaso: «ha lavorato all'emergenza de L'Aquila come meglio non si poteva.
Mi spiace che ora si trovi in questa situazione e spero che riesca a dimostrare la sua innocenza».
Sul naufragio della Protezione Civile Spa il presidente ha due idee: «c'erano delle ragioni di opportunità sia nel difendere la «Spa» che nell'accantonarla. Io non ho la competenza per fare determinate valutazioni ma, per quello che vedo, sono convinto che la Protezione civile funzioni già benissimo così com'è».
Infine l'intervistatore chiede a Chiodi se oggi prenderebbe ancora quel famoso caffè con l'imprenditore Fusi: «Sì», risponde, «ma solo per dirgli di persona che, in Abruzzo, le gare d'appalto si fanno con la massima trasparenza e nel rispetto delle leggi».

CHIODI: «BECERA STRUMENTALIZZAZIONE». E IL PD GLI FA 5 DOMANDE

L'AQUILA. «Un normale atto di cortesia che non ha avuto alcun seguito tant'é che non ho mai incontrato l'imprenditore».
Così il governatore Gianni Chiodi- che è anche commissario per la ricostruzione - commenta il breve passaggio delle intercettazioni della Procura di Firenze sugli appalti della Maddalena che lo vede citato a proposito del consorzio Federico II, costituito da tre imprenditori aquilani, e la Btp spa, azienda coinvolta nell'inchiesta.
Come scritto ieri, il presidente parlò al telefono (era il 17 giugno) con l'imprenditore Riccardo Fusi, del consorzio, che qualche settimana dopo si sarebbe aggiudicato un appalto per la ricostruzione pari a 12 milioni di euro.
«Ho parlato con l'imprenditore Fusi dal telefono che mi è stato passato dal coordinatore nazionale del Pdl, Verdini, con il quale ero in una riunione politica a Roma», ricorda oggi Chiodi.
Il presidente, sempre poco avvezzo alla replica o alla polemica, ha però voluto mettere le cose in chiaro «solo per contrastare ogni becero tentativo di strumentalizzazione politica, peraltro già partito, da parte delle opposizioni in Abruzzo».
Chiodi non commenta invece l'inchiesta della Procura di Firenze, ma evidenzia: «per quello che so la gestione dell'emergenza del dipartimento nazionale alla protezione civile si è svolta nel pieno rispetto della legalità».
18/02/2010 10.54

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D'ALESSANDRO (PD):«FATTI POLITICAMENTE E ISTITUZIONALMENTE RILEVANTI»

Sulle intercettazioni che hanno preso di striscio anche il governatore Chiodi, il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro parla di «nulla di penalmente rilevante, ma politicamente ed istituzionalmente sì».
Per questo D'Alessandro ha rivolto cinque pubbliche domande a Chiodi, «al fine di offrirgli l'occasione di chiarire a tutti gli abruzzesi la sua posizione».
Anche perché, rimarca l'esponente del Pd, «solo qualche giorni fa l'onorevole Letta aveva garantito al mondo intero che nessuno degli imprenditori coinvolti nelle indagini aveva ed avrebbe messo piede in Abruzzo, salvo poi rilevare, sempre dalle intercettazioni, che addirittura si sarebbero svolte riunioni a Palazzo Chigi per organizzare la Costituzione di un consorzio di Imprese, il Federico II, poi di fatto avvenuta, che si è aggiudicato appalti a l'Aquila. Gli abruzzesi non si fanno trattare più e da tempo come la gente di Fontamara».
D'Alessandro vuole adesso sapere «per quali motivi il coordinatore nazionale del suo partito, Verdini, le ha passato al telefono l'imprenditore Fusi? A seguito di quella telefonata sono seguite altre telefonate o incontri? In caso affermativo di cosa si è discusso in relazione alle Sue funzioni Istituzionali? Lei è stato messo a conoscenza e coinvolto, in qualche maniera, nella presunta regia nazionale nel favorire la costituzione del Consorzio di Imprese Federico II che avrebbe ottenuto appalti a L'Aquila ? Perché Lei e la sua maggioranza non approvate la proposta di legge del PD, ferma in commissione, per Istituire l'osservatorio regionale sulla ricostruzione che avrebbe determinato la massima trasparenza su tutte le procedure di appalto, sub-appalti e ricostruzioni? Non ritiene di dover coinvolgere il Consiglio regionale riprendendo la proposta di commissione speciale sulla ricostruzione da lei e dalla sua maggioranza respinta nella seduta del 20 maggio 2009?»
D'Alessandro ha già fatto richiesta di iscrizione nell'ordine del giorno del prossimo consiglio regionale della proposta di legge sull'osservatorio e ha annunciato che chiederà l'appello nominale per rendere evidenti a tutti chi voterà a favore e chi contro.
Il commissario Chiodi ha già dato il suo ok all'osservatorio sulla legalità: «ben venga la
trasparenza, ben venga l'attività di indagine della magistratura. Si bandiscano, invece, la demagogia, la strumentalizzazione politica, l'infingardia e l'opportunismo di bassa lega. La mia gestione della ricostruzione sarà esemplare in ordine al rispetto della legalità».

18/02/2010 8.43