Chiodi incontra Confcommercio: «bisogna velocizzare la ripresa»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si è svolto ieri un incontro tra il presidente Chiodi e una delegazione della Confcommercio sulla ripresa delle attività produttive nell’area del “cratere”. * DECRETO PROTEZIONE CIVILE, ADDIO DEFINITIVO ALLA SPA *IMMOBILI E TERRENI, GABRIELLI FA LE VISURE ALLA SFOLLATA CHE PROTESTA
I responsabili dell'associazione hanno rappresentato le proposte e le esigenze del comparto Terziario.
In primo luogo si è parlato dei sostegni anche per gli autonomi che sinora hanno ottenuto solo tre mensilità da 800 euro da parte dell'INPS, determinando così una disparità con il lavoro dipendente.
Il presidente Nazionale Carlo Sangalli ha parlato della necessità di predisporre un “master plan”, un piano strategico di medio lungo periodo che prevede le tappe per determinare la ripresa economica ed occupazionale e l'indispensabile definizione dei contenuti e delle risorse relative all'istituzione della Zona Franca per le piccole e medie imprese che Confcommercio propose già dal 8 Aprile dello scorso anno e che ritiene ancora oggi esigenza prioritaria ed irrinunciabile.
Il secondo piano d'interlocuzione ha riguardato l'entità dei rimborsi dei danni degli edifici con destinazione produttiva, riaffermando che il limite di 80.000 euro non è ritenuto sufficiente, così come è necessario offrire agli operatori del commercio l'opzione di scelta tra mancato guadagno e avviamento, quest'ultimo valore che la più larga parte degli operatori hanno perso a seguito del sisma.
Il terzo argomento ha riguardato i termini di operatività amministrativa rispetto alla quale l'Associazione ha proposto la creazione di dipartimenti dedicati esclusivamente dai Comuni all'istruttoria e al disbrigo delle pratiche riservati alle attività produttive per velocizzare la ripresa delle medesime nel più rapido tempo possibile.
Già fissato un prossimo incontro per il giorno 26 al quale sarà invitato anche il sindaco Cialente.
Il presidente Chiodi ha garantito di aver esperito già lunedì alla Presidenza del Consiglio tutte le formalità relative allo stanziamento di un milione di euro della Protezione Civile che consentirà la ripresa dei commercianti su aree pubbliche dello storico Mercato di Piazza Duomo.
«Si è trattato di un incontro dai contenuti costruttivi e operativi che consentirà nei prossimi giorni di definire scadenze e tempistiche e supportare con dati certi e proposte l'azione della Regione nei confronti del Governo Nazionale», hanno commentato il direttore Celso Cioni e il presidente Roberto Donatelli.

17/02/2010 9.56
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DECRETO PROTEZIONE CIVILE, ADDIO DEFINITIVO ALLA SPA

ROMA. La commissione Ambiente della Camera ha dato il via libera a maggioranza al decreto sulla Protezione civile.
Approvati tutti gli emendamenti presentati dal governo e dal relatore Agostino Ghiglia, tranne uno che escludeva dal patto di stabilità interno le spese per i grandi eventi, ritirato per problemi di copertura.
La novità più importante è stata la soppressione, quasi totale, dell'articolo 16 del decreto che stabiliva la costituzione di una una società per azioni d'interesse nazionale denominata Protezione civile servizi s.p.a., con sede a Roma.
Sono state salvate solo le norme sulla gestione della flotta aerea del dipartimento della protezione civile.
Prevista tra l'altro, quando la protezione civile subentrerà all'attuale gestore della flotta, una copertura di 53 milioni di euro l'anno.

Moratoria Tributi: in caso di calamità naturali, sarà sospeso d'ufficio per sei mesi il pagamento di tributi e contributi nelle aree colpite.
La moratoria scatterà con l'ordinanza di dichiarazione dello stato d'emergenza.
Immunità commissari: è stata rivista la norma che garantiva uno 'scudo' ai commissari straordinari. Il testo originario prevedeva che fino al 31 gennaio 2011 non potessero essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e che quelle pendenti fossero sospese.
Nella nuova versione, invece, si chiarisce che l'immunità vale solo per le «azioni giudiziarie civili e amministrative», e non per quelle penali.
Termovalorizzatore Acerra: il prezzo del termovalorizzatore di Acerra è stato fissato a 355 milioni di euro.
Un altro emendamento poi ha riportato a 15 anni dai 2 stabiliti in Senato la durata massima del contratto di affitto del termovalorizzatore - per 2,5 milioni al mese - che la protezione civile potra' stipulare, in attesa del trasferimento della proprietà dell'impianto.
Tribunale competente: cancellata la norma, introdotta in Senato, che attribuiva al tribunale di Napoli la competenza nei procedimenti relativi ai reati riferiti alla gestione dei rifiuti e ai reati in materia ambientale nella regione Campania anche per i 12 mesi successivi alla fine dell'emergenza.

BERTOLASO SODDISFATTO

«E' andata bene, è stato approvato tutto», ha commentato Bertolaso. A chi gli chiedeva un commento sulla cancellazione dell'articolo 16 che prevedeva la trasformazione della Protezione Civile in Spa Bertolaso ha risposto «l'importante e' che non sia stata cancellata completamente la Protezione Civile. La Spa era una struttura aggiuntiva, non c'era nessuna trasformazione come qualcuno continua a scrivere. Doveva solamente essere una struttura di servizio per rendere, la protezione civile, quella vera, più agile e più concentrata sulle vere attività di propria competenza».

CHIODI FORMALIZZA CO.CO.CO. PROTEZIONE CIVILE

Intanto a L'Aquila il commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, nell'ambito dell' organizzazione della Struttura della Gestione dell'Emergenza (Sge), ha voluto formalizzare i contratti del personale co.co.co precedentemente in servizio presso il Dipartimento per la Protezione Civile Nazionale.
«E' fondamentale», ha detto Chiodi «che i cittadini abruzzesi si sentano garantiti in questo passaggio di consegne e abbiano la consapevolezza che le molteplici attività da svolgere nei prossimi mesi siano all'insegna della fiducia e della trasparenza, requisiti essenziali per una pronta ricostruzione del tessuto economico e sociale, oltre che strutturale, dell'Abruzzo ed in particolare dei territori direttamente colpiti dal sisma».
17/02/2010 9.57

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IMMOBILI E TERRENI, GABRIELLI FA LE VISURE ALLA SFOLLATA CHE PROTESTA

SULMONA. Sarebbe proprietaria di alcuni immobili e di sette appezzamenti di terreno la sfollata di Sulmona, Rosanna Sebastiani, che per 41 giorni aveva attuato lo sciopero della fame per protestare contro le penalizzazioni degli sfollati fuori dal cratere.
E' quanto emerge, in base alle visure catastali, dagli accertamenti della Guardia di Finanza.
Le verifiche erano state richieste dal sindaco di Sulmona, Fabio Federico, su sollecitazione del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, il quale dopo avere manifestato la sua solidarietà alla donna, aveva voluto verificare le condizioni in cui la sfollata viveva.
Oltre alla casa resa inagibile dal terremoto, la donna risulterebbe proprietaria, di garage e altri spazi in via Gramsci a Sulmona, di una casa di sei vani in via Atri e di un fabbricato a Montesilvano in via Agostinone e di un ristorante a Sulmona dove percepirebbe un affitto di 1.500 euro mensili. Proprietari di immobili a Sulmona risultano essere anche il marito e il figlio della donna: il primo ha un appartamento in via Papa Giovanni XXIII, mentre il secondo possiede un fabbricato di due vani in via Corfinio.


SEBASTIANI: «VISURA NON AGGIORNATA, HO SOLO UNA CASA»


La donna ha messo in piedi un vero e proprio movimento (gruppo su Facebook “Gli invisibili della Valle Peligna”), al quale si erano interessate anche la tv (Tg3) e la stampa (L'Espresso) nazionali. Qualche settimana fa, nel pieno dello sciopero della fame, era intervenuta in un consiglio regionale per spiegare la sua situazione e quella degli altri sfollati della Valle Peligna (si parla di circa 1000 persone).
Oggi il solito tono affabile della donna è sostituito da un ritmo più incisivo, incalzante, quasi infastidito. «Sì lo so…vi è arrivata la notizia, ma è chiaro che è solo una ritorsione», spiega la donna a PrimaDaNoi.it, «quelle visure non sono aggiornate e non corrispondono al vero perché risultano appartamenti che ho venduto anni fa».
«E poi si parla di intere proprietà», continua Sebastiani, «invece io posseggo solo piccole porzioni: per esempio mio figlio sulle visure risulta proprietario di un appartamento invece ha la nuda proprietà di un fondaco di 30 mq, mio marito risulta proprietario di un appartamento invece ha un sesto di una proprietà per effetto di una successione, io risulto proprietaria dell'appartamento dove vive mia madre col marito ma non posso andarci io se ci sono loro».
Stando a quanto riferito dalla signora, anche l'appartamento di Montesilvano sarebbe in comproprietà con la madre.
E l'affitto del ristorante di cui si parla, lo percepisce? «Certo, non lo nascondo: tutti a Sulmona sanno che ho quel locale commerciale affittato sul quale ho sempre regolarmente pagato le tasse. Ma non posso mica andare a vivere in un negozio!».
La donna, poi smentisce categoricamente, di percepire altri canoni d'affitto dalle porzioni di case che dichiara di possedere.

«E' LA RITORSIONE DEL COMUNE, VADO AVANTI»

E' sicura la signora Sebastiani: «questa è la ritorsione di un Comune non capace di rispondere con atti amministrativi seri e concreti».
Il silenzio dell'amministrazione comunale di Sulmona era stato più volte oggetto delle proteste della sfollata.
«Lo scopo del sindaco e dei sui fiancheggiatori», dichiara con forza, «è quella di dire che la mia è un'azione falsa e votata all'interesse personale, ma io dico che non è così punto e basta».
«Se avessi avuto un appartamento mio,- aggiunge- non sarei venuta a relegarmi in una stanza da mia suocera con due figli adolescenti. Tutto quello che ho venduto e che ho è frutto del mio lavoro e non me l'ha regalato nessuno».
In che modo l'uscita di questa notizia potrebbe screditare la sua protesta?
«Non scredita nulla! Questo non cambia il senso della mia protesta. Io non sono andata a chiedere nulla per me ma a rappresentare il disagio di molte persone abbandonate», assicura.
Che farà per difendersi o per dimostrare quel che dice? «Sono serena, non devo difendermi, se ci sarà una sede giudiziale, produrrò la mia documentazione».
«Io so solo che sono fuori dalla mia unica casa e che nessuno fa niente», conclude la donna, «ora pretenderò quello che non mi hanno dato fino ad adesso, non mi faccio intimorire, adesso vado avanti».

m.r. 17/02/2010 9.15