Appalti sotto inchiesta. Verdini:«Parla con Chiodi lui è un amico»

Alessandro Biancardi

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Appalti sotto inchiesta. Verdini:«Parla con Chiodi lui è un amico»
L'AQUILA. Non solo Francesco De Vito Piscicelli, indagato nell'inchiesta di Firenze sugli appalti alla Maddalena per il G8 sarebbe riuscito ad ottenere lavori per la ricostruzione aquilana. * BERTOLASO: «A L'AQUILA HO ERETTO CORTINA FERRO CONTRO SPECULATORI»
Adesso spunta anche la Btp di Riccardo Fusi che fa parte del ''Consorzio Federico II".
In totale hanno preso appalti per circa 12 milioni per la ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile scorso affidati dal Comune dell'Aquila e dalla Protezione civile.
Come si spiega nell'informativa dei Ros la Btp, quest'ultima coinvolta nell'inchiesta, «ha costituito, unitamente ad altre imprese, il Consorzio Federico II con sede all'Aquila ed il Consorzio Stabile Novus».
«Quest'ultimo, sponsorizzato dal funzionario della Corte dei Conti, Mario Sancetta», a sua volta «in contatto con Angelo Balducci e altri funzionari pubblici, fra cui il provveditore alle opere pubbliche per il Lazio e l'Abruzzo Guglielmi, sempre al fine di ottenere commesse in Abruzzo».
Il parlamentare Denis Verdini, invece, avrebbe «sponsorizzato» la Btp del suo amico di vecchia data Riccardo Fusi «affinché - si legge nelle carte dell'inchiesta - vengano assegnati i lavori di ricostruzione al consorzio Federico II», composto dalla Btp e da tre imprese aquilane.
La Btp era in cerca di disperato aiuto e per ottenere qualche appalto - annotano i carabinieri - serve un uomo che sia insieme "garante" e playmaker.
E la scelta cade proprio su Denis Verdini, coordinatore del Pdl e presidente del "Credito Cooperativo Fiorentino", la banca che ancora tiene in piedi la Btp.
Su questo Consorzio (che risulta essersi aggiudicato una gara comunitaria per poco meno di 7 milioni di euro), e non solo, vuole vederci chiaro il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, che ha inviato una nota alla Procura di Firenze chiedendo la trasmissione degli atti dell'inchiesta sui grandi appalti.
Il magistrato è infatti convinto che ci siano aspetti di connessione tra l'inchiesta condotta finora dalla procura del capoluogo toscano e le vicende della ricostruzione post-terremoto.


L'INTERESSAMENTO DI CHIODI E LA VITTORIA DELL'APPALTO


Oggi è il quotidiano La Stampa con un articolo di Guido Ruotolo a spiegare come sarebbero andate le cose.
Verdini parla con Fusi: «Buongiorno, allora ho parlato con Gianni (Letta, ndr) che ha portato tutto a Bertolaso. Richiamerà, però io comunque gli farei anche... visto che loro hanno buoni rapporti... li farei sollecitare anche da loro... vedrai.. tu chiama.. poi semmai intervengo io.. l'incontro dovrebbe avvenire con lui... perché è lui quello che..».
Riccardo Fusi: «Ma chi ce lo fissa? Se non ce lo fissa lui non siamo in grado di fissarlo noi...».
Verdini: «Allora... lui mi ha detto che ha passato tutto e che richiamerà... dicevo.. siccome gli amici lì dell'Aquila lo conoscono ... così mi hanno detto...».

Tre giorni dopo il geometra Liborio Fracassi della Btp spedisce un sms a Riccardo Fusi: «Confermato appuntamento Bert per mercoledì 12. Poi le farò sapere. Saluti».
Il 3 giugno, a mezzogiorno, Fracassi incontra Bertolaso. Via sms, il geometra aggiorna Fusi: «Incontro positivo. Apprezzato il ns campus, forse realizzazione in comune vicino, contatti già presi con sindaco. Richiestoci progettazione in Aq di area commerciale provvisoria domani riceveremo dal sindaco riferimenti. Ricevuta disponibilità a cantierare nel centro storico palazzi Carispaq. Domani chiederemo nulla osta anche Soprintend. Gioverà sera e venerdì sarò a Barberino, se ha bisogno sono a sua disposizione. Saluti».
E Ruotolo scrive ancora: il 7 giugno Fusi spiega al figlio Leonardo che in Abruzzo sta partecipando a tre gare d'appalto: «una per il restauro delle chiese... per i restauri monumentali.. una per i campi base per le scuole... per le case quelle nuove... insomma per l'Aquila e paesi lì intorno però ora siamo a l'Aquila».

Dieci giorni dopo, l'amico Verdini è insieme al governatore dell'Abruzzo, Gianni Chiodi.
Chiama Fusi: «Ciao... buongiorno senti sono qui insieme al presidente Chiodi.. come si chiama il vostro Consorzio, scusami?».
Fusi: «Vittorio Emanuele II (si sbaglia, il consorzio si chiama Federico II, ndr)».
Verdini: «Come si chiama l'imprenditore di lì?».
Fusi: «Ti posso richiamare subito?».
Poco dopo, Fusi richiama e dà tutte le indicazioni giuste.
Verdini gli passa il governatore Chiodi: «Buongiorno Presidente... piacere di conoscerla... sono Riccardo Fusi... e quando vengo giù vengo a prendere un caffé da lei».
Chiodi: «Il mio numero di telefono se lo vuole segnare per cortesia?... allora... 335...».
Verdini riprende il cellulare: «Va a trovarlo... ti spiega un po' tutto... lui è un amico...».
Il 22 luglio, il geometro Fracassi comunica a Fusi una buona notizia: «Abbiamo vinto il primo appalto una scuola per 7,3 milioni da consegnare chiavi in mano il 10 settembre. E' il primo, gli altri a breve. Ferie a L'Aquila».

IL CONSORZIO

La Btp (che sta per Baldassini - Tognozzi - Pontello Costruzioni Generali S.p.a.) oggi è tra «le più importante realtà toscane nel campo dell'edilizia, fra le prime 10 a livello nazionale», come recita il sito internet.
Le sue radici risalgono al 1926 (Baldassini A.) , dopo successive acquisizioni, ultimo il Gruppo Pontello, diventa nel 2004 l'attuale BTP Costruzioni Generali S.p.a. gruppo che partecipa alle maggiori iniziative di potenziamento infrastrutturale del paese, come: l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, Siracusa-Gela, 3 corsie Firenze Sud / Firenze Nord autostrada A1, Variante di Valico; Opere ferroviarie come il raddoppio delle linee Bologna-Verona, Reggio-Taranto. Inoltre realizza edilizia Ospedaliera in Parma, Livorno, Pisa, Empoli etc.
Dopo il sisma nasce il consorzio «con l'obiettivo di proporsi alle stazioni appaltanti ed ai privati con soluzioni ad elevatissimo livello tecnologico nella ricostruzione della città di L'Aquila e della sua Provincia colpita dal sisma».
Ne fanno parte la Btp, la F.lli Ettore & Carlo Barattelli s.r.l., Vittorini Emidio Costruzioni s.r.l. e Marinelli ed Equizi s.r.l., «tre imprenditori di grande rilievo locale», recita sempre il sito internet, «nel campo dell'edilizia civile e del restauro, infrastrutture ed impianti».
Il Consorzio ha preso finora appalti per circa 12 milioni. La Btp ha partecipato in Associazione temporanea di impresa (ati) con la mandataria Cmp e Vittorini alla gara comunitaria per la realizzazione del musp 12, Scuola Carducci.
L' importo a base di gara era di euro 7.350.000, la gara è stata aggiudicata ad euro 6.843.900, iva esclusa, con un ribasso del 7,23%.
Questa Ati ha poi subappaltato a Barattelli lavoro di scavo per 1,4 milioni di euro ed a Marinelli ed Equizi srl altri lavori sempre per 1,4 milioni di euro.
Per quanto attiene ai lavori nella caserma Pasquali, il dipartimento della Protezione Civile conferma che sono stati appaltati dal Provveditorato di L'Aquila alla Marinelli ed Equizi srl, con procedura di urgenza ed affidamento diretto.
Ci sono stati poi altri interventi nel palazzo di proprietà e sede della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, nel centro storico, e nel palazzo Branconi Farinosi, di proprietà della Carispq, ma affittato alla Regione Abruzzo.
Questi ultimi due appalti sono stati affidati dal Comune de L'Aquila
A settembre scorso il consorzio ha promosso anche ad una giornata di studio sul futuro della città terremotata, in collaborazione con il Politecnico di Torino, l'Iccrom, e la Carispaq.

L'INCHIESTA DI FIRENZA SEMPRE PIU' VICINA AL TERREMOTO

E tra le carte della procura di Firenze appaiono ormai nitidi elementi di connessione tra gli appalti della Maddalena e la ricostruzione aquilana.
Dalla loro lettura, ad esempio, si evince che diversi protagonisti dell'inchiesta fiorentina si danno da fare sul fronte della ricostruzione in Abruzzo: a parte la Bpt, in primo piano c'é Piscicelli (che telefona al suo capo cantiere dicendogli di tenersi pronto "con escavatori e operai" per partire per L'Aquila), ma anche Antonio Di Nardo e Rocco Lamino che «continuano ad attivarsi al fine di ottenere l'aggiudicazione di lavori» e che «sono sempre in contatto con il magistrato della Corte dei Conti Sancetta».
Dal capoluogo abruzzese in macerie le uniche risposte che arrivano sono come sempre rassicuranti:«è tutto a posto», «tutto è regolare».
E tra centrodestra e centrosinistra su questi argomenti non c'è distinzione.

17/02/2010 8.44

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BERTOLASO: «A L'AQUILA HO ERETTO CORTINA FERRO CONTRO SPECULATORI»

«Questi personaggi andrebbero espulsi dal nostro paese, dovrebbero vergognarsi».
E' stato chiaro ieri sera a Ballarò il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in merito alla telefonata tra l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e il cognato Gagliardi, in cui il primo, la notte del terremoto in Abruzzo disse, «è dalle tre e mezza che rido nel letto» (pregustando i ricchi appalti, ndr).
Bertolaso ha anche rivendicato il lavoro svolto in Abruzzo. «Credo di aver dimostrato a L'Aquila di aver fatto non solo tutto il lavoro che serviva, ma anche di aver eretto una cortina di ferro per impedire che chicchessia potesse arrivare all'Aquila con la speranza di poter speculare sui nostri terremotati».
Probabilmente anche sotto questa spinta il capo della Protezione Civile non abbandona la sua nave e non esclude che gli sia stata tesa una trappola.
«io ho risolto i problemi dei rifiuti in Campania - ha detto Bertolaso - perché ho avuto una collaborazione straordinaria delle forze dell'ordine che mi informavano in anticipo di quello che poteva accadere in occasione di un'apertura di qualche discarica e mi davano notizia in diretta su alcune società che potevano essere discutibili dal punto di vista della trasparenza».
Sulla Maddalena, sottolinea Bertolaso, questa collaborazione invece non c'é stata. «Questa indagine inizia all'inizio del 2008 - ha spiegato - abbiamo iniziato a fare i lavori alla Maddalena ad ottobre del 2008, c'é stato un terremoto a L'Aquila il 6 aprile ed è stato intercettato un mascalzone che ha detto quelle cose orribili. Perché non mi è stato immediatamente detto che quello si era messo a ridere quando la gente moriva in Abruzzo? Perché non mi hanno avvisato immediatamente invece di fare questi dischetti che si trovano in tutti i giornalai? Sarei stato certo e non avrei mai potuto far entrare questa società».
«Io sono un funzionario dello Stato - ha ribadito - e ogni volta che mi è stato segnalato per tempo che c'era qualcuno che stava commettendo un illecito io sono potuto intervenire in anticipo ed evitarlo».
«Io non sono un dietrologo, non so cosa possa essere accaduto - ha concluso -. Fatto sta che quando alla fine dell'anno è uscito il sondaggio che diceva che ero tra i più popolari in Italia, mi sono preoccupato. E quando il presidente del Consiglio ha detto che mi nominava ministro, mi sono messo le mani nei capelli. Non perché fossi felice», piuttosto perché «sono una persona libera e indipendente, che deve dire dei no quando serve».
Quanto al fatto che il cognato Piermarini abbia lavorato alla Maddalena, Bertolaso ha spiegato che è stato preso, non da lui, «perché e bravo. Adesso perché è cognato di Bertolaso deve lavorare in Svizzera?».
E adesso la rivoluzione della Protezione in Spa sembra in pericolo.
«La norma che più mi è stata osteggiata in Senato, dal centrodestra e dal centrosinistra», ha spiegato Bertolaso, «non è stata la Spa, ma una piccola norma che diceva che sono annullati tutti gli arbitrati che a qualsiasi titolo siano stati attivati nell'ambito delle attività della Protezione Civile».
Il sottosegretario ha sottolineato di essere stato lui «a voler inserire questa norma».
«Perché l'ho fatto? - ha spiegato - perché indipendentemente dalla mia possibilità di controllo, ad un certo punto le imprese si mettono d'accordo con le stazioni appaltanti per fare gli arbitrati, quando ci sono esigenze di aumentare la spesa».
E contro questa norma «hanno votato il centrodestra e il centrosinistra».

17/02/2010 9.15