Inchiesta G8. Bertolaso: «Monica? Non la conosco»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Già oggi o al massimo domani, il gip di Firenze Rosario Lupo potrebbe decidere sulle richieste di scarcerazione dei quattro arrestati nell'ambito dell'inchiesta sui grandi appalti del G8.
Inchiesta - quella che ha portato in carcere Angelo Balducci, direttore del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola, funzionari della stessa struttura, e il costruttore romano Diego Anemone - che sta per affrontare una settimana cruciale, anche per quanto riguarda il nodo della competenza tra le procure.
Ma è sempre la figura di Guido Bertolaso, il capo del Dipartimento della Protezione civile indagato per corruzione, a tenere banco.
Il sottosegretario, attraverso il suo legale Filippo Dinacci, è oggi tornato a ribadire che lui, con festini e tangenti, non c'entra.
Infatti, se la fisioterapista Francesca avrebbe confermato agli inquirenti di avergli fatto «solo regolari massaggi», Monica, la giovane brasiliana sospettata di avere avuto rapporti sessuali con Bertolaso nel Salaria Sport Village di Anemone, avrebbe fatto alcune ammissioni.
«Non conosco questa signora, né ci sono stati mai con lei appuntamenti di qualsiasi genere», ha detto Bertolaso replicando a questa indiscrezione, come riferisce l'avvocato Dinacci.
Il quale aggiunge che «se qualcuno ha reso diverse dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria, fermo restando la massima fiducia nella magistratura, se ne assumerà la responsabilità».
Tra oggi e domani, come detto, è attesa la decisione del gip di Firenze Rosario Lupo sulle istanze di scarcerazione presentate dagli indagati dopo i loro interrogatori: solo Balducci e Della Giovampaola hanno ribattuto alle accuse, mentre Anemone e De Santis (quest'ultimo recluso a Milano, gli altri tutti a Roma) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Oggi il gip dovrebbe acquisire il parere dei pubblici ministeri e quindi pronunciarsi sul punto.
I tre indagati detenuti a Roma sono usciti dall'isolamento.
Alcuni, come Balducci, hanno incontrato i propri difensori e fornito indicazioni per l'acquisizione di documenti da loro ritenuti utili per la difesa.
Gli avvocati stanno predisponendo memorie difensive e nuove istanze di scarcerazione da presentare al Tribunale del riesame.
Ma quale? Non è ancora chiaro, infatti, quale ufficio giudiziario diventerà titolare dell'inchiesta.
Il gip di Firenze nella stessa ordinanza di custodia cautelare ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e, benché i presunti reati siano stati commessi per lo più a Roma, ha trasmesso gli atti (trenta faldoni) alla procura della Repubblica di Perugia a causa del coinvolgimento del procuratore aggiunto di Roma Achille Toro.
E' poi notizia di ieri che anche la procura della capitale - che già da tempo indagava sui presunti illeciti legati alla gestione degli appalti per il G8 alla Maddalena, e non solo quelli, e si apprestava a chiedere il rinvio a giudizio degli indagati, tra i quali Balducci - ha inviato ai colleghi di Perugia gli atti affinché sia verificata l'eventuale connessione con quelli arrivati da Firenze.
Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti di Roma e Perugia hanno deciso di coordinarsi al fine di verificare se e quali atti dell'inchiesta romana debbano essere acquisiti al fascicolo processuale aperto a Perugia.
Dove il gip è alle prese con una prima importante incombenza, quella di confermare (ha 20 giorni di tempo) la misura cautelare emessa da Firenze.
Intanto è iniziato, da parte dei carabinieri del Ros, l'esame sulle carte sequestrate nel corso delle perquisizioni scattate mercoledì scorso.

15/02/2010 9.32