L'ineccepibile ricostruzione del supereroe Bertolaso

Alessandro Biancardi

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L'ineccepibile ricostruzione del supereroe Bertolaso
ABRUZZO. Subito dopo l'ennesimo scandalo, questa volta è stata investita la Protezione civile ed il suo vertice, Guido Bertolaso, sbarcato in Abruzzo a regnare sulla ricostruzione come un sovrano assoluto, è scattata la pronta solidarietà bipartisan, quella che si ritrova nei casi più importanti. * DALLA POLITICA ALLA CURIA, TUTTI SOLIDALI CON BERTOLASO * «NON C'È MICA UN TERREMOTO AL GIORNO BISOGNA MUOVERSI CON QUEGLI APPALTI»
Destra e sinistra uniti per difendere a scatola chiusa (ovvero senza aver letto le carte degli inquirenti) un membro eccellente della Casta.
Si sono prodigati tutti a difendere Bertolaso prima ancora di sapere, di verificare, di farsi una idea su una inchiesta di cui si sapeva ancora molto poco. Oggi invece i giornali sono pieni di intercettazioni e qualcosa di più si sa.
In difesa del “principe” è sceso il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, del Pd, al fianco di Bertolaso dal 6 aprile, che fino a ieri voleva consegnare una medaglia e la cittadinanza onoraria. Anche il senatore abruzzese Franco Marini ha espresso piena solidarietà. Marini, come si ricorderà, è anche il presidente di quel comitato di saggi che è rimasto nell'ombra e che ha vigilato sulla spesa della milionaria beneficenza del mondo intero.
Scontata la solidarietà del neo pluricommissario Gianni Chiodi che di fatto ha ereditato i compiti di Bertolaso, scontata anche la solidarietà di Filippo Piccone le cui aziende di famiglia hanno lavorato con ricche commesse nella ricostruzione aquilana.
Tutta la Casta rinchiusa e ripiegata su se stessa con la solidarietà avalla di fatto un sistema che non ha nulla di democratico ed ha espresso, pur nella totale distrazione dei grandi mezzi di informazione, tutte le avvisaglie preoccupanti di giochi di potere e di interessi senza alcun controllo dei cittadini, trasformati in sudditi disinformati e già terremotati.
Soltanto il consigliere dell'Idv Carlo Costantini ha ricordato che quel Bertolaso difeso da tutti è lo stesso che con motivazioni inopportune, e forse illegittime, ha più volte negato l'accesso agli atti di gare di appalto per miliardi di euro. Trasparenza negata ad oltranza ma ostentata e ventata su mezzi di informazione compiacenti ed allineati.

L'ESEMPIO DEL TERREMOTO ABRUZZESE


Segnali preoccupanti sulla ricostruzione (che ricostruzione non è) però ci sono stati e rimangono costantemente offuscati dalla solidarietà della politica e forse anche dalla magistratura terremotata.
Alle 10.30 del 6 aprile è arrivata la prima dichiarazione di allarme per le future infiltrazioni mafiose per una ricostruzione tutta ancora da inventare.
Il 15 aprile Gianni Chiodi sicuro afferma «la mafia in Abruzzo? Un invenzione dei giornali».
I malumori sulla gestione tutta affidata alla Protezione civile espropriando gli enti locali ed i processi democratici emergono subito.
Appalti e affidamenti diretti senza controllo esterno e spesso illogici vengono denunciati da più parti. La politica non solidarizza con chi protesta.
A giugno però le proteste sulla mancanza di notizie e informazioni sugli appalti continua mentre la Protezione civile pubblica una lista con le prime ditte vincitrici spacciandola per trasparenza.
Ma se sono stati pubblicati i nomi dei vincitori nulla si sa sui capitolati e sui prezziari e dunque sulle cifre degli appalti che in alcuni casi sono sembrate spropositate.
Poi lo spettro della mafia irrompe addirittura con una ditta che sarebbe stata vicino all'ex sindaco mafioso di Palermo Ciancimino.
Poi saranno individuate tre ditte che saranno escluse per lo stesso motivo.
Ma di cose strane ne sono successe e come.
Un buon posto in classifica lo merita la saga dell'appalto dello smaltimento
delle macerie
avviato e poi stoppato dal Comune dell'Aquila che ha innescato una crisi politica e contestazioni verso la giunta Cialente.
Dopo le macerie è stata la volta degli appalti dei frigoriferi: tre preventivi di ditte diverse ma dello stesso proprietario.
Brutti momenti per il sindaco Cialente che in quei giorni in molti volevano molto vicino al governo ma di tutti i fatti emersi non si è parlato più ed è calato l'oblio.
Ad ottobre 2009 per fortuna arriva la commissione antimafia che rassicura «è tutto a posto, nessun problema».
Va tutto benissimo, infatti, l'economia della disgrazia tira che è una meraviglia e 1200 milioni vengono spesi come non mai in pochissimo tempo e senza il fastidioso controllo democratico. In fondo che fa se per fare le aiuole nei nuovi quartieri dormitorio si spendono solo 15 milioni di euro in erbetta e fiorellini?
Qualche settimana fa, però, Olga Capasso, una dei magistrati del pool antimafia lancia nuovamente l'allarme e parla di «tantissimi tentativi di ottenere appalti e reperire prestanome» da parte della criminalità organizzata. Nessuno si scompone.
Tra le tante notizie fa capolino anche quella che uno dei maggiori personaggi al centro delle più grandi inchieste giudiziarie abruzzesi protetto da una schiera di contatti e amici ha trovato lavoro come consulente di alcune ditte: Giancarlo Masciarelli lavora e non si ferma un attimo e dirige la sua ricostruzione sempre in contatto con altri due influenti personaggi, Italo Mileti e Claudio D'Alesio, arrestati per aver tentato di pilotare una gara da 20 milioni di euro per la ricostruzione della Asl aquilana.

Passano i mesi ed è chiaro che la Protezione di Guido Bertolaso osannato non sopporta la trasparenza in compenso arrivano 4 miliardi di euro da spendere con le stesse modalità e Gianni Chiodi assicura che tutto sarà trasparente (come i documenti, quelli veri che non si sono mai visti).

Ma le notizie non si fermano pur tra mille ostacoli,veleni e intralci. Così si apprende che c'è una inchiesta anche sul progetto generoso che vede impegnati la Regione Lombardia di Formigoni, la Curia ed una manciata di altri enti locali. Una vera sorpresa ma che arriva dopo altre polemiche, anche queste subito messe a tacere che riguardavano il controllore di quel cantiere: un dirigente della Regione Lombardia allora indagato.
Nessuno si pose la domanda sulla opportunità di quell'incarico.
Verso dicembre si intuisce che le voci inquietanti che girano su presunti affari e conflitti di interessi che coinvolgono la lotteria dei subappalti non possono essere verificate.
Solo qualche settimana fa il passaggio di consegne e l'arrivederci dell'Abruzzo a Bertolaso, «tanto amato» che ha regnato in questo modo sulla ricostruzione salutato e osannato da tutti come il grande benefattore e supereroe.
In Abruzzo grazie a Bertolaso la ricostruzione è andata a meraviglia.
Tutto benone.

11/02/2010 9.03


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DALLA POLITICA ALLA CURIA, TUTTI SOLIDALI CON BERTOLASO

ABRUZZO. Per la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, «con Bertolaso ho condiviso ore e ore di lavoro, fianco a fianco durante un disastro epocale. Abbiamo vissuto momenti difficilissimi e profondi. Non so dire nulla su fatti estranei alla mia conoscenza, ma gli auguro che l'inchiesta accerti velocemente l'accaduto e spero nella sua estraneità».
Il giornalista abruzzese Bruno Vespa non ha dubbi: «credo che Bertolaso sia una delle persone più straordinarie che ci siano. Spero davvero - ha detto - che l'avviso di garanzia sia un atto dovuto perché, Dio ne liberi viene sporcata una persona innocente che ci invidia tutto il mondo, sarebbe veramente un atto di irresponsabilità».
«Sono certo che Bertolaso riuscirà presto a chiarire la sua posizione», ha commentato l'ex presidente del Senato Franco Marini che sottolinea come il capo della Protezione Civile «con un lavoro forte e una iniziativa di coordinamento di tutte le strutture impegnate nel dopo terremoto si è conquistato certamente la stima degli abruzzesi e, in particolare, degli aquilani».
«La risonanza nel territorio aquilano è naturale perché in questi posti i cittadini vogliono molto bene a Bertolaso», ha detto invece il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini. «Quanto accaduto a Firenze non ci riguarda, si parla di reati presunti, siamo cittadini che insieme commentano, finora»
Anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha ribadito la propria stima per il capo della protezione civile: «ribadendo l'assoluto rispetto e la totale fiducia nei confronti della magistratura - lo stesso rispetto e la stessa fiducia che Bertolaso ha dichiarato di avere - ribadisco la mia profonda amicizia e soprattutto la stima piu' convinta nei confronti del Capo della Protezione civile nazionale. Del resto - prosegue Cialente - la rettitudine dell'uomo mi viene confermata dal fatto che, con grande senso istituzionale, ha deciso di rimettere i suoi incarichi nelle mani del Presidente del Consiglio dei Ministri, nonostante le forti responsabilita' e i gravosi compiti che ha il Capo della Protezione civile. Spero che sia messo in condizione di poter dimostrare al piu' presto la sua posizione, come lui ha correttamente chiesto».
Sulla stessa linea anche il presidente Gianni Chiodi: «ci risiamo! Quando ormai sembrava essere tornato il sereno nelle stanze della politica, ecco che scoppia la polemica e si grida al presunto scandalo. C'è ancora chi fa finta di non capire che quando si opera in emergenza è necessario risolvere i problemi con la massima urgenza e correttezza e sono certo che Bertolaso, da persona onesta e competente quale il mondo intero lo conosce, ha operato sempre per il bene collettivo e con il massimo rigore».
Per l'arcivescovo metropolita Giuseppe Molinari e il vescovo ausiliare monsignor Giovanni D'Ercole in una nota «esprimono piena solidarietà al sottosegretario dott. Guido Bertolaso ricordando con gratitudine quanto realizzato all'Aquila per dar sollievo alla popolazione colpita dal terribile sisma del 6 aprile scorso».
«In queste ore di particolare sofferenza, gli sono spiritualmente vicini auspicando che nel più breve tempo possibile possa tornare a svolgere il suo servizio così utile al Paese», spiegano Molinari e D'Ercole.
Il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, «fatto salvo l'augurio che possa dimostrare al più presto la propria estraneità ai fatti», si domanda «perché anche a L'Aquila la gestione degli appalti - salva la pubblicazione di dati insignificanti - è rimasta letteralmente secretata, impedendo a chiunque di acquisire gli elementi di conoscenza essenziali per esercitare una funzione minima di controllo? Perché l'Abruzzo, sia nella fase immediatamente successiva al sisma, con l' emarginazione del Presidente della Regione dai compiti commissariali, che nella stessa fase successiva al passaggio di consegne tra Bertolaso e Chiodi, con la scelta di conservare come soggetto attuatore (ovvero il soggetto che materialmente gestisce le gare di appalto ed i relativi miliardi di euro) un organismo come il Provveditorato alle Opere Pubbliche direttamente dipendente dal Governo Berlusconi, è stato sempre tenuto fuori e continua ad essere tenuto fuori dalla gestione degli appalti? Sarebbe da ipocriti non mettere in relazione le notizie che cominciano ad emergere dall'inchiesta con queste due anomalie che, per quanto da mesi sotto gli occhi di tutti, in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare», conclude l'ex candidato presidente alla Regione.
«Non mi sorprende che Bertolaso sia finito sotto indagine, me lo aspettavo perchè conosco bene la sua gestione della Protezione Civile ed è evidente a tutti – ha detto l'eurodeputato dell'IdV Sonia Alfano in una nota - che tutto viene fatto sempre e soltanto nell'interesse del Premier e dei suoi sodali e mai a tutela dei cittadini».
«Tutto questo diventa più evidente oggi, quando Bertolaso presenta le proprie dimissioni in seguito alla notizia delle indagini e Silvio Berlusconi le respinge, sicuramente per non creare un precedente pericoloso per il Governo, evidentemente allergico alla giustizia e alla morale» sostiene la Alfano. «Immagino che adesso - conclude - il Presidente del Consiglio affretterà le ormai scontate procedure per la nomina a Ministro di Guido Bertolaso, in perfetto stile berlusconiano, per garantirgli l'impunità con qualcuno dei suoi curiosi antidemocratici stratagemmi».
Per Ezio Pelini, segretario della provincia dell'Aquila del Prc «L'inchiesta sugli appalti della maddalena scoperchia il pentolone degli affari. che accadra' con la protezione civile s.p.a.?Solo due giorni fa il Senato ha approvato in prima lettura il decreto legge che trasforma la Protezione Civile in societa' per azioni, a capitale interamente pubblico, e in capo alla presidenza del Consiglio. Oggi, dopo mesi di indagini, è stato arrestato l'ex vice capo di Bertolaso, Angelo Balducci per gli sprechi e lo stato di abbandono delle strutture che avrebbero dovuto ospitare i capi di stato e di governo al G8 della Maddalena che poi si è svolto a L'Aquila.
Dopo otto mesi dalla fine dei lavori, neanche un posto di lavoro è stato prodotto, né è stata rilanciata l'economia della Sardegna. La Corte dei conti stava già indagando sulle enormi spese sostenute: 327 milioni – come dichiarato dalla stessa Protezione civile – utilizzati dal Governo attraverso la struttura di missione del G8».

CONFINDUSTRIA ABRUZZO: «BERTOLASO PERSONA ONESTA E COMPETENTE»

Il presidente di Confindustria Abruzzo, Calogero Riccardo Marrollo, in una nota esprime «la massima stima personale e piena solidarietà» a Guido Bertolaso per la vicenda del G8 alla Maddalena .
«Ritengo - afferma Marollo - che sentimenti di gratitudine, apprezzamento e abnegazione rappresentino l'espressione nella quale raccogliere tutta la stima nei suoi confronti e verso la nostra Protezione Civile, certamente tra le migliori al mondo. Ritengo - dice ancora Marollo - che lei sia persona onesta e competente che fa bene all'Italia e, per le note vicende del 6 aprile ne ha fatto tanto a L'Aquila e all'Abruzzo.Con competenza, rigore fraternita' e umanita' e' riuscito a infondere fiducia e speranza nella nostra gente e per questo la ringrazio ancora. Sono sicuro - conclude - che si fara' luce su questa dolorosa vicenda».
11/02/2010 9.24

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«NON C'È MICA UN TERREMOTO AL GIORNO BISOGNA MUOVERSI CON QUEGLI APPALTI»


Nella corposa ordinanza di custodia cautelare dei pm di Firenze sui presunti reati compiuti dagli indagati nel nuovo scandalo che ha investito in pieno la Protezione Civile, ci sono anche accenni al terremoto del 6 aprile che ha colpito L'Aquila.
Per il momento, da quanto riporta il quotidiano La Repubblica, non emergono ancora ipotesi di reato riconducibili ai fatti specifici, ma un modus operandi e un clima del gestire la tragedia abruzzese alquanto inquietante.
«Già il 6 aprile», il giorno del terremoto, scrive Repubblica, «in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c'è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti: «Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno». «Lo so», e ride. «Per carità, poveracci». «Va buò». «Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto».
Mentre il mondo è sconvolto dalle prime immagini che arrivano dal centro Abruzzo, trasformatosi in un vero inferno, c'è già chi intuisce il grosso affare che si cela dietro.
L'ordine è quello di organizzarsi in fretta, perchè l'occasione ghiotta e si sa che un terremoto di quelle proporzioni avviene si e no ogni trecento anni.
E poi ancora, sempre secondo quanto riporta il quotidiano del gruppo L'Espresso, «l'11 aprile 2009, a pochi giorni dal sisma, Balducci, in una lunga conversazione con Anemone "fa pesare il fatto che si è fatto promotore per l'inserimento delle imprese di Anemone nei lavori post terremoto ("Ti rendi conto? Chi oggi al posto mio si sarebbe mosso?") ed esce allo scoperto pretendendo in cambio che il figlio Filippo goda di qualche ulteriore beneficio ("Tra qualche giorno compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un ****")". Filippo troverà una sistemazione».

11/02/2010 9.54