Sfollati, timori per nuovi trasferimenti sulla costa

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Alcuni sfollati denunciano di aver ricevuto sollecitazione di spostarsi nuovamente sulla costa. Intanto sta andando in porto in questi giorni il progetto di costruzione di «nuovi villaggi della speranza».



Il comitato spontaneo Cittadini per cittadini, tra quelli nati all'Aquila dopo il terremoto dello scorso 6 aprile, esprime i suoi timori «per ciò che sta accadendo - afferma - nella Caserma Campomizzi, in località S.Antonio, dove si chiede alle famiglie aquilane di andare via dalla città per fare posto agli studenti universitari, così come disposto dalla conferenza di servizi in estate».
«Nella giornata di ieri - si legge in una nota del comitato - due famiglie residenti in caserma hanno ricevuto la visita di una delegazione della Protezione civile regionale, accompagnati dalle Forze dell'Ordine. Lì - specifica il comunicato - sono residenti un buon numero di sfollati dai primi di ottobre a seguito della chiusura delle tendopoli».
Secondo il resoconto del comitato, ai due nuclei familiari avrebbero comunicato un nuovo trasferimento negli alberghi della costa.
«Il nostro timore - si legge ancora - è che questa possa costituire una soluzione per coloro che non hanno avuto l'assegnazione degli alloggi del Piano Case, gli anziani - prosegue la nota - tornano ad essere così i più colpiti dal sisma e dal dopo-sisma, in quanto tra loro ci sono molti non assegnatari».
Intanto monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare del capoluogo abruzzese vuole cominciare la vera ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.
Non solo quella materiale ma anche quella della fede, per donare una nuova speranza, appunto, a chi quel dramma l'ha vissuto il prima persona.
Saranno così realizzati dei villaggi della speranza grazie ad una sinergia nata tra Ener, l'Ente nazionale energie rinnovabili e l'Ordine dei cavalieri di Malta.
«L'Ente – spiega Marcello Trento, presidente di Ener – è pronto ad intervenire sul territorio per donare un tetto a chi ancora non ne ha avuto uno».
«Questi villaggi della speranza - dice il vescovo – rappresenteranno un vero e proprio modello di vita. La speranza di rinascita, al passo con le tecnologia e nel pieno rispetto dell'ambiente».
utti i progetti promossi da Ener, infatti, hanno come principale obiettivo la tutela dell'ambiente.
Le strutture che l'Ente nazionale donerà saranno costruite in legno e completamente antisismiche, tutte dotate di un impianto fotovoltaico per la generazione di energia elettrica e di pannelli solari per la produzione di acqua calda.
«Tutte le famiglie – spiega Marcello Trento – hanno il diritto di produrre da sé l'energia di cui necessitano. Ed oggi, con gli impianti che sfruttano le energie rinnovabili, è possibile.
La collaborazione tra Monsignor D'Ercole e Ener si svilupperà in due fasi: «Innanzitutto – dice il vescovo ausiliare de l'Aquila – intendo segnalare ad Ener e all'Ordine dei cavalieri di Malta, le situazioni di disagio ancora presenti sul territorio. Cominceremo con piccoli interventi di ricostruzione di chiese o case. Poi, superata l'emergenza vera, ci occuperemo della realizzazione di questi villaggi della speranza, con abitazioni per il clero, centri ricreativi e di culto».
Questi progetti non sono i primi che Ener, in sinergia con l'Ordine dei cavalieri di Malta, realizzerà a l'Aquila. Già in cantiere e in fase di costruzione la chiesa di S. Felice d'Ocre e la canonica.


10/02/2010 12.26