Case Ater, «a breve» le gare d'appalto per gli immobili danneggiati dal sisma

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri mattina il commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha incontrato i vertici dell’Ater per verificare il lavoro svolto fino ad oggi per la riparazione degli immobili popolari. * RICOSTRUZIONE, DE MATTEIS: «CHIODI DIA INIZIO ALLA NUOVA FASE» * COMITATUS AQUILANUS: «IL GOVERNO CI FA REGREDIRE»
Chiodi ha pianificato un crono programma preciso ed i prossimi interventi.
I mancati interventi sul patrimonio popolare danneggiato dal terremoto ha provocato la reazione polemica di centinaia di inquilini e del coordinatore del sindacato Mia Casa, Pio Rapagnà.
In una nota dell'ufficio stampa per la ricostruzione si legge che «secondo la convenzione dello scorso 30 novembre, l'Ater avrà il compito di gestire tutte le progettazioni e le attività tecniche preliminari per addivenire in temi brevi agli affidamenti per l'esecuzione di tutte le opere necessarie».
L'azienda dovrà curare, inoltre, le fasi di appalto per gli immobili classificati A, B e C, mentre per quelli classificati E, che rappresentano circa i due terzi degli interventi, sarà il Provveditorato alle Opere Pubbliche a gestire le relative procedure.
Il commissario dell'Ater, Piergiorgio Merli, ha riferito al commissario Chiodi che le progettazioni per le A, B e C sono tutte terminate e che, secondo i cronoprogrammi contenuti in ogni singolo progetto, si procederà speditamente alle gare.
Per queste ultime sono stati previsti tempi brevissimi, in grado di far partire i lavori in modo da cantierizzare ogni intervento nel più breve tempo possibile.
Per gli edifici classificati E é stato evidenziato che i termini sono stati prorogati al 6 aprile.
Sul fronte delle risorse, già stanziate dal Cipe con la deliberazione che ha assegnato circa 4 miliardi al Commissario Chiodi, si è convenuto di comunicare le somme necessarie ed ora certe dopo la riconsegna delle progettazioni al Ministero dell'Economia e al Cipe per il trasferimento dei relativi fondi.

«A noi non pare affatto un incontro concludente, anzi ci appare ancora una volta interlocutorio», ha commentato Pio Rapagnà del comitato Per il Mia Casa.
«Ad ogni buon conto, teniamo a sottolineare che i soldi per le case popolari ci sono. Lo stabilisce l'articolo 2 della ordinanza n. 3803 del 15 agosto 2009 che testualmente rimanda all'articolo 14, comma 1 del “Decreto Abruzzo”, il cui testo, basta leggerlo, usa le parole “…ripartizione di somme effettuate in favore della Regione Abruzzo”. La parola usata è: effettuate, cioè già ripartite. E questo fin da aprile. Basterebbe dunque che tutti questi Commissari attingano a ciò che è disposto».
Rapagnà dice apertamente di non credere «alla solita frase fatta: “i soldi non ci sono”. Secondo le carte che abbiamo letto e studiato i soldi ci sono. Facciano la cortesia di usarli per ripristinare questo patrimonio pubblico».

PALAZZETTO DELLO SPORT

Verranno eseguiti invece dal Gruppo Steda, impresa generale di costruzioni, i lavori di ristrutturazione del palazzetto dello Sport nell'area “Tommaso Fattori”, in viale della Croce Rossa, a L'Aquila.
Con un investimento che si aggira intorno ai 500 milioni di euro, ed il lavori che cominceranno a breve per concludersi a fine estate, il Gruppo Steda, prevede di restituire alla Città una struttura completamente rinnovata, destinata agli sport su rotelle.
Come si legge sulla brochure di presentazione del progetto, «gli interventi di manutenzione straordinaria interessano, per quanto riguarda le parti interne: la fornitura e la posa dei serramenti mancanti o rotti; il completamento dello spogliatoio; la messa in sicurezza del controsoffitto e la sistemazione della pavimentazione dell'intera area sportiva; la rimozione dei graffiti; il rifacimento delle pitture murali e l'esecuzione di tutte le prescrizioni tecniche necessarie a garantire il superamento delle barriere architettoniche».
Per gli esterni, è prevista: la sostituzione di una parte di serramenti; il rappezzo della copertura; l'esecuzione dei marciapiedi e degli accessi ai fini del superamento delle barriere architettoniche.

09/02/2010 9.24

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RICOSTRUZIONE, DE MATTEIS: «CHIODI DIA INIZIO ALLA NUOVA FASE»

L'AQUILA. «Sta a Chiodi dare il segnale di inizio della nuova partita». Primi passi anche sulla ricostruzione delle case Ater.
Con queste parole il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, propone la sua riflessione in merito alla scottante questione della ricostruzione dell'Aquila.
«La fase della prima emergenza si è ormai conclusa e tra alterne vicende che hanno contraddistinto questi mesi, si e' arrivati al passaggio delle consegne - sottolinea De Matteis - Ma se la fase della prima emergenza si e' conclusa, si apre e di corsa, l'altra emergenza. Infatti, lo smaltimento delle macerie attuali e future, il numero di alloggi del progetto case insufficienti, i ritardi nelle procedure amministrative, la persistente crisi economica, ne testimoniamo la gravita'. E' appunto adesso che si gioca la partita piu' difficile, quella della ricostruzione intesa globalmente. E questo problema necessita di essere affrontato con le idee chiare e in tempi rapidi».
Al riguardo, il vice presidente propone due livelli di intervento.
«Il primo è quello della visione 'strategica' - rileva De Matteis - e cioè la capacità di intuire le scelte più giuste per costruire la città territorio da qui a dieci anni. Bisogna avere in mente, da adesso, ciò che dovrà essere L'Aquila del domani, con il coraggio di osare anche ciò che oggi sembra irrealizzabile. Questo fondamentale aspetto della ricostruzione va affrontato come priorità assoluta. Infatti - osserva - quale ricostruzione può essere realizzata se non si ha in testa ben chiaro cosa e come dovrà essere la città».

RIPRESE VERIFICHE DI AGIBILITA'

Intanto proprio per valutare i danni provocati dal sisma sugli edifici privati, sono riprese a pieno regime le verifiche di agibilità degli immobili siti nei Comuni del cratere.
Un'operazione condotta sia sugli immobili non classificati che su quelli per i quali è stata richiesta una seconda verifica.
La Struttura per la Gestione dell'Emergenza (SGE) situata presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza a Coppito, si avvale della collaborazione di tecnici volontari forniti dai Consigli nazionali degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di tutta Italia.
I cittadini che avessero bisogno di chiarimenti sullo stato delle istruttorie, potranno rivolgersi a Linea Amica al numero verde 800155300 (anche da cellulare) oppure presso lo Sportello del Cittadino, sito all'interno della Scuola della Guardia di Finanza a Coppito.

IL NUOVO PREZZIARIO

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo ha approvato ieri il 3° adeguamento del Prontuario "Prezzi Informativi delle Opere Edili nella Regione Abruzzo" - Edizione 2009 - (Aggiornamento del prontuario Edizione 2000) per la ricostruzione a seguito del terremoto inserendo 19 nuovi prezzi.
I prezzi per le singole voci, così come ridefiniti, trovano applicazione nell'esecuzione delle opere pubbliche sul territorio regionale per progetti da approvare dopo la data di pubblicazione della deliberazione sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo.
L'aggiornamento, ha spiegato l'assessore Di Paolo, «è stato necessario per favorire la fase di ricostruzione degli edifici danneggiati o distrutti dal sisma, mediante l'inserimento di nuove voci e lavorazioni legate a moderne tecnologie di ristrutturazione e recupero».
In seguito ad uno studio per la redazione del nuovo prezzario il Consorzio I.S.E.A, incaricato dall'Assessorato ha individuato due nuove voci inserite nell'adeguamento: una per i nastri di fibre di carbonio e l'altra per le lamine di carbonio.
La proposta risulta pertanto definita da 19 nuovi prezzi che fanno riferimento ai costi attuali di mercato dei materiali, dei noli e della mano d'opera attualmente vigente in Abruzzo.

09/02/2010 9.24

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COMITATUS AQUILANUS: «IL GOVERNO CI FA REGREDIRE»


L'AQUILA. Un centro storico che sarà accessibile tra non meno di 10 anni, macerie non ancora rimosse, nessun consuntivo su demolizioni e puntellamenti, frazioni sovraffollate e senza servizi, come scuole, strade, raccolta rifiuti, depurazione: lo denuncia il Comitatus Aquilanus, nel libro 'L'Aquila. Non si uccide così anche una città?'.
«La soluzione immediata del governo - si legge nel libro, presentato ieri a Roma - non è il ricovero in abitazioni temporanee ma il progetto C.a.s.e.: abitazioni nuove distribuite in 20 insediamenti intorno al capoluogo».
Secondo il Comitatus, l'abbandono delle funzioni istituzionali, del centro storico, di un'idea di nuovo assetto urbanistico, ha avuto come conseguenza «lo sconvolgimento dei complessi equilibri di una città e di una comunità condannate alla regressione».
Altra denuncia del libro riguarda la mancanza di dati sul danno: «Non è mai stato detto - ha spiegato George Josef Frisch, curatore del volume - che il 62,8% delle case del centro storico è nella categoria E, vale a dire inagibile; che gli sfollati sono 53.392, di cui 32.844 residenti a L'Aquila e 20.548 residenti in altri Comuni, e che se, come è stato diffuso dalla Protezione civile il 21 gennaio scorso, circa 22 mila persone sono state alloggiate (12.059 nelle case realizzate dal governo, 6.460 in alberghi, 2.376 in appartamenti e 1.191 in caserme) e circa 28 mila hanno provveduto autonomamente ad una sistemazione, ben 53.392 sfollati sono ancora senza casa. Si è parlato di ricostruzione di case e non di ricostruzione di una città - ha detto Frisch - le macerie sono ancora tutte lì».
«Il terremoto - ha detto infine Walter Tocci (Pd) - ha fatto emergere il berlusconismo, la grande pianificazione del disordine e una mutazione antropologica che ha prodotto case senza città, periferia senza centro, cittadini senza città, davanti alla tv. Sta però alzandosi un allarme e quello che è stato l'apogeo del presidente del Consiglio potrà diventare la sua buccia di banana».

PROTEZIONE CIVILE: «INTERVENTI NEL RISPETTO DELLE NORME»

E sempre ieri, con una battuta il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli ha sostenuto che il Dipartimento della protezione civile avrebbe il vantaggio su altri amministratori di poter «spendere di cassa senza chiedere il permesso a nessuno».
L'occasione – ha subito replicato la Protezione civile nazionale in una nota - e' buona per fare alcune precisazioni su quanto pubblicato negli ultimi giorni da diversi organi di stampa. E' utile precisare - si legge nella nota - che anche l'operatività del Dipartimento della protezione civile ha dovuto fare i conti con la disponibilità di cassa del proprio bilancio e che, anche per tutti gli interventi messi in campo, si e' costantemente dialogato con il Ministero dell'economia e della finanza».
In riferimento poi ad una presunta esenzione della Protezione civile nazionale dal rispetto delle norme che regolano le spese della Pubblica Amministrazione, «valga ancora una volta il caso dell'Abruzzo. Qui, pur potendo contare sulle deroghe, non se ne e' fatto uso. Anche nei casi in cui il mercato era capace di offrire le quantità di beni e servizi necessari, nei tempi ristrettissimi disponibili, sono state seguite procedure e norme dirette ad assicurare il rispetto della concorrenza fra le imprese. Infatti - prosegue la nota - in Abruzzo nei nove mesi di gestione dell'emergenza da parte della Protezione civile nazionale, sono state espletate ben 286 procedure di gara. La differenza, anche in questo caso, non l'hanno fatta le deroghe, ma l'impegno assiduo e caparbio nel fare le cose nei modi e nei tempi migliori possibili».

CHIODI CHIEDE PROROGA ESENZIONE PEDAGGI


Intanto il Commissario Delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha chiesto alla Protezione Civile di prorogare l'esenzione del pagamento dei pedaggi autostradali per i terremotati costretti a fare i pendolari con L'Aquila ed ha chiesto un'applicazione più puntuale di tale beneficio a chi senza dubbio alcuno ne avesse ancora la necessità.
In attesa di ottenere quanto richiesto, il Commissario delegato ha poi richiesto ad Autostrade dei Parchi il mantenimento delle provvidenze in essere.
Attualmente gli uffici competenti stanno valutando la compatibilità delle misure richieste con le risorse economiche disponibili.
Si conta a breve di avere risposte definitive al fine di ricomprendere le misure auspicate in un prossimo atto del Presidente del Consiglio dei Ministri, cui, si ricorda, spetta la competenza ad emanare le Ordinanze.

09/02/2010 9.45