Terremoto, Bertolaso- Chiodi: oggi il passaggio di consegne

Alessandro Biancardi

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Terremoto, Bertolaso- Chiodi: oggi il passaggio di consegne
ABRUZZO. Mancano ormai poche ore, poi il percorso per il passaggio di consegne tra protezione civile nazionale e commissario delegato per la ricostruzione, il governatore d'Abruzzo Gianni Chiodi, sarà completato. (Foto:Sandro Mori) * PROCESSO BREVE: PREOCCUPAZIONI PER PROCESSI TERREMOTO * LAVORO E ALLOGGI ATER, LUNGA LA LISTA DEI PROBLEMI IRRI-SOLTI
Oggi alle 16 presso la Caserma della Guardia di Finanza di Coppito ci sarà la cerimonia al quale parteciperà anche il premier Silvio Berlusconi.
Era stato lo stesso Chiodi, nominato a fine anno, a chiedere di spostare tutto di un mese.
«Un giorno o due dal momento della firma del decreto - aveva spiegato il presidente della Regione - non sono sufficienti per subentrare a pieno nella funzione. E' difficile ancora oggi non gettare sulla città uno sguardo malinconico anche se in questi mesi è stato fatto un lavoro straordinario».
Così, il sottosegretario e Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che pensava da quest'anno di andare in pensione, é rimasto ancora.
«Mi è stato chiesto di restare, per aiutare a definire l'assetto della nostra piccola flottiglia, per passare le consegne con ordine e metodo - ha detto solo un mese fa -, per chiudere le partite iniziate e ancora in via di conclusione, per aiutare chi si assumerà le varie responsabilità in gioco a farlo nel modo più semplice e lineare. Ho accettato volentieri».
E ieri pomeriggio Bertolaso era a Chieti per la registrazione della trasmissione televisiva ''8 volante'' dell'emittente locale Rete8.
«A L'Aquila tornerò spesso», ha assicurato, «per aiutare stimolare e supportare. Non posso pensare neppure per un attimo di staccare la spina» rispetto alle vicende che hanno colpito il capoluogo di regione abruzzese, sconvolto dal terremoto del 6 aprile scorso.
Bertolaso ha anche chiarito che «non ci sarà alcun commiato dagli abruzzesi. Sono sempre il capo della Protezione Civile, non vado mica in esilio».
Poi il capo della Protezione civile ha voluto dare qualche consiglio agli aquilani: «sono fieri, orgogliosi ma un pò chiusi», ci deve essere «una sprovincializzazione», L'Aquila deve puntare a «farsi conoscere a livello mondiale» e in questo momento ha «la possibilità e le potenzialità per farlo».
Non e' stato un caso, d'altronde, se il G8 si e' svolto lì.
«L'Aquila - ha sottolineato poi Bertolaso- deve continuare ad essere in prima linea e in prima pagina, in senso positivo».
Tra i tantissimi episodi che gli rimarranno impressi nella memoria per l'esperienza aquilana c'e' la visita del Papa a Onna, quando il Santo Padre gli ha chiesto di vedere il centro del paese e lui si e' messo alla guida di un'auto accompagnando Benedetto XVI, che era seduto a fianco a lui. Ci sono poi i luoghi che ha attraversato ogni giorno e le parole degli aquilani che si porterà «dietro per sempre».
Bertolaso si augura poi che L'Aquila diventi un laboratorio di ingegneria urbanistica e sarebbe «bello immaginare che vengono qui da tutto il mondo per vedere come si e' ricostruita la città».

BERTOLASO E LA POLITICA

Il sottosegretario ha assicurato che non ha alcuna intenzione di fare politica ed è tornato a parlare anche dello scontro a distanza con il segretario di Stato Usa, Hilary Clinton: «faccio il mio mestiere, dico quello che penso e ho ribadito più volte che mi è praticamente impossibile scendere in politica proprio per questa ragione».
Quindi no ad una eventuale candidatura a L'Aquila, anche perchè non è nato lì e poi perchè «l'espressione del territorio è fondamentale, soprattutto in questo tipo di elezioni».
E no, comunque, anche ad una candidatura altrove, neppure nel Lazio dove è nato.
Sulle scuse del Governo agli Usa, Bertolaso ha detto di essere «rammaricato per aver costretto il nostro governo».

PRESTO PIANO PER PREVENZIONE E SICUREZZA

Bertolaso ha anche annunciato che presto la Protezione civile presenterà un piano di intervento da un miliardo di euro per la prevenzione dei terremoti e la messa in sicurezza dell'esistente.
Il Piano riguarderà tutto il Paese, a partire dalla zona del cratere del terremoto dell'Aquila del 6 aprile.
Intanto ieri sono stati consegnati 33 Moduli abitativi provvisori nel comune di Lucoli: 14 nella frazione Collimento e 19 nella frazione Colle.
I moduli daranno alloggio ad altrettanti nuclei familiari per un totale di 60 persone.
Quelli dell'abitato di Colle dovevano essere consegnati la settimana scorsa ma un problema, ora risolto, all'impianto idraulico ha rallentato i tempi. Sempre oggi, sono state consegnate altre 21 casette ad Ocre.
E' prevista per oggi, invece, alle 11, alla presenza dello stesso Bertolaso, la consegna dei 98 Map della frazione di San Gregorio nel comune dell'Aquila.
I Map sono stati realizzati dal Ministero delle infrastrutture, con il sostegno finanziario della Croce Rossa.
A tal proposito, l'associazione locale, `'San Gregorio rinasce" consegnerà delle targhe ricordo al prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, a Maria Teresa Letta, commissario regionale Cri, oltre che a Bertolaso.

29/01/2010 9.40


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PROCESSO BREVE: PREOCCUPAZIONI PER PROCESSI TERREMOTO


L'AQUILA. Sale la preoccupazione dei parenti delle vittime del terremoto che con il processo breve rischiano di non vedere condannati i presunti responsabili.
«Siamo fortemente preoccupati», lo ha ripetuto ancora una volta ieri Simona Giannangeli, uno dei legali del Comitato vittime della Casa dello studente, durante il suo intervento nell'ambito dell'apertura dell'anno giudiziario dei penalisti italiani, all'Aquila.
I parenti delle vittime vogliono giustizia e solo il pensiero che qualcosa possa an-dare storto e non vedere condannati i responsabili della tragedia è un dolore intenso.
Una seconda morte dei loro cari, assicurano.
«Come sapete», ha detto ieri l'avvocato ai penalisti, nel suo intervento che non era programmato, «il Comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente nasce all'indomani del 6 aprile perchè com'è noto lo stabile e' diventato la tomba di otto ragazzi e questa volontà che ha portato alla costituzione del comitato è stata la volontà di far sì che i dolori, i lutti, non fossero rilevati nelle sfere private come sarebbe stato preferibile per tutti».
«Abbiamo preferito dotarci di uno strumento per portare avanti una battaglia per l'accertamento della verità e il conseguimento della giustizia - ha proseguito Giannangeli - uno strumento che avrebbe reso pubblica questa battaglia. Nel condividere questa battaglia, questo lutto, anche in qualità di legale, abbiamo pensato che fosse importante esserci per assicurare la giustizia non solo ai ragazzi ma a tutti i 307 morti della città che non sono del terremoto ma della responsabilità umana come sta puntualmente accertando la Procura dell'Aquila. Siamo qui anche per lanciare un allarme rispetto alla riforma che abbiamo sotto gli occhi - ha detto il legale del Comitato vittime della casa dello studente - perchè certamente non siamo contrari ad un principio universalmente riconosciuto, quello che tutti i cittadini abbiano un processo giusto, rapido e che assicuri tempi entro cui si può conseguire un accertamento della verità, ma siamo contro e preoccupati per questo disegno di Legge che potrebbe porre in pericolo anche i processi e le inchieste che si potrebbero aprire in questa città di qui a poco».
L'avvocato ha poi letto uno dei messaggi rinvenuti sul computer di uno degli stu-denti universitari morti nel crollo dell'edificio di via XX Settembre.
Al termine tutti i presenti in sala con un'ovazione hanno salutato la fine del discorso dell'avvocato.
Intanto nel piazzale antistante il Ridotto del Teatro dove si stava svolgendo la ce-rimonia, i comitati dei familiari delle vittime della Casa dello studente e del Con-vitto nazionale dell'Aquila hanno protestato contro il processo breve che potrebbe «non rendere giustizia ai morti del terremoto, stoppando i processi contro i colpevoli dei crolli».
Sono stati esposti anche cartelli e scritte contro la bozza di Legge sul processo breve.
Dopo poco si sono uniti alla protesta anche rappresentanti dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus.

29/01/2010 10.02

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LAVORO E ALLOGGI ATER, LUNGA LA LISTA DEI PROBLEMI IRRI-SOLTI

L'AQUILA. Questo pomeriggio, alle ore 16, ci sarà anche il premier Silvio Berlu-sconi presso la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito (L'Aquila) in occasione del passaggio di consegne tra il Commissario straordinario del Governo per l'emergenza terremoto, Guido Bertolaso, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che a partire dal 1 febbraio assumerà pieni poteri come Commissario delegato per la ricostruzione post terremoto.
IN quella occasione la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, consegnerà al premier il piano straordinario per il lavoro, già inviati al Ministro Sacconi, «ma su cui non abbiamo ancora avuto risposta».
Nel rilanciare i 10 punti sul lavoro la presidente è tornata anche sul caso Compel: «Riteniamo sbagliato - ha detto - l'atteggiamento dell'azienda. Inoltre torniamo a chiedere spiegazioni alla Regione sui 10 milioni di euro inseriti nel programma FAS proprio per il rilancio delle aziende che operano nel settore dell'elettronica in provincia dell'Aquila. Se i fondi nel FAS non ci sono più, allora vanno individuati altri strumenti».
I consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Pdci) hanno invece espresso un giudizio assai severo sulla «lentezza pachidermica con cui non si sta procedendo alla ricostruzione delle case Ater nell'area del cratere».
«Non si capisce - rilevano i due- perchè non sia partita nemmeno la procedura per la sistemazione delle case A, B e C. Dallo scorso 30 novembre l'Ater ha rimesso a disposizione della Regione i progetti relativi all'edilizia residenziale pubblica. Perchè da allora non si e' mossa più una foglia? Quali sono i problemi che hanno impedito di appaltare i lavori per i quali c'e' ampia disponibilità di fondi? Forse bisogna prima mettersi d'accordo su chi deve avere il controllo sugli appalti e gli incarichi ? Finora - aggiungono Acerbo e Saia - il centrodestra ha volutamente evitato che il Consiglio regionale e le stesse commissioni esercitassero in pieno le proprie funzioni in relazione alla ricostruzione. Questo non e' piu' tollerabile».
Sono circa 6.000 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in tutta la Regione ricadenti in zone ad alto rischio sismico che secondo i due consiglieri devono essere messi in sicurezza. «Invitiamo il presidente della II Commissione Ricciuti ad accantonare l'esame di provvedimenti per i quali non vi è nessuna fretta e di dubbia utilità come la legge urbanistica e a dare assoluta priorità alle questioni del post-terremoto. E' ora - concludono i due consiglieri - che il Consiglio regionale si riappropri delle proprie prerogative e cominci a produrre atti di indirizzo e a esercitare un ruolo di controllo su quello che accade. Non e' accettabile che l'architetto Fontana vada a presentare delle linee guida ai comuni senza averle nemmeno preventivamente poste all'esame in commissione».


29/01/2010 10.02