Inchiesta crolli, buone speranze per ritrovare documenti ospedale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Potrebbe rientrare il giallo dei documenti sulla complessa storia realizzativa dell'ospedale "San Salvatore" de L'Aquila. * LA RICERCA: «ZONA L'AQUILA EDIFICABILE»
Nei mesi scorsi la Procura della Repubblica impegnata a indagare sulle cause del crollo e delle lesioni che hanno portato all'inagibilità della struttura poche ore dopo il sisma del 6 aprile 2009 non era riuscita a ritrovare quelle carte.
Con il ritrovamento dei due faldoni, la Procura potrà definire le indagini e, con la consegna della perizia da parte dei consulenti, si potranno emettere gli avvisi di garanzia.
La definizione del filone di inchiesta sull'ospedale è slittata per tre mesi proprio a causa della scomparsa dei documenti: in un primo momento si era pensato che i due faldoni sulla storia della struttura - progettata negli anni '70 e realizzata in varie fasi, in trent'anni caratterizzati anche da inchieste della magistratura - fossero stati fatti sparire.
Ad annunciare il chiarimento della vicenda è lo stesso procuratore capo, Alfredo Rossini: «Prima pensavamo che la parte non ritrovata potesse essere nei locali della Asl, ora sappiamo che potrebbe essere negli uffici del Genio Civile. Sembra ci siano buone possibilità di trovare documenti che farebbero sbloccare un filone di inchiesta che avevamo messo tra le priorità».
La richiesta di documentazione è stata formulata al precedente direttore generale, Roberto Marzetti. In ogni caso l'attuale manager, in carica dal primo gennaio scorso, ha fatto contattare la Procura mettendosi a disposizione per collaborare al ritrovamento dei documenti.
Intanto si pensa che entro il prossimo mese di luglio, ad un anno e tre mesi circa dal sisma del 6 aprile scorso, potrebbe svolgersi l'udienza preliminare per il crollo della casa dello studente, il primo filone della maxi inchiesta della Procura della Repubblica sul terremoto.
Di conseguenza si potrebbe sapere chi tra i 15 indagati sarà processato per uno dei casi simbolo del sisma aquilano visto che nella struttura residenziale universitaria sono morti otto giovani.
Se la scadenza dovesse essere rispettata, allora si dovrebbe parlare di tempi record; in situazioni analoghe all'udienza preliminare si arrivò infatti dopo anni.
Solo la velocità della Procura de L'Aqula potrebbe così permettere di superare l'ostacolo del processo breve.
27/01/10 10.18


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LA RICERCA: «ZONA L'AQUILA EDIFICABILE»

L'AQUILA. La conformazione del territorio aquilano non presenta zone significative in cui sia da escludere la costruzione di edifici, né la sua particolarità ha contribuito ad accelerare il terremoto del 6 aprile scorso.
Sono alcune delle risultanze dello studio di microzonazione sismica dell'area avviato nel maggio 2009, che consente ad oggi di avere della zona un quadro conoscitivo tra i più approfonditi a livello nazionale. Lo studio è stato promosso e coordinato dalla Protezione civile con la Regione Abruzzo. Nel cratere sismico aquilano - emerge dallo studio - «non ci sono porzioni significative di territorio in cui sia da escludere l'edificabilità, né dissesti superficiali e cavità sotterranee, pure diffuse, sembrano aver contribuito in termini di pericolosità alle accelerazioni del moto del suolo subite dal capoluogo abruzzese».
Gli studi di microzonazione sismica consentono di caratterizzare il territorio in prospettiva sismica, individuando i differenti livelli di pericolosità sismica locale legati alle caratteristiche litostratigrafiche e morfologiche dell'area e a fenomeni di instabilità e deformazione permanente, quali frane, fratturazioni superficiali e liquefazioni del terreno.
Sono quindi molto importanti nella pianificazione del territorio e nella fase di ricostruzione dei centri abitati dopo un terremoto.
Lo studio - che sarà illustrato giovedì prossimo, alle 11 presso la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito - ha coinvolto circa 150 ricercatori e tecnici di 9 Università italiane (L'Aquila, Chieti-Pescara, Genova, Politecnico di Torino, Firenze, Basilicata, Roma "La Sapienza", Roma Tre, Siena), di 8 istituti di ricerca (CNR, INGV, AGI, RELUIS, ISPRA, ENEA, OGS, GFZ-Postdam), nonché di Regioni e province autonome (Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Provincia di Trento).
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