Terremoto Haiti, per l'Italia pieni poteri a super Bertolaso

Alessandro Biancardi

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Terremoto Haiti, per l'Italia pieni poteri a super Bertolaso
ROMA. Guido Bertolaso e Hilary Clinton: scontro a distanza tra il capo della Protezione civile italiana e il segretario di Stato Usa su come si sta affrontando l'emergenza terremoto ad Haiti. Tra i due si è poi inserito il ministro degli esteri, Franco Frattini, che ha preso le distanze da Bertolaso.
Nuovo incarico conferito dal Governo a Guido Bertolaso: pieni poteri per coordinare gli aiuti italiani alle popolazioni di Haiti colpite dal terremoto.
Tornano, come nell'esperienza aquilana, i tanto contestati affidamenti diretti, per acquisire velocemente forniture di beni e servizi anche in deroga ad alcuni articoli del “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.
La storia si ripete.
Nello stesso giorno in cui Berlusconi ha firmato l'ordinanza, giovedì scorso, l'uomo del terremoto de L'Aquila che dal 6 aprile sovrintende l'emergenza abruzzese è volato ad Haiti.
Una visita lampo per rendersi conto della situazione.
Il commento, dopo pochissime ore non è stato dei più benevoli.
«Ci sono enormi organizzazioni coinvolte e moltissimo da fare, ma la situazione è patetica, e tutto si sarebbe potuto gestire molto meglio», ha detto Bertolaso alla trasmisione ½ ora di Lucia Annunziata. Proprio lui che in Italia è stato sempre allergico alle critiche mosse al suo operato.
Qualcuno ha ipotizzato che dietro quei ''consigli'', non proprio velati, e ai toni polemici ci fosse la volontà di prendere in mano la situazione. Insomma replicare, come pure è stato detto apertamente, il modello aquilano in scala internazionale. Anche sa e a L'Aquila non tutti amano Bertolaso.
«Il mondo poteva dare prova di poter gestire al meglio una situazione come questa, ma finora non ha funzionato», ha aggiunto sorprendendo un pò tutti in Italia.
Il capo della Protezione civile ha contestato anche la massiccia presenza di forze militari Usa:«era inevitabile e indispensabile una forte presenza dell'esercito americano, anche se i 15mila uomini non sono utilizzati in modo migliore. Le navi ospedale, le portaerei, non hanno rapporti stretti con il territorio, con le organizzazioni umanitarie che sono presenti sul posto. Ognuno fa la sua parte, ma in modo svincolato».
Dure le critiche al sistema messo in piedi dagli Usa: «gli americani - ha aggiunto - tendono a confondere l'intervento militare con quello di emergenza. Manca una capacità di coordinamento, utile per non disperdere gli aiuti che sono stati inviati. È stato fatto uno sforzo impressionante, encomiabile, ma non c'è una leadership. Serve un uomo, serve un Obama che gestisca le emergenze».
Ed anche «Clinton che scarica le cassette della frutta» non è servito.
«Sarebbe stata la svolta se lui avesse gestito l'emergenza in prima persona, invece se n'è andato».
La «tecnica d'intervento» ad Haiti applicata dagli Usa, secondo Bertolaso, è quella già usata in passato a Goma, Ruanda e Cambogia.
«Si viene qui, si dà un po' da mangiare, bere e il problema per loro è risolto, ma è una contraddizione se non si pongono le basi per la vita futura».
Ma il capo della Protezione civile ha aggiunto anche dell'altro: «troppo spesso una volta arrivati sul luogo di un disastro, si pensa subito a mettere un grande manifesto con lo stemma della propria organizzazione, a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che mettersi a lavorare per portare soccorso a chi ha bisogno».
Una critica che a L'Aquila è stata presa con un sorriso sarcastico in quanto mossa proprio da chi, in questi mesi, si è servito di telecamere per la consegna di chiavi, consegna dei pasti, inaugurazione di qualsiasi cosa fosse stata rimessa (anche parzialmente) in sesto. Uno show durato mesi grazie anche a tv e giornali ''compiacenti'' che hanno voluto mostrare solo la realtà illuminata dai riflettori.
Come ha scoperto il giornalista Primo Di Nicola in una inchiesta pubblicata su L'Espresso l'operazione mediatica C.a.s.e. è costata «300 mila euro» tra le altre cose per la fornitura di telecamere, maxischermi, impianti elettrici e di illuminazione, e persino «tre personal computer completi di pacchetto office» al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a computer.
«Uno pensa: computer acquistati», scrive Di Nicola. «Macché: i 1.500 euro sono il costo del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore».

L'IRA DELLA CLINTON

Non ha gradito le polemiche Hilary Clinton, segretario di Stato Usa che ieri ha detto che i giudizi di Bertolaso gli sono apparsi simili a quelli «che si fanno il lunedì mattina sulle partite del giorno prima».
Ma Bertolaso non ha taciuto e ha replicato immediatamente: «le mie erano valutazioni di una situazione che è sotto gli occhi di tutti, fatte «da un tecnico, e non un attacco agli Stati Uniti che stanno facendo un grande sforzo. Criticavo la mancanza di coordinamento della organizzazioni internazionali.
E sempre ieri la Clinton ha affrontato la situazione in conferenza stampa: al suo fianco il ministro degli esteri italiano che ha dovuto prendere le distanze da Bertolaso.
«C'è un grande impegno internazionale per portare gli aiuti ad Haiti» ma «non è possibile farlo senza un supporto militare». Poi, sempre in polemica indiretta con il capo della Protezione civile, ha ricordato che «ovviamente la logistica di Haiti è diversa da quella dell'Aquila».
Bertolaso ha dovuto precisare anche di non avere «mai paragonato L'Aquila ad Haiti: se lo avessi fatto sarei stato uno sciocco», ha affermato. «Ho solo detto che il modello utilizzato dall'Italia all'Aquila è quello che dovrebbe essere utilizzato in un contesto emergenziale. Non c'è nessuno che comanda e dopo aver girato per tre giorni in città e nei sobborghi, ho constatato che migliaia di persone sono abbandonate a loro stesse».
Bertolaso non ha risparmiato nemmeno Frattini, che aveva detto che il suo discorso era stato dettato da un un elemento emotivo. «Respingo l'ipotesi che abbia parlato come reazione emotiva: è noto che sono pagato per stare calmo ma anche per fare le cose per bene».

ORDINANZA DI BERLUSCONI: PIENI POTERI A BERTOLASO

Intanto nei giorni scorsi è stata firmata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri che conferisce a Bertolaso l'incarico di coordinare gli aiuti italiani alle popolazioni di Haiti colpite dal terremoto.
In base all'ordinanza, che fa seguito allo stato di emergenza per Haiti deliberato il 13 gennaio scorso dal Consiglio dei ministri, Bertolaso avrà il compito di «coordinare le attività di amministrazioni ed enti statali a sostegno della popolazione colpita dal terremoto. Si avvale del Dipartimento della Protezione Civile, anche in raccordo con organismi internazionali, ed effettua gli interventi di carattere umano necessari al soccorso della popolazione, avvalendosi delle risorse umane e materiali necessarie».
E anche in questo caso la situazione appare molto simile a quello che è accaduto con il terremoto aquilano: il dipartimento della Protezione Civile è infatti autorizzato a stipulare contratti, anche a trattativa privata o con affidamenti diretti, per acquisire velocemente forniture di beni e servizi e a stipulare polizze assicurative per il personale inviato in missione all'estero.
In più per quanto riguarda contratti per lavori, servizi e forniture il Dipartimento della Protezione Civile può agire in deroga ad alcuni articoli del “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.
Insomma si riparte alla grande.

a.l. 26/01/2010 10.18









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