All'Aquila sale la protesta contro la Protezione Civile Spa

Alessandro Biancardi

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All'Aquila sale la protesta contro la Protezione Civile Spa
L'AQUILA. Proteste all'Aquila contro la trasformazione della Protezione civile in società per azioni. Sono infatti comparsi una serie di manifesti affissi nei quartieri residenziali del capoluogo. * TERREMOTO: INAUGURATA NUOVA SEDE ARCIVESCOVADO ALL'AQUILA
«198 euro un giubbino della Protezione civile», «35 euro un buono pasto», per chi lavora al dipartimento contro «5 euro a pasto per i vigili del fuoco».
A realizzare la protesta gli organizzatori dell'assemblea pubblica sulla questione - in programma sabato prossimo - tra i quali il comitato "3e32".
«L'assemblea - si legge in una nota - si propone come un momento di confronto sulla 'gestione privata' delle emergenze e sui commissariamenti».
A loro, il capo dipartimento Guido Bertolaso risponde stigmatizzando.
«Siamo molto orgogliosi, lieti ed onorati di tutta questa attenzione al nostro movimento - ha replicato - questa voglia di fare i conti in tasca e con il microscopio. Siccome non abbiamo nulla da nascondere - ha aggiunto - non abbiamo nulla da temere, ben vengano queste critiche e queste attenzioni, tanto sono i risultati che contano».
E proprio per Bertolaso questa mattina si è registrata una accoglienza agrodolce alla consegna dei Moduli abitativi provvisori (Map) nella frazione di Bagno del Comune dell'Aquila, da parte dei rappresentanti della circoscrizione locale a causa dei problemi di assegnazione.
«Tutte le persone che avevano fatto richiesta di autonoma sistemazione al censimento estivo - ha spiegato Tonino De Paulis, consigliere di circoscrizione - sono per il momento fuori dagli elenchi di assegnazione. C'é da dire - ha aggiunto - che il modulo del censimento distribuito ad agosto non prevedeva la possibilità dei Map, in quanto il piano delle frazioni è stato elaborato in seguito. Inoltre - ha detto ancora - noi abbiamo elaborato un elenco di 197 nuclei con le case E o F in zona rossa per rappresentare il fabbisogno abitativo di quest'area, non possono adesso riempire questi alloggi con nuclei provenienti da tutto il capoluogo».
Secondo le stime della circoscrizione, restano fuori per il momento 45 nuclei. «Troveremo una soluzione a questo problema - ha assicurato il sottosegretario - farò fare un'analisi più accurata dal prefetto per avere elementi più precisi la settimana prossima e poi ne parlerò con il sindaco, per trovare una soluzione, in quanto - ha detto ancora - la disponibilità degli alloggi c'é, si tratta di superare quei vincoli burocratici che abbiamo cercato di mettere da parte».
Bertolaso si è detto soddisfatto del lavoro svolto sino ad ora.
«In meno di dieci mesi -ha spiegato - abbiamo costruito alloggi, appartamenti, creando le condizioni per permettere a tutti quelli che hanno perso le proprie abitazioni di poter vivere in condizioni assolutamente normali e tranquille, in condizioni da ricostruire la propria abitazione distrutta dal terremoto, evitando container, baracche e tante soluzioni che appartengono al passato».
Critiche a Bertolaso sono arrivate anche da Leoluca Orlando (Idv) che ha parlato del commissario straordinario come di un «monarca assoluto»
«L'accentramento personalistico e la privatizzazione della Protezione civile produce una progressiva e costante mortificazione degli operatori della protezione civile, vigili del fuoco, volontari, lavoratori e collaboratori; ed esalta al contempo i vizi del sistema, rendendoli insindacabili», ha detto Orlando.

IL FUTURO DI BERTOLASO

Ma cosa ci sarà per il capo della Protezione civile nel prossimo futuro? «La mia missione si chiama Italia», ha detto il diretto interessato, «tutto quello che costituisce i miei impegni futuri rappresenta solo una questione personale».
E se c'è chi parla di un suo possibile coinvolgimento in altri incarichi internazionali tirando in ballo l'Unione Europea e, più di recente, il coordinamento di Protezione Civile delle Nazioni Unite lui non risponde.
«Ho appena consegnato degli alloggi antisismici nella frazione di Bagno - continua Bertolaso - nel pomeriggio sarò alla Camera per dare delle risposte su come abbiamo gestito l'emergenza alluvione in Toscana e infine questa sera partirò per Haiti per dare delle risposte per conto del mio Paese. Questo è ciò che conta adesso».

Sempre oggi il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha confermato che e' in via di assegnazione un finanziamento di circa 80 milioni di euro a favore dei Comuni in modo che gli stessi possano provvedere a scadenze non rinviabili come il pagamento dei contributi per le autonome sistemazioni, i pagamenti dei sostegni per le case A e B, danneggiate dal terremoto del 6 aprile scorso.

21/01/2010 15.10
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TERREMOTO: INAUGURATA NUOVA SEDE ARCIVESCOVADO ALL'AQUILA


L'AQUILA. E' stata inaugurata oggi la nuova sede dell'Arcivescovado e della Curia diocesana dell'Aquila in sostituzione della sede inagibile dopo il terremoto del 6 aprile del centro storico del capoluogo.
La residenza in cui dimorerà l'arcivescovo Molinari è stata realizzata in pochi mesi da una ditta di Verona specializzata in edilizia civile prefabbricata con la collaborazione di un'azienda aquilana.
La struttura si sviluppa su una superficie complessiva di 680 metri quadri divisi in due piani. Si tratta di una donazione da parte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
«La residenza - ha spiegato il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, è stata realizzata grazie ai fondi del nostro ateneo e al contributo individuale dei dipendenti delle nostre cinque sedi. La donazione - ha aggiunto - vuole essere un segno tangibile che rafforza con un gesto di solidarietà cristiana la nostra concreta vicinanza agli abruzzesi».
L'investimento raggiunge complessivamente un milione di euro a cui bisogna aggiungere un coinvolgimento dell'Università Cattolica per l'assistenza alle popolazioni colpite dal sisma nelle strutture Rsa di Celano e Fontecchio con i mezzi e personale del Policlinico Gemelli.
«Ancora una volta - ha commentato il direttore amministrativo della Cattolica, Antonio Cicchetti - la nostra università ha dato un contributo fattivo a una popolazione colpita da grandi calamità come il Molise nel 2002 e in Irpinia nel 1980».

GLI SCALPELLINI ABRUZZESI PER LA RICOSTRUZIONE

L'architetto Enrico Di Paolo, presidente della Fondazione “Lettomanoppello città della Pietra” ha scritto una lettera al presidente Chiodi per chiedere di prendere in esame per la fase di ricostruzione dell'Aquila il progetto di un modello di “Scuola-Cantiere”, ovvero la possibilità che nei prossimi cantieri possono aprirsi delle scuole di maestranze e apprendisti con l'obbiettivo di “trasmettere” ai futuri operatori l'arte di costruire con la pietra. «D'altra parte è sul campo che si impara», spiega Di Paolo.
«Risulterebbe di estremo interesse allargare a tutte le scuole artigiane presenti in Italia, da quelle salentine ai maestri della Val di Noto in Sicilia, dai maestri vicentini a quelli che lavorano la pietra piacientina del Fruili, dai marchigiani ai toscani. Questo sì che sarebbe una vera ricostruzione corale, partecipata, come erano le antiche fabbriche medievali, fatta di contaminazione e reciproca ricchezza.
Questo potrebbe essere un tassello a un modello di ricostruzione che la comunità abruzzese potrà vantarsi, “domani”, di fronte al mondo».

21/01/2010 15.11