Post terremoto. Chiodi: «oltre 12 mln di euro da Fondazioni bancarie»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Non ci sono modelli a cui possiamo ispirarci per la ricostruzione, siamo noi, la comunità aquilana, il "modello». * RICOSTRUZIONE: «NO A SCELTE IMPOSTE DALL’ALTO»
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, risponde così alle domande dei giornalisti che gli chiedono i benefici derivanti dall'erogazione dei 12 milioni di euro, frutto della solidarietà delle Associazioni di Fondazioni e Casse di Risparmio (ACRI), gestiti da Fondazione Carispaq, suddivisi tra un'iniziativa di sistema promossa dall'ACRI, che supera i 6 milioni di euro, ed i singoli progetti sostenuti individualmente dalle Fondazioni.
Tra queste la Fondazione Carispaq ha stanziato oltre 700mila euro complessivi per vari interventi: il restauro di Porta Napoli, del valore di 250mila euro, la ricostruzione dell'Istituto Dottrina Cristiana, per un importo di 150mila euro e l'università di L'Aquila, valore del finanziamento pari a 100mila euro.
Il presidente Chiodi, che ha definito «ottime le scelte della Fondazione Carispaq e del suo Presidente, Roberto Marotta», ed apprezzato il gesto di solidarietà dimostrata da Acri, approva la scelta degli altri due ambiti che godranno dei fondi messi insieme da ACRI .
«Un altro settore, particolarmente significativo per L'Aquila, aggiunge, che beneficerà di questo intervento,è quello culturale che risente della scarsità delle risorse appartenenti alla finanza sia nazionale che regionale. Trovo inoltre valida la sensibilità dimostrata nello stare attenti a quelle che sono le prospettive di ripresa commerciali delle piccole e medie imprese. Sono stati messi a disposizione fondi che potranno essere utilizzati con i sistemi di contro garanzia per facilitare l'accesso al credito».
Chiodi infine evidenzia il ruolo unitario dei vari enti coinvolti nell'azione della ricostruzione.
«Se la comunità aquilana dimostrerà di essere unita e coesa con strategie comuni e supererà le logiche limitative, sempre esiste nelle province abruzzesi, di non guardare oltre il proprio orticello, otterremo ottimo risultati. Sono ottimista perché vedo che si sta utilizzando questo tipo di impostazione culturale».

GLI ALTRI INTERVENTI

Gli oltre 6 milioni di euro raccolti da ACRI saranno destinati ai 42 comuni della provincia di L'Aquila inseriti nel "cratere".
In particolare 200.000 euro serviranno per la messa in sicurezza e copertura della basilica di Santa Maria di Collemaggio; 2.000.000 per facilitare l'accesso al credito dei commercianti, artigiani, imprenditori agricoli e piccole e medie imprese offendo co-garanzia con i consorzi e le cooperative di garanzia; 2.000.000 a sostegno delle istituzioni culturali locali di maggior rilievo tra le quali figurano il TSA - Teatro Stabile Abruzzese, l'Atam - Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana, L'UOVO - Teatro Stabile di Innovazione; Società dei concerti Barattelli, i Solisti aquilani, ISA - Istituzione Sinfonica Abruzzese. Infine 1.9368.850 euro saranno destinati alla realizzazione di un Laboratorio di Ricerca per l'Ingegneria Sismica - LRIS presso l'università di L'Aquila. Al tavolo dei relatori sedevano Giuseppe Guzzetti, presidente dell'associazione ACRI e Roberto Marotta, presidente della Fondazione Carispaq.
Il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente ha sottolineato l'antica tradizione culturale aquilana e la valenza dell'Accademia dell'Immagine, seconda cineteca in Italia dopo quella di Bologna, fondata nel secondo dopoguerra che ha contribuito a relegare L'Aquila al 4° posto in Italia per attività didattica.

LA TRAPPOLA DELLA DEMOCRAZIA


«Siamo caduti nella trappola della burocrazia, non riuscendo ad evitare in questi mesi l'empasse amministrativa nei processi di ricostruzione», ha anche ammesso il presidente.
«Ci sono tutti i presupposti per lavorare in maniera tranquilla - ha detto Chiodi, a margine della conferenza di presentazione delle donazioni al cratere da parte delle Fondazioni che fanno capo all'Acri - ma bisogna far tesoro delle difficoltà che ci sono state in questi mesi, specie in punti chiave della ricostruzione come quello delle pratiche sulle case B e le C».
Un incarico quello di Chiodi che per lui non rappresenta un vero e proprio passaggio di consegne. «Stiamo lavorando in perfetta sintonia con tutte le parti in causa - ha sottolineato - sin dai primi giorni dell'emergenza. Aumenterà certo la mia responsabilità, ma l'impostazione del lavoro resterà invariata».
14/01/10 9.51
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RICOSTRUZIONE: «NO A SCELTE IMPOSTE DALL'ALTO»

ABRUZZO. Cna Costruzioni e Apiedil: va lasciata ai proprietari libera scelta sull'affidamento dei lavori
Ai cittadini dei centri colpiti dal terremoto va lasciata libera scelta sulle imprese cui affidare la ristrutturazione delle proprie abitazioni colpite dal sisma del 6 aprile scorso: tutto il contrario dell'ipotesi che sembra farsi strada, secondo la quale sarebbe determinata “a monte” la scelta dell'esecutore degli interventi.
Lo affermano, in una nota congiunta, Cna Costruzioni e Apiedil Abruzzo, secondo cui se dovesse prevalere lo schema di intervento “a comparti”, con affidamento dei lavori a “general contractor”, ovvero a imprese di grandi dimensioni, in grado di realizzare interventi per importi elevatissimi, ai cittadini non resterebbe più la possibilità di operare alcuna scelta diretta.
La proposta delle due associazioni della piccola impresa edile abruzzese, peraltro contenuta nelle “linee guida” consegnate nelle scorse settimane a tutti gli attori della ricostruzione del Capoluogo e dei centri del cosiddetto “Cratere”, è al contrario, quella di agevolare la costituzione dal basso di consorzi di proprietari, in modo che gli stessi possano esercitare un diffuso potere di controllo e di scelta in ordine alla ricostruzione dei propri beni. Senza, dunque, che la scelta sia pre-determinata “a monte”.
«Oltretutto – argomentano le due associazioni, che in Abruzzo rappresentano oltre 3mila piccole imprese del settore – i cittadini si troverebbero di fronte a interlocutori di dimensioni troppo grandi per poter essere “condizionati” dalla loro azione. Il percorso che indichiamo, al contrario, può invece garantire una gestione più attenta alla qualità dell'intervento da realizzare: le specificità storico-architettoniche, soprattutto del centro storico dell'Aquila, possono infatti trovare maggiore salvaguardia in un processo che valorizzi i singoli edifici e coinvolga le diverse proprietà. Tutto il contrario di una scelta che, mettendo assieme intere strade e dando così vita a comparti di grandi dimensioni, finisce necessariamente per abbassare il livello della qualità. Senza peraltro garantire maggiore velocità degli interventi».
 14/01/10 9.45