Nuova casa studente, oggi il Tar decide sui ricorsi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Tar dell'Aquila emetterà oggi la sentenza in merito all'istanza presentata da alcuni studenti contro la Regione Abruzzo sul caso della nuova casa dello studente. * CASA STUDENTE: ENTRO GENNAIO RICHIESTE RINVIO A GIUDIZIO PER INDAGATII
I ragazzi avevano infatti contestato la delibera con la quale l'ente ha affidato alla curia dell'Aquila la gestione della nuova casa dello studente costruita dalla Regione Lombardia a Coppito su un terreno della stessa Curia.
Nell'udienza di ieri i giudici si sono riservati la decisione.
Gli studenti che sono stati esclusi dall'ospitalità nella struttura, contestano l'affidamento della gestione fatta dalla regione Abruzzo alla curia perché con i criteri attuati dalla Curia sono state ammesse in graduatoria persone che non avrebbero avuto accesso qualora si si fosse attenuti alle procedure ordinarie a cui fa riferimento l'Adsu.
La delibera, avevano spiegato gli universitari, «viola palesemente l'Accordo di Programma del 16 giugno sottoscritto da Regione Abruzzo, Lombardia, Dipartimento Protezione Civile, Provincia, Comune dell'Aquila e l'Arcidiocesi».
Nell'Accordo di Programma stipulato tra le parti si stabilisce in modo inequivocabile che lo studentato in questione debba essere gestito «dalla Regione Abruzzo o da sue articolazioni», nel rispetto della normativa vigente sul diritto allo studio.
«Nonostante ciò», contesta l'Udu da qualche settimana, «non vi è traccia nè di avvisi pubblici, nè di graduatorie pubbliche che rendano noti a tutti i criteri di assegnazione dei posti letto disponibili. Questa mancanza risulta gravissima considerando che  sono in attesa di un alloggio centinaia di studenti risultati idonei non beneficiari, rispondendo al bando emesso dall'Adsu per l'assegnazione delle residenze della Reiss Romoli».
Sulla vicenda della realizzazione della nuova Casa dello studente a Coppito va avanti l'inchiesta della procura dell'Aquila che sta indagando sulla legittimità del comportamento della Regione Lombardia che ha costruito con fondi pubblici su un terreno offerto dalla curia una struttura la cui gestione è stata affidata per 30 anni in comodato gratuito alla Curia, realtà privata che poi ne diventerà proprietaria. L'ipotesi di reato è peculato.
La struttura inaugurata lo scorso 4 novembre dopo una realizzazione a tempo di record ospita circa 120 giovani.
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CASA STUDENTE: ENTRO GENNAIO RICHIESTE RINVIO A GIUDIZIO PER INDAGATII


L'AQUILA. Potrebbero essere formulate tra le fine di gennaio e l'inizio di febbraio le richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione per i 15 indagati per il crollo della Casa dello studente, nella quale sono morti otto giovani, primo filone della maxi inchiesta sul terremoto.
Scadrà nel corso di questa settimana il termine di 20 giorni per la presentazione da parte dei 15 indagati delle memorie difensive o delle richieste di interrogatorio dopo che la procura ha inviato l'avviso di conclusione delle indagini alle 15 persone che avrebbero avuto responsabilità nel crollo. Successivamente, la Procura, dopo aver esaminato i documenti presentati dai difensori, passerà alla richiesta di rinvio a giudizio da inoltra al Gup e la richiesta di archiviazioni per quelle persone che avranno dimostrato la loro estraneità ai fatti, da inoltare al Gip.
Si annuncia la conferma delle accuse per molti indagati.
Dopo la definizione del primo filone di indagine, la procura potrebbe emettere gli avvisi di garanzia per il crollo del condominio di via Gabriele D'Annunzio, dove ci sono stati numerosi morti.
Finora, il procuratore capo, Alfredo Rossini, ed i suoi collaboratori, hanno chiuso i tre filoni relativi alla Casa dello studente, dove sono morti giovani, il convitto nazionale (3 morti) e la sede della facoltà di ingegneria dell'Università dell'Aquila a Roio (nessun morto); complessivamente sono 26 gli indagati: 15 per la Casa dello Studente, 2 per il convitto nazionale e 9 per la sede della facoltà di ingegneria.
I reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per i primi due casi, e disastro colposo per il terzo.
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