Protezione Civile, dopo Bertolaso arriva Gabrielli?

Alessandro Biancardi

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Protezione Civile, dopo Bertolaso arriva Gabrielli?
L'AQUILA. Dopo Guido Bertolaso il prossimo capo della protezione civile potrebbe essere l'attuale prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli.* INVALIDITA' CIVILE, 2.200 VISITE DOPO IL SISMA
«Sono lusingato anche se guardo tutto con sereno distacco. Qui ci sia molto da fare. Ma un concetto deve essere chiaro: farò tutto quello che il governo del Paese mi chiederà di fare, come succede da 24 anni».
Lo ha detto il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, commentando le ipotesi che lo vogliono tra i papabili alla sostituzione del capo della protezione civile, Guido Bertolaso. L'ex capo del Sisde è stato inserito nella lista nelle scorse settimane prima che Bertolaso decidesse di rimanere un altro anno a capo del Dipartimento di Protezione civile.
«Se da un lato mi lusinga il fatto che si pensi a me, e questo vuol dire che a torto o a ragione, qualcosa di buono è stato fatto, dall'altro mi tremano i polsi nel pensare che si possa pensare a me per un posto così delicato e soprattutto per una successione così delicata - ha continuato il prefetto -. Bertolaso infatti si può amare o si può anche non amare, ma sicuramente non si può non riconoscere la sua straordinaria capacità. Allora mentre è molto facile succedere a qualcuno mediocre, è estremamente complicato farlo con una persona di grande valore».
Gabrielli ribadisce di essere a disposizione del Governo: «Così è stato quando il governo che si è insediato ha ritenuto che io non fossi più utile per la direzione del Servizio, così è stato al contrario quando il Governo mi ha destinato in un posto complicato come questo».
«Sono fiero delle parole del ministro dell'Interno che pubblicamente ha detto che pur mandato in un contesto così complicato ho dimostrato grandi capacità. Sono le soddisfazioni più grandi e il fatto mi inorgoglisce. Sul futuro il tempo dirà».
Gabrielli nel 2002 è diventato capo della Digos per la Questura di Roma. Alla fine del 2003 è stato promosso a dirigente superiore per il contributo nell'indagine contro le Nuove Brigate Rosse.
Dal 2005 è stato direttore del servizio centrale antiterrorismo della direzione centrale polizia di prevenzione. Nel luglio dello stesso anno ha contribuito all'arresto di Hamdi Adus Isaac, uno degli autori degli attentati di Londra del 21 luglio 2005.
È stato direttore del Sisde, il servizio segreto civile italiano, dal 16 dicembre 2006 ad agosto 2007 quando l'agenzia è stata sostituita dall'AISI, che ha guidato fino al 15 giugno 2008.
Il 7 aprile 2009 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Prefetto de L'Aquila.

PROGETTO PSICOLOGIA EMERGENZA IN SCUOLE CRATERE

Intanto un progetto per la psicologia dell'emergenza viene attuato nelle scuole del cratere del terremoto per la ripresa psicologia dai traumi legati al sisma per studenti, docenti, personale scolastico e genitori.
Lo rende noto il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale, Carlo Petracca. «Un evento come questo non lascia solo danni sulla materialità ma anche sul mondo interiore dei ragazzi, dei docenti, del personale della scuola e dei genitori - spiega il professor Petracca -, quindi abbiamo organizzato, con il ministero, la protezione civile ed i capi di istituto, un grande programma di psicologia dell'emergenza: ci sono esperti, docenti universitari, associazioni, ordine degli psicologi che ci hanno presentato una quindicina di progetti, ciascuno per ogni aspetto legato ai bambini più piccoli, più grandi e ai docenti e li abbiamo messi a disposizione dei capi di istituto che secondo le esigenze stanno fruendo di questo intervento specialistico». 07/01/10 15.03

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INVALIDITA' CIVILE, 2.200 VISITE DOPO IL SISMA

L'AQUILA. Oltre 3.000 visite in un anno, 2.200 dal sisma ad oggi, per l'accertamento delle condizioni di disabilita' ed handicap.
In media, 275 al mese. Sono le cifre dell'attività del Servizio di Medicina Legale dell'Aquila relativamente all'invalidità civile.
A dispetto degli enormi disagi creati dal sisma - il Servizio attualmente è ubicato in alcuni container a Collemaggio - l'attività per l'accertamento dell'invalidità civile non si è mai fermata.
Attualmente operano 3 commissioni mediche.
Il 10 aprile scorso, a 4 giorni dall'evento tellurico, Medicina Legale era già riuscita a riorganizzarsi, sia pure tra mille difficoltà, e a riavviare il lavoro interrotto.
Prima il trasferimento nel Poliambulatorio di Barisciano, poi nell'Ospedale da campo di Coppito, quindi nell'attuale sistemazione (anch'essa provvisoria) a Collemaggio.
Al Servizio fanno capo, per l'accertamento dell'invalidità civile, i residenti del territorio dell'aquilano.
«Dopo il 6 aprile», spiega Patrizia Masciovecchio, direttore di Medicina Legale dell'Aquila, «c'è stato, com'era inevitabile, un sensibile rallentamento dell'attività ed è stato assai difficoltoso contattare gli utenti per convocarli a visita poichè, in conseguenza del sisma, molti erano stati costretti a trasferirsi in altre località abruzzesi o in altre Regioni».
Per questa ragione il servizio ha disposto l'effettuazione di circa 300 visite su delega, nei centri in cui gli interessati si erano spostati, avvalendosi della collaborazione delle altre Asl.
Nonostante i forti disagi, le prestazioni all'utente non sono mai state interrotte Dal primo gennaio 2010 la domanda di invalidità civile, per avviare l'iter amministrativo, va presentata all'Inps e non più alla Asl di residenza.
L'utente ha due possibilità: fare da solo utilizzando il sito Internet dell'Inps (seguendo i vari passaggi indicati e avvalendosi di un codice di accesso) oppure, più semplicemente (vale soprattutto per le persone anziane), rivolgersi a un Patronato o all'Associazione Mutilati e invalidi civili che lo assisteranno gratuitamente.
Sempre all'Inps spetterà la convocazione a visita dell'utente, convocazione che sarà comunicata contestualmente alla presentazione della domanda.
I dati saranno trasmessi per via telematica, con vantaggi legati alla rapidità e all'eliminazione del materiale cartaceo, cioè di documenti scritti.
«Il nostro sistema è informatizzato ormai da anni», aggiunge la Masciovecchio, «e quindi non abbiamo alcuna difficoltà ad adeguarci alle nuove modalità on line. L'invio tramite Rete degli atti ridurrà i tempi di erogazione dei benefici economici a coloro che ne avranno diritto».
07/01/10 14.58