Danneggiati map a San Demetrio. A Pratola coppia ferita da intonaco crollato

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I carabinieri della stazione di San Demetrio stanno indagando sul tentativo di effrazione di tre portoncini di altrettanti Moduli abitativi provvisori (Map), cioé case in legno da consegnare agli sfollati, nel cantiere Subequana. * INCHIESTA, IL CROLLO IN VIA D'ANNUNZIO È IL QUARTO FILONE DELLA PROCURA * L'ULTIMO GIORNO DELL'ANNO A L'AQUILA RICORDANDO LE VITTIME DEL SISMA
Dopo l'accaduto é stata rafforzata la vigilanza soprattutto nei cantieri delle case in legno ancora da consegnare
Il fatto ha destato sorpresa e nello stesso tempo preoccupazione tra gli abitanti del Comune: in una piccola comunità atti del genere ai danni di gente terremotata quindi già esposta da mesi a sofferenze sfuggono alla comprensione generale.
Anche i carabinieri considerano anomalo l'accaduto.
La protezione civile parla comunque di «danni minimi» e si assicura che «gli chalet di legno saranno consegnati come previsto nella giornata di martedì 5 gennaio, continuando così ad essere rispettato il programma di tutte le opere destinate a rendere il meno disagevole possibile il periodo che gli aquilani dovranno trascorrere in alloggi provvisori peraltro più decorosi di quanto sia mai accaduto in passato in situazioni analoghe, in attesa della ricostruzione delle loro abitazioni distrutte o danneggiate dal terremoto».
Intanto i militari stanno indirizzando le proprie attenzioni su persone straniere o comunque provenienti da fuori regione ma per il momento non si sta tralasciando nessuna pista.
Per ora non hanno ancora classificato il fatto tra l'atto vandalico e il tentativo di furto: quest'ultima ipotesi viene considerata perché nelle abitazioni da consegnare ci sono tra le altre cose elettrodomestici, Tv e mobili nuovi.
Insomma tutto materiale che avrebbe potuto far gola a qualche male intenzionato che a quanto pare ha già dimenticato che il territorio è stato investito da un dramma senza precedenti nove mesi fa.
Si tratta comunque di indagini complesse in quanto a San Demetrio e nel circondario dalle settimane successiva al sisma girano veramente molte persone, tra cui molti operai ed addetti del settore dell'edilizia provenienti da fuori regione.
Nei prossimi giorni dovrà essere formalizzata la denuncia sull'accaduto: molto probabilmente da parte della protezione civile dal momento che le case non erano state ancora assegnate alle famiglie sfollate ed erano state riconsegnate alla stessa protezione civile da parte dell'azienda che le ha realizzate.
Dopo la presentazione della denuncia, i carabinieri invieranno una informativa alla Procura della Repubblica.

DOPO BEFANA ALTRI MODULI PER SCUOLA

E alla ripresa dell'attività scolastica dopo la pausa per le festività natalizie e di fine anno saranno inaugurati tre dei quattro moduli ad uso scolastico provvisori (Musp) che mancano per dare ad ogni scuola del cratere del terremoto la propria struttura.
Lo si apprende da fonti vicine all'ufficio scolastico regionale. Si tratta dei Musp destinati agli istituti Ipsiar ed Itas e alla scuola elementare De Amicis, tutte all'Aquila.
Per il quarto Musp, quello della scuola dell'infanzia di Paganica, i tempi di consegna non sono stati ancora resi noti. Con il completamento dei lavori dell'ultimo Musp sarà risolto il problema strutturale nelle scuole e quindi termineranno i doppi turni.


CROLLA INTONACO IN CASA AGIBILE,CONTROLLI A PRATOLA PELIGNA


Da questa mattina partiranno invece tutte le procedure necessarie per verificare se i controlli eseguiti dai tecnici del Comune di Pratola Peligna e da quelli della protezione civile siano stati fatti «in maniera completa ed esaustiva».
Lo ha annunciato il sindaco di Pratola, Antonio De Crescentis, all'indomani del ferimento di una giovane coppia nel cedimento dell'intonaco del soffitto della camera da letto di una casa lesionata dal terremoto dello scorso 6 aprile e successivamente dichiarata «perfettamente agibile».
Il primo cittadino si è detto dispiaciuto per quanto accaduto.
«Un fatto che non doveva assolutamente verificarsi - ha detto -, soprattutto se, come mi è stato riferito dal proprietario dell'appartamento, i controlli sarebbero stati fatti con estrema leggerezza. Non voglio addossare colpe a nessuno ma di certo, faremo tutto quello che c'é da fare per accertare se ci siano state responsabilità».
Il sindaco non ha escluso che in caso di segnalazioni di pericolo di crollo da parte di altri cittadini si possano disporre nuovi controlli in quelle abitazioni ritenute a rischio.

04/01/2010 9.13

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INCHIESTA, IL CROLLO IN VIA D'ANNUNZIO È IL QUARTO FILONE DELLA PROCURA

L'AQUILA. «Il 2010 si è aperto allo stesso modo con il quale si è chiuso il 2009. Stiamo continuando a lavorare con ritmi molto veloci sul lato delle indagini preliminari sui numerosi crolli per arrivare a scoprire la verità e fare i processi».
Lo ha detto il procuratore capo dell' Aquila, Alfredo Rossini, facendo il punto sulla maxi inchiesta sul terremoto con riferimento all'attività pianificata per il 2010.
«Come abbiamo già fatto con gli avvisi di garanzia riferiti ad i primi tre filoni di inchiesta, arriveremo in tempi ragionevoli all'epilogo delle decine e decine di crolli sui quali stiamo indagando - ha continuato Rossini -. Ci si deve dare atto del fatto che, senza fare proclami, abbiamo attuato un programma serio sul quale stiamo rispettando le scadenze».
Il primo filone del 2010 sul quale nei prossimi giorni la procura emetterà gli avvisi di garanzia, riguarda il crollo di un palazzo in via Gabriele D'Annunzio all'Aquila, dove si sono registrate numerose vittime.
I consulenti nominati dalla procura, dopo i molti sopralluoghi effettuati nel sito sulle cui macerie hanno lavorato i vigili del fuoco, hanno terminato le valutazioni e praticamente chiuso la perizia che ora è al vaglio dei magistrati.
La procura della Repubblica notificherà nelle prossime settimane gli avvisi di garanzia alle persone che, a vario titolo, hanno costituito la filiera costrittiva dell'immobile e che quindi potrebbero avere avuto responsabilità nel crollo.
In precedenza, il programma della procura prevedeva che il quarto filone di inchiesta potesse essere l'ospedale San Salvatore; a tale proposito, ci sono state difficoltà nel reperimento della documentazione da confrontare con i risultati delle analisi fatte dai consulenti.
Sono tre i casi vicini al processo: i crolli della Casa dello studente, dove sono morti giovani, del convitto nazionale (3 morti) e la sede della facoltà di ingegneria dell'Università dell'Aquila a Roio (nessun morto). Complessivamente sono 26 gli indagati: 15 per la Casa dello Studente, 2 per il convitto nazionale e 9 per la sede della facoltà di ingegneria.
I reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per i primi due casi, e disastro colposo per il terzo.
La procura ha inviato l'avviso di conclusione delle indagini agli indagati per la casa dello studente e del convitto nazionale, confermando a tutti gli indagati le accuse.
Ora le difese potranno presentare controdeduzioni e memorie entro 20 giorni dalla notifica e poi la procura potrà presentare le richiesta di rinvio a giudizio al Gup e quelle di archiviazione al Gip.
«Le persone che ci incontrano, ci ringraziano per il lavoro svolto ed i risultati ottenuti finora. C'é una base di consenso considerevole su quello che stiamo facendo. Un fatto che ci gratifica e che ci motiva ancora di piu», ha detto Rossini che anche in questo nuovo anno confida molto sulla collaborazione della gente colpita dalla tragedia, apporto che ha sempre considerato prezioso fin dalle ore successive al tragico terremoto del 6 aprile scorso, quando ha preso il via l'inchiesta. «Abbiamo un impegno con la popolazione colpita dal sisma e da lutti, quindi non solo con la nostra coscienza e la nostra professione - ha continuato Rossini -. Non siamo improvvisatori ed anche se siamo quattro gatti stiamo lavorando tantissimo e a fari spenti per dare risposte alla gente che è molto attenta elle nostre azioni».
Il procuratore ha mantenuto il riserbo sulle prossime decisioni.


04/01/2010 9.13
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L'ULTIMO GIORNO DELL'ANNO A L'AQUILA RICORDANDO LE VITTIME DEL SISMA

L'AQUILA. Lo hanno messo in un angolo buio del piazzale, dove non arrivano le luci della basilica di S.Maria di Collemaggio, ma il messaggio inciso sul telo bianco non è certo passato inosservato: «2010, riprendiamoci la città».
Così recitava lo striscione che ha accompagnato la festa di Collemaggio, il Capodanno degli aquilani, come è stata ribattezzata in questi ultimi giorni, l'iniziativa più attesa della notte in cui L'Aquila ha salutato il suo anno più difficile dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Sotto la tensostruttura della Protezione civile, si sono alternati in migliaia, per ascoltare musica, brindare al nuovo anno e ballare fino a scrollarsi di dosso questi nove mesi drammatici.
Una serata che ha comunque dato spazio al ricordo della notte del 6 aprile, con delle fiaccole accese sul piazzale dai vigili del fuoco, a ridosso della mezzanotte.
Niente botti di Capodanno in segno di rispetto, in un momento di intimità.
Del resto, in città la gente uscita per le strade con petardi, razzi e fuochi artificiali è stata molto meno rispetto agli altri anni.
Anche al centro storico è stata la pioggia protagonista della serata, spingendo la Prefettura ad annullare l'annunciata cerimonia davanti alla chiesa di San Bernardino.
Il prefetto Franco Gabrielli ha salutato comunque i cittadini a Collemaggio, condividendo l'augurio per un nuovo anno nel segno di una ricostruzione nel segno della legalità e delle scelte condivise. La pioggia ha accompagnato ogni passo della 42/a Marcia della Pace, da piazza Duomo a piazza D'Armi, passando per la Casa dello Studente e il Tribunale. In tanti sono rimasti in piazza, per partecipare alla serata organizzata dal Comune, condotta da Roberta Scardola e Roberto Ruggiero. Qui, il "coprifuoco" è arrivato rigorosamente all'1.30, con l'ordine tassativo della Questura di chiudere l'accesso alla villa Comunale.
A Collemaggio la festa è terminata esattamente alle 3.32 con un minuto di silenzio dedicato alle oltre 300 vittime del terremoto.
L'incursione di una troupe del RaiUno, a ridosso della mezzanotte, nel piazzale di Collemaggio non è stata molto gradita dagli organizzatori che negli ultimi giorni di dicembre avevano espressamente richiesto che l'evento non fosse seguito da televisioni nazionali, i cui reportage sono stati varie volte accusati di «distorcere» la realtà di una città che ha ancora addosso le ferite del terremoto. «Abbiamo comunque rilasciato varie interviste a RaiTre e ai TgRai nazionali, tra cui il Tg1 – ha poi spiegato Giusi Pitari portavoce del comitato organizzatore - ed eravamo rimasti meravigliati nel modo in cui il taglio del servizio aveva praticamente cancellato il nostro vero messaggio della serata, quello di rendere testimonianza ad una città a pezzi».
Anche per questo motivo, gli organizzatori hanno chiesto all'operatore di non riprendere la serata, specialmente nel momento dell'accensione delle fiaccole in ricordo delle vittime del terremoto.
«Ci hanno risposto - ha proseguito Giusi Pitari - che era loro diritto di cronaca riprendere un evento pubblico, e quindi li abbiamo lasciati fare, il nostro del resto - prosegue la portavoce - non era un'imposizione, ma un desiderio di rispettare un momento di intimità, specie se non ci viene data la possibilità di spiegare il senso della nostra iniziativa».
Ma il servizio del Tg1 del 1° gennaio è stato apprezzato dagli aquilani perchè ha «centrato in pieno lo spirito dell'iniziativa».
«Ci siamo sentiti in dovere di far notare - ha detto la portavoce - che il nostro messaggio era quello di ricordare le vittime. Ci dispiace per il battibecco - ha aggiunto - ma siamo contenti perché il reportage ha centrato in pieno lo spirito della nostra iniziativa, associando il messaggio della festa di saluto del 2009 alla cerimonia del ricordo. Una serata - ha concluso - in cui molte persone sono tornate a quella che era una delle tendopoli principali dell'emergenza sisma, compresi i volontari della Croce Rossa Toscana».

04/01/2010 9.19