Previsione terremoti: su L'Espresso le lettere al vetriolo Bertolaso-Boschi

Alessandro Biancardi

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Previsione terremoti: su L'Espresso le lettere al vetriolo Bertolaso-Boschi
L'AQUILA. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sapeva che l'Abruzzo era una delle regioni italiane a più alto rischio sismico e lo comunicò alla Protezione Civile, già nel 2004. DI STANISLAO(IDV): «UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA»
Ma allora cosa non ha funzionato?
Perchè l'Abruzzo è stato colto completamente di sorpresa il 6 aprile scorso?
Perchè a fine marzo, quando la città era nel panico, continuavano a inseguirsi messaggi tranquillizzanti?
E perchè Ingv e Protezione Civile oggi dicono cose discordanti?
In un articolo sul settimanale L'Espresso, a firma Primo Di Nicola, è stato pubblicato un duro scambio di lettere tra Enzo Boschi, presidente dell'istituto che monitora i movimenti tellurici, e Bertolaso.
Le due versioni dei fatti appaiono talmente discordanti.
Per Boschi il rischio era stato annunciato, Bertolaso smentisce e si dice pronto a rivolgersi alla magistratura.
Ma come chiarisce Di Nicola «tra i due da tempo non corre buon sangue. E non a caso», sostiene sempre L'Espresso, il capo della Protezione Civile «ha cercato di smembrare l'Ingv» togliendo al ''nemico'' «l'attività di monitoraggio dei terremoti per trasferirla al suo dipartimento: proposito rientrato per la mobilitazione che c'è stata contro il progetto».

LE LETTERE E IL GIALLO DELLA FIRMA

La prima lettera pubblicata dal settimanale risale al 16 settembre scorso.
A scrivere è Boschi che contesta il fatto che il 6 aprile, subito dopo il terremoto, Bertolaso ha dichiarato che «in una conferenza stampa Boschi ha stabilito che non era prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che si erano registrate».
Uno scaricabarile bello e buono per indicare il presunto responsabile?
Non è vero, giura Boschi, che aveva detto che non ci sarebbero stati rischi: «Il fatto che io possa avere escluso forti scosse in Abruzzo è assurdo», si legge nella lettera.
Dunque, «qualcuno ha mentito».
Già nel 2004, aggiunge Boschi, l'Ingv ha prodotto una mappa sui rischi sismici e l'Abruzzo vi appare come una delle regioni a maggiore pericolosità, mentre nel 2007 ha consegnato alla Protezione civile il rapporto sui "terremoti probabili" in cui si spiega che la «probabilità massima di accadimento di un forte terremoto è in un segmento appenninico contenente l'Aquila».
Il 17 febbraio 2009, infine, l'Ingv ha inviato «all'Ufficio sismico della Protezione civile un comunicato sulla sequenza in atto che non può essere certo considerato tranquillizzante».
E qui l'attacco più duro, perchè secondo Boschi la Protezione Civile non avrebbe fatto niente ma c'è di più.
Nella famosa riunione della Commissione grandi rischi svoltasi a L'Aquila il 31 marzo (appena 6 giorni prima del sisma devastante e subito dopo una scossa di magnitudo 4, «non si è discusso minimamente sulle azioni da intraprendere» nonostante «l'altissima pericolosità sismica» dell'Abruzzo, ricorda Boschi.
Come è possibile?

IL GIALLO DEL VERBALE

Ma Boschi aggiunge anche dell'altro e sostiene che qualche giorno dopo, quando la Commissione viene riconvocata a l'Aquila, «Mauro Dolce, capo dell'Ufficio sismico del dipartimento, mi mostra un testo che riporta in maniera confusa cose dette nella riunione del 31 marzo».
Qualcuno «corregge il testo alla meno peggio e Dolce ce lo fa firmare per "ragioni interne"», salvo poi vederlo pubblicato sui giornali. Soprattutto dopo avere scoperto che il 30 marzo e il 1° aprile «dalla Protezione civile sono stati diramati due comunicati (recanti anche il mio nome) "tranquillizzanti" di cui non sapevo niente».

LA REPLICA DI BERTOLASO


Ma la lettera di Boschi coglie di sorpresa Bertolaso, conferma L'Espresso pubblicando anche il secondo documento.
Boschi «sembra solo oggi affermare che tale comunicazione doveva spingere all'adozione di immediate contromisure. Si guarda bene dal definire i provvedimenti che sarebbero stati auspicabili».
Quanto alla riunione, è stata fatta una verbalizzazione poi sottoposta alla firma di tutti, compreso Boschi che, «fino ad oggi, non ha mai sollevato obiezioni». Solo 6 mesi dopo ripropone la vicenda della firma «quasi che gli sia stata estorta». Questo «suona come un tentativo tardivo di esonero dalla propria responsabilità», conclude Bertolaso. Che, quanto alle accuse «sulla confusione e la mendicità delle notizie diffuse dal dipartimento prima, durante e dopo il sisma», minaccia di ricorrere in tribunale.

22/12/2009 13.49

[url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/E-sull-allarme-negato-volano%20le-accuse/2117778]L'ARTICOLO DELL'ESPRESSO INTEGRALE[/url]

DI STANISLAO(IDV): «UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA»

«È vergognoso assistere a questo rimpallo di responsabilità», commenta Augusto Di Stanislao, deputato dell'Idv. «Vite spezzate, un futuro compromesso e dentro un immane tragedia un
teatrino disgustoso giocato sulla tragedia annunciata di un terremoto?»
«Lo scambio cinico di accuse tra Boschi e Bertolaso», sostiene Di Stanislao, «mira a forza, purtroppo, nella convinzione, per altro maturata in questi mesi, di predisporre come ho già fatto una Proposta di Legge tesa ad istituire una Commissione di Inchiesta Parlamentare sull'operato della Commissione Nazionale Grandi Rischi. Per me, parlamentare abruzzese, è un diritto e un dovere l'aver predisposto questa legge che depositerò tra oggi e domani, ma anche e soprattutto un atto dovuto alla comunità aquilana colpita dal sisma e a tutte le vittime innocenti».

22/12/09 16.50

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