Tasse, proroga al 30 settembre ma non per tutti. P.Chigi:«allarmi infondati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ieri pomeriggio il Consiglio dei Ministri ha adottato un decreto che stabilisce che la sospensione dei versamenti tributari nel “cratere” del terremoto in Abruzzo è prorogata al 30 settembre 2010. FUORI CASSINTEGRATI, PENSIONATI E LAVORATORI DIPENDENTI
Insoddisfatto il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, secondo il quale questa approvazione smentirebbe il testo del provvedimento sulla proroga della sospensione delle tasse anticipato in aula dal presidente della regione Chiodi nel corso della seduta di martedì scorso del Consiglio regionale.
In quella occasione, infatti, il governatore aveva annunciato una proroga fino a novembre 2010, mostrando una copia del decreto inviatagli proprio dalla presidenza del Consiglio.
Adesso di definitivo non c'è ancora niente, non è chiaro chi potrà beneficiare della sospensione e chi no ma nel decreto di legge che ci sono «modalità da stabilire successivamente».
«Il Governo ha esposto Chiodi ad una brutta figura», sostiene Costantini.
Nel decreto approvato ieri la sospensione si rinvia al decreto mille proroghe ed inoltre per bocca del capo della protezione civile si apprende che le tasse non saranno sospese per tutti, sempre contrariamente a quanto aveva annunciato il presidente della Regione che aveva parlato di provvedimento per il ''cratere''.
«La conferma che Chiodi ha fatto una figuraccia arriva proprio dal sottosegretario Bertolaso che nel corso di una conferenza stampa seguita alla seduta del consiglio dei ministri - ha proseguito Costantini - ha dichiarato che la sospensione verrà inserita nel provvedimento 'Mille Proroghe' ma che, ed è questo l'elemento fondamentale, il blocco interesserà solo le categorie più a rischio per il pagamento dei tributi, che al momento non so identificare».
Il consigliere regionale dell'Idv teme che queste affermazioni escludano i lavoratori dipendenti «e quindi una buona fetta di terremotati visto che all'Aquila il 70% è dipendente».
«Il provvedimento - ha spiegato infatti Bertolaso davanti ai giornalisti- e' stato inserito nel decreto milleproroghe ma i tempi e criteri saranno definiti nei prossimi giorni perchè la sospensione non e' concessa a tutti, ma solo ai cittadini del cratere appartenenti a categorie a rischio».
Chi rientrerà e chi no? Bisogna aspettare per saperne di più.
Costantini intanto chiama alla mobilitazione sottolineando anche che «quanto accade deve portare al chiarimento del rapporto tra Chiodi e il Governo: se martedì gli è stata fornita una bozza del decreto e poi lo espongono ad una figuraccia c'é qualcosa che non funziona tra le due parti».

FUORI CASSINTEGRATI, PENSIONATI E LAVORATORI DIPENDENTI

«Il Governo ha disatteso tutti gli impegni relativi alla detassazione assunti nei confronti degli aquilani. E' passata la linea dura del ministro Tremonti, che invitiamo a venire di personale all'Aquila per rendersi conto dell'immane tragedia che sta ancora vivendo il nostro territorio».
Durissima la presa di posizione del segretario regionale abruzzese della Cisl, Gianfranco Giorgi, che parla di «discriminazione inaccettabile rispetto ai terremotati di Umbria e Marche».
Quando la proroga sul rinvio del pagamento delle tasse sembrava assodata, ha ricordato l'esponente del sindacato, è arrivato lo stop del Governo «che ha limitato ad una fascia ristrettissima le agevolazioni, tenendo fuori le categorie più deboli: cassintegrati, pensionati e lavoratori dipendenti. Anche la percentuale di aziende che potrà usufruire dei benefici fiscali è minima».
L'atteggiamento assunto dal Governo per la Cisl «è vergognoso e inaccettabile e segna il destino del territorio, che in queste condizioni, non ce la farà a ripartire, come non troverà la giusta spinta propulsiva l'apparato produttivo locale. E' evidente che gli uomini di Governo non hanno compreso la portata del sisma che ha sconvolto la città dell'Aquila e il suo comprensorio, cancellando non solo le abitazioni, ma quasi tutte le attività produttive, i servizi di prima necessità, le aziende, le infrastrutture».
Giorgi ha investito del problema il segretario nazionale della Cisl, Raffele Bonanni, con cui in queste ore ha avuto più di un contatto telefonico, e il responsabile nazionale Cisl industrie, Giorgio Santini, che hanno assunto l'impegno «a intervenire direttamente sul Governo a sostegno della causa aquilana».
«Stiamo valutando, insieme alle altre organizzazioni sindacali», ha concluso Giorgi, «le azioni di lotta da intraprendere contro le decisioni del Governo centrale. Invitiamo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a mantenere gli impegni assunti con gli aquilani e a non rendersi autori di palesi discriminazioni di trattamento rispetto ad altri cittadini italiani terremotati».

VERINI: «PROVVEDIMENTO INIQUO»

«Il decreto sulla proroga dei benefici fiscali, cosi' come pare delinearsi, vale a dire solo in favore delle partite iva, è assolutamente iniquo e inadeguato», ha detto invece Enrico Verini, consigliere comunale dell'Aquila (Gruppo consiliare Liberaldemocratici).
«Nel Consiglio comunale in cui affrontammo la questione - ricorda - dissi che avrei atteso i fatti (il decreto stesso), e dopo avrei valutato l'atteggiamento da assumere. Ebbene sarò consequenziale e non mi rimangerò la parola data. Sarò al fianco della giusta protesta di tutti i miei concittadini, affinchè questo orribile provvedimento venga cambiato, e mi appello a Berlusconi, assente ieri nel Consiglio dei Ministri, perche' non lasci la nostra sorte nelle sole mani di Tremonti, che si sta dimostrando poco sensibile, per non dire di peggio, nei confronti della nostra realtà».
Secondo Verini «serve un segnale politico forte anche da chi, come me, simpatizza per il Pdl, per cui proporrò, nel Consiglio comunale di lunedì la sospensione e, se necessario, le dimissioni di tutti i Consiglieri PDL, in disaccordo con Tremonti, come segno di protesta e come atto per richiamare Berlusconi a rivedere questa situazione».

LE PERPLESSITA' DELL'IDV DELL'AQUILA

Anche il comitato di coordinamento comunale dell'Italia dei valori dell'Aquila esprime preoccupazione per quanto dichiarato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, in merito alla proroga della sospensione delle tasse.
«Sarebbe interessante capire in che modo si intenderà individuare tali categorie a rischio considerato che la situazione di assoluta criticità economica del cratere certamente riguarda tutta la popolazione, anche i pochi lavoratori dipendenti rimasti, che insieme a cassa integrati e pensionati sarebbero stati esclusi dalla proroga».
L'Idv ricorda, inoltre, che i lavoratori dipendenti «sono l'unica parte della popolazione in grado di spendere, come spesso suggerito dal Presidente Berlusconi, per consentire all'economia cittadina di riprendere respiro. Ma considerato che la maggior parte di essi sono rimasti senza casa e si trovano ad affrontare difficoltà notevoli sin dal giorno del sisma, è difficile pensare che possano contribuire alla ripresa dovendo riprendere a versare le imposte. Senza trascurare la percentuale inquietante della popolazione che si trova in cassa integrazione».
18/12/2009 8.45

CHIODI: «LA PARTITA E' ANCORA APERTA», SMENTISCE IL CONTENUTO DEL DECRETO

Dopo la valanga di polemiche sul decreto Mille Proroghe il presidente della Regione, Gianni Chiodi, smentisce il contenuto diffuso nelle ultime ore.
«Si tratta di una stesura superata in Consiglio dei Ministri», ha spiegato, «che, invece, prevede che con Decreto del Ministero dell'Economia, sia individuata la platea dei contribuenti che potranno fruire della proroga della sospensione degli adempimenti e versamenti tributari. La partita non è ancora chiusa - ha detto Chiodi - La giocheremo fino in fondo».

D'ALESSANDRO: «CHIODI CHIEDA SCUSA»

Per il capogruppo del Pd in consiglio regionale Camillo D'Alessandro, però, «ancora una volta la Regione, con il nostro Presidente, è ridotta ad un mero ruolo di “figurante” dove protagonisti della scena sono altri, purtroppo quelli che in Abruzzo ed a Roma non si rendono conto della situazione di L'Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto, a partire dagli inutili parlamentari del centro-destra abruzzesi, che vantano di avere, tra Camera e Senato, il Presidente ed il vice-presidente del PDL Abruzzo»
Oggi D'Alessandro ha sottoscritto con tutti i capigruppo della Regione una lettera-appello al presidente Napolitano «affinché intervenga per scongiurare la più aberrante ed odiosa differenzazione sociale tra autonomi e comuni cittadini, quest'ultimi, a differenza dei primi, devono pagare grazie al trio  Tremonti- Berlusconi - Chiodi. Mi dispiace per chi ci aveva creduto, mai come questa volta ha avuto ragione il sindaco di l'Aquila Cialente».

IL SINDACO SI DIMETTA PER PROTESTA

Fabio Pelini, segretario provinciale del Prc, sostiene invece che «di fronte a questo clamoroso sopruso, le parole non bastano più: è necessario un gesto forte da parte degli enti locali, già completamente esautorati dal potere centrale del Governo e nuovamente mortificati. Serve un sussulto di dignità: è per questo che invitiamo Sindaco, giunta e consiglio comunale a dimettersi per protesta contro una decisione così iniqua. Noi, Rifondazione, come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte. E vediamo, se anche questa volta, le televisioni del premier riusciranno a far passare come momento di festa un gesto così forte di dissenso». 
Per i consiglieri regionali Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pci) «quello del governo è un atteggiamento classista che contrasta con i principi costituzionali rispetto al quale tutto l'Abruzzo deve esprimere la propria contrarietà.
La sospensione del pagamento delle tasse per tutti è un atto dovuto considerato l'eccezionale impatto del terremoto, ma come prevedibile nulla è scontato nell'Italia di Berlusconi e Tremonti.
Il paradosso è che, secondo il governo, molti benestanti potrebbero essere esclusi mentre pensionati e cassintegrati dovrebbero pagare.
Rivendicare con forza i diritti dell'Abruzzo e delle popolazioni colpite dal terremoto è un dovere».

INTERVIENE PALAZZO CHIGI:«NESSUNA PAURA»

«Le preoccupazioni espresse dal territorio abruzzese in merito alla sospensione del pagamento delle imposte per le aree terremotate sono infondate. La norma contenuta nel cosiddetto decreto milleproroghe stabilisce solo il principio, accantona le risorse necessarie e rinvia ad un decreto del Presidente del Consiglio le modalità della sospensione».
E' quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio.
«Tale misura - si legge ancora nella nota - verrà emanata a breve, a conferma dell'impegno del Governo a sostegno delle popolazioni e delle aree colpite dal sisma». Il provvedimento del presidente del Consiglio sarà varato subito dopo la pubblicazione in Gazzetta del 'Milleproroghe'.

18/12/2009 16.00

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