Bertolaso: «faccio un passo indietro, ora tocca a Chiodi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Bertolaso a fine mese lascia l'Abruzzo (ma resta altri 12 mesi alla Protezione Civile) e lascia il posto a Chiodi, nuovo commissario per la ricostruzione. Invito al premier Berlusconi: «venga all'Aquila, gente pronta a gettargli fiori per gratitudine». * LE PAURE DEL MIBAC SULLA RICOSTRUZIONE
Il provvedimento che proroga la sospensione dei tributi per i territori colpiti dal terremoto in Abruzzo «verrà inserito nel dl cosiddetto Milleproroghe».
Lo ha annunciato questa mattina il capo della Protezione Guido Bertolaso che ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi successiva al consiglio dei ministri dove è stato approvato un decreto che contiene tra l'altro anche le norme sulla Campania.
Nell'incontro con la stampa tante le notizie emerse. Prima per importanza certamente quella della proroga della sospensione dei tributi che i terremotati aspettano con impazienza.
Nei prossimi giorni saranno finalizzati tempi, metodi e criteri ma Bertolaso ha già garantito che «la proroga non sarà per tutti, ma riguarderà il territorio del cratere e le categorie più a rischio per il pagamento dei tributi».
Il capo della Protezione Civile ha ricordato anche che tra pochi giorni lascerà l'Abruzzo perchè per quanto riguarda il sisma «faccio un passo indietro ed il governatore Gianni Chiodi diventerà commissario. Anche da questo punto di vista abbiamo regolato l' attività di ricostruzione che dovrà proseguire nei prossimi anni».
Bertolaso però resterà qualche mese in piu' alla guida della protezione civile rispetto alla scadenza del 31 dicembre.
«Il governo - ha spiegato - mi ha chiesto di rimanere e io ho dato la mia disponibilità a restare per un periodo limitato. Giusto qualche mese, il tempo di consentire al mio successore di prendere dimestichezza con la materia. Mantengo ferma però l'intenzione di lasciare la protezione civile perchè ritengo di aver fatto il mio tempo e anche il mio lavoro».
Il capo della protezione civile ha smentito ogni voce che parla di una sua possibile candidatura politica alle prossime elezioni regionali e ha deriso la pratica tutta italiana di una dietrologia ad ogni costo.
«Andreotti - ha spiegato - diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Nel mio caso si fa solo peccato».
Bertolaso, infine, ha riferito di una telefonata con il premier al quale ha trasmesso il proprio affetto e la solidarietà.
«Ho detto al presidente - ha raccontato - di venire a L'Aquila perchè lì c'è gente pronta a lanciargli dei fiori e non certo oggetti atti a ferire».
Intanto il consiglio dei ministri ha approvato la costituzione di una «società di servizi per l'esecuzione di interventi veri e propri per alleggerire il dipartimento a cui resterà la gestione».
«La struttura della Protezione civile - ha spiegato Bertolaso - resterà dunque totalmente pubblica e dipenderà dalla presidenza del consiglio».


17/12/2009 13.36
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LE PAURE DEL MIBAC SULLA RICOSTRUZIONE

L'AQUILA. Il Consiglio Superiore del Mibac, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dopo l'audizione del sindaco Cialente è tornato a riunirsi per affrontare il tema della ricostruzione della città di L'Aquila e delle sue 63 frazioni.
Il Consiglio si è detto «fortemente preoccupato» di quanto sta avvenendo in città e ha elaborato una Mozione che verrà trasmessa al presidente della Regione, al presidente della Provincia, al sindaco di L'Aquila e a tutti sindaci del cratere , con cui traccia le linee secondo le quali deve essere fatta la ricostruzione del Centro Storico e di tutte le frazioni di L'Aquila.
La mozione è anche un atto di accusa nei confronti di «quanti non si sono preoccupati della vulnerabilità delle costruzioni non soltanto di interesse storico del nostro paese».
Per la ricostruzione il Consiglio superiore paventa il rischio di una riduzione del centro storico «a quinta teatrale e a outlet del circondario».
«Sono infatti i cittadini più che monumenti e mura a fare una città», si legge nel documento, «per cui solo se gli Aquilani torneranno nella città l'Aquila sarà salva».
Il Consiglio superiore nella mozione ha approfondito tre aspetti: i criteri per la conservazione e il restauro dei centri storici e del patrimonio architettonico («dovranno essere evitati consolidamenti strutturali e ricostruzioni non criticamente valutati che si sommino senza armonizzarsi tra loro»), la selezione delle imprese («vanno individuate le più idonee procedure di gara ai fini della selezione delle imprese e della qualificazione dei progetti di restauro evitando le offerte di ribasso economico») e le risorse (viene denunciata la mancanza di fondi).

17/12/2009 13.27