Studenti Reiss Romoli: regolamento rigido «niente visite, a letto a mezzanotte»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A otto mesi dal terremoto agli occhi degli italiani sembra che a L’Aquila sia ritornata la piena normalità.


A soffrire di queste bugie sono soprattutto gli studenti che stanno compiendo sforzi enormi per continuare a studiare in una città che non è più e non sarà mai come prima.
«Si è detto molte volte che anche l'Università è ripartita a pieno regime», raccontano i ragazzi «quando al contrario gli studenti aquilani (fuori sede e non) si trovano ad affrontare quotidianamente notevoli disagi».
Dal problema dei trasporti alla carenza dei posti letto e ai prezzi esorbitanti dei pochi disponibili, alla «scarsissima qualità del servizio mensa, per non parlare della mancata riattivazione di sale studio e biblioteche indispensabili per noi studenti».
Di particolare rilevanza è la situazione che riguarda i 211 studenti beneficiari di posto letto presso la residenza universitaria “Guglielmo Reiss Romoli”.
Questi ragazzi hanno ottenuto l'ingresso nella struttura tramite un regolare bando di concorso pubblico, a cui è seguita un altrettanto regolare graduatoria basata sul reddito Isee.
«Nel momento in cui siamo stati invitati tramite telegramma o e-mail a sottoscrivere il contratto», raccontano gli studenti, «previa versamento di un'onerosa cauzione (450 euro per il posto in camera doppia e 600 euro per quello in singola), siamo venuti a conoscenza di spiacevoli sorprese riguardanti il regolamento interno alla residenza non presente nel bando di concorso pubblicato sul sito dell'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario de L'Aquila».
Tra i più contestato c'è articolo 13 del regolamento che recita: «all'interno della residenza gli studenti non possono ricevere ospiti: il personale addetto alla guardiania potrà procedere in ogni momento alla verifica, anche nelle singole stanze, della presenza di soggetti estranei alla residenza e procederà eventualmente all'allontanamento degli stessi, relazionando all'Azienda sulla sussistenza di situazioni irregolari. Al fine della sicurezza non è possibile accedere alla residenza dopo la mezzanotte».
Risulta «ambiguo», secondo i ragazzi, anche un passo dell'articolo 8: «E' altresì vietato… far entrare persone nella stanza salvo il personale autorizzato dall'Azienda».

In seguito a numerose sollecitazioni per la modifica dell'articolo presentate sia al commissario dell'Adsu, D'Ascanio, sia al direttore amministrativo dell'Università degli studi de L'Aquila, Filippo Delvecchio, «a tutt'oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta ottenendo in cambio soltanto rifiuti ad ogni nostro tentativo di incontro», dicono i giovani.
«Ad un mese dall'ingresso nella residenza non sono stati ancora attivati i servizi primari e fondamentali per una normale convivenza. In primis non è ancora attivo il servizio mensa all'interno della residenza nonostante la stessa sia dotata di un ristorante funzionante fino al mese di Luglio».
Inoltre, dato che l'articolo 8 del regolamento vieta l'utilizzo di piastre e fornelli di qualsiasi tipo, «è necessario che venga riattivato il bar all'interno della residenza».
Non è presente un servizio di lavanderia, nonostante ci siano all'interno della Reiss Romoli locali adibiti a tale scopo.
Infine le fermate prossime all'intero complesso universitario della Reiss Romoli sono sprovviste di pensiline e aree d'attesa sicure, «esponendo gli studenti che vi si recano ad un notevole rischio dovuto al transito di veicoli ad elevata velocità insieme ad un carente impianto di illuminazione stradale».
Gli studenti residenti, in stato d'agitazione, chiedono che venga ripristinato «al più presto» il regolamento degli anni precedenti relativo alle residenze universitarie e l'attivazione in tempi brevissimi (prima di Natale) dei servizi mancanti.

16/12/2009 12.16