Tasse, economia crollata e scarsa socialità: così L'Aquila sta morendo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Tra i lavoratori autonomi dell'Aquila nessuno finora ha pensato di lasciare la città. Ma secondo il sindaco Massimo Cialente c'è un grosso rischio dietro l'angolo. * LA ''LISTA NOZZE'' DEI G8 FERMA: SOLO IN 4 MANTENGONO LA PROMESSA
Secondo il primo cittadino, infatti, la decisione del governo di far pagare da subito le tasse ai suoi concittadini potrebbe far decidere a molti addetti, «circa 25 mila», di lasciare in futuro la città, su cui pesano anche circa 18 mila cittadini in cassa integrazione.
«Quello che non ha fatto il terremoto lo farà questa scelta di finanza», ha denunciato Cialente.
«A questo punto - ha proseguito - mi sono fatto l'idea che qualcuno cominci a pensare che si sia speso troppo per questo terremoto, dimenticando che, rispetto ad altri sismi, se non altro per le dimensioni del cratere, si debba moltiplicare tutto per dieci. Vorrei inoltre ricordare - ha sottolineato - che le scelte di intervento non sono state fatte dagli aquilani, quanto invece dal presidente Berlusconi, prima ancora che dalla Protezione Civile. Tutto ciò lo ritengo ingiusto nei confronti di una città che si è sempre comportata con grande lealtà nei confronti del Governo, facendo fare anche una bella figura al Paese».
«Spero - ha concluso Cialente - che nelle prossime ore il Governo faccia fiducia alla nostra promessa di restituire dopo i nostri soldi; se così non fosse, credo che di tutto ciò debba essere informato il mondo, magari con una conferenza stampa con la stampa estera».
Secondo dati forniti dal Cresa nel comune dell'Aquila sono sparite circa 300 aziende.
Delle 800 presenti sul territorio ci sono solo 500 richieste di ricollocazione.
L'83 % delle imprese contattate ha avuto danni diretti dal sisma ai magazzini e agli impianti di stoccaggio, il 33% era assicurata da danni da calamità naturali, per tutte c'è stato un fermo di produzione con perdita di fatturato, tutte hanno attraversato un clima di sfiducia, perché terremotate, ed hanno subito la disdetta degli ordini.
Il Cresa ha anche analizzato i cambiamenti di stile di vita a L'Aquila e nel cratere ed è emerso un calo dei consumi alimentari del 1-2 %, mentre è aumentato il consumo di pasti fuori casa e c'è un incremento dell'1,6 % dei prodotti di elettronica.
Per l'economista, docente alla Normale di Pisa, Marcello de Cecco l'economia del territorio devastato dal sisma dovrà necessariamente ripartire da quella parte del sistema che riguardava un tipo di produzione di qualità alta e di uno sviluppo superiore, «grazie alla presenza di centri di ricerca e dell'università, uno sviluppo si stava avviando – ha detto de Cecco - e ci sarebbe stato malgrado la crisi internazionale, sviluppo che ora si è fermato. Bisogna però rimboccarsi le maniche e lavorare affinché le imprese d'eccellenza, e tutte quelle realtà che fanno innovazione possano rialzarsi e riprendere il cammino perché è questa l'unica via d'uscita e di rinascita per il territorio. Tutto questo invece non vale per il resto dell'Abruzzo per il quale la ripresa sarà più difficile».
«Per quanto riguarda i finanziamenti bancari all'economia della regione – ha dichiarato il Direttore Generale dell'ABI Giovanni Sabatini -, secondo gli ultimi dati disponibili a giungo 2009, ammontano a 22,4 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, questi impieghi sono stati spinti in particolare dalle famiglie che hanno fatto registrare un + 5,5 %; per quanto riguarda le attività produttive invece, si è registrata una crescita dell'1,5 % con il comparo dei servizi che ha avuto il + 2,7 %».
Restando al comparto produttivo il monitoraggio relativo alle domande di sospensione della quota capitale delle PMI, previsto dall'avviso comune, ha rilevato per le imprese abruzzesi una riserva di liquidità per circa 30 milioni di euro.
Intanto la città prova a riorganizzarsi. Non ci sono più sfollati in tenda ma la Caritas denuncia la carenza di spazi di aggregazione nei nuovi villagi, «luoghi in cui le persone si possano ritrovare, come le chiese o le sale per la comunita'», ha spiegato don Dionisio Humberto Rodriguez, direttore della Caritas diocesana dell'Aquila.
«Ci sono parroci – ha spiegato Rodriguez - che si trovano a dover affrontare un aumento dei fedeli senza avere gli spazi per incontri o semplicemente per celebrare la messa».
Fin dalla nascita del progetto "Case" che prevede la costruzione di 19 nuovi quartieri nel Comune di L'Aquila per dare ospitalita' a circa 18 mila persone, la Caritas e la Chiesa aquilana hanno sottolineato la necessita' di provvedere a questi spazi. Secondo quando stabilito dai progetti della Protezione Civile, il 40 per cento della superficie di ogni villaggio dovra' essere destinato a servizi: uffici pubblici, bar, negozi ma anche chiese, aree gioco e centri di aggregazione.
Ad oggi però in nessuna area e' ancora stato costruito nulla perche' prima si devono ultimare i lavori di realizzazione delle palazzine.
Gli spazi da destinare a servizi sono, infatti, in gran parte occupati dalle imprese di costruzione come depositi di materiale inerte e spazi per gli uffici tecnici o i mezzi.
Gli operatori girano per i villaggi e cercano di parlare con la gente. In alcuni casi si sta pensando di allestire un tendone in cui la popolazione possa ritrovarsi per celebrare le festivita' Natalizie e per stare insieme.
In alcuni dei quartieri piu' grandi era stata prevista la realizzazione di alcune chiese prefabbricate, sette in tutto il territorio aquilano, ma ad oggi i lavori non sono ancora partiti ed e' ipotizzabile che non verranno ultimati per Natale.

12/12/2009 9.55

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LA ''LISTA NOZZE'' DEI G8 FERMA: SOLO IN 4 MANTENGONO LA PROMESSA

L'AQUILA. Sarà devoluto alla ricostruzione delle scuole di alcuni comuni del cratere l'assegno di 40 mila dollari, consegnato ieri pomeriggio da una delegazione della Federazione Italo Americana del Sud California.
Della delegazione italo americana facevano parte il presidente Nick D'Egidio, Robert Barbera e Lino Cicone.
Otto i comuni beneficiari, Campotosto, Bugnara, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli.
La cosiddetta "lista di nozze", invece, ovvero l'elenco dei beni culturali vittime del terremoto in Abruzzo, che il presidente Silvio Berlusconi sperava fossero adottati dai paesi stranieri, è ferma a pochi Stati.
Lo rende noto la Uil Beni Culturali, attraverso una relazione del segretario Gianfranco Cerasoli. In particolare per la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, o delle Anime sante, la Francia donerà 3 milioni e 200mila euro.
La Germania si è impegnata a donare 3 milioni di euro per il restauro della Chiesa di San Pietro Apostolo, costruita ad Onna nel tredicesimo secolo.
Dalla Russia, invece, 3 milioni e 400 mila euro per il Palazzo Ardinghelli e la Chiesa di San Gregorio Magno. A questi si aggiunge il Kazakhistan con un versamento di 1 milione e 700 mila euro promesso per il ripristino della Chiesa di San Biagio in Amiternum.
Sono annunciate poi donazioni da Australia, Canada, Giappone e dal World Monument Fund.
Sul fronte di altri contributi di carattere privato cinque milioni di euro è la somma che Federcasse, la Federazione che riunisce le banche di credito cooperativo italiane, ha donato al Comune dell'Aquila per il recupero ed il restauro di Palazzo Margherita.
Intanto è stato siglato l' accordo Mibac-Cei, per Natale riapriranno 71 chiese.
Ma per la Chiesa della Madonna delle grazie di Roccacaramanico non ci sono speranze, almeno per questo Natale.

12/12/2009 10.16