Tasse:«rischio disobbedienza civile se non verranno prorogate ancora»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il freddo acuisce il ritardo accumulato nella vera ricostruzione della città che al momento non si può dire iniziato compiutamente. Moltissime proteste si registrano e per motivi eterogenei. * C.A.S.E., FAMIGLIA ESCLUSA PER ERRORE ABBANDONATA E SENZA ALLOGGIO * VILLA COMUNALE E ZONA ROSSA:«VOGLIAMO PIU’ INFORMAZIONI»
Intanto iniziano a ripartire a poco a poco gli esercizi commerciali all'interno della zona rossa ma al momento si contano sulle dita di una mano. Una scommessa importante più dal punto di vista psicologico che economico poichè la città di fatto è ancora spopolata e fantasma ma soprattutto lo rimarrà per anni visto che gli aquilani dormono altrove nei quartieri costruiti dalla protezione civile.
Dunque sarà difficile riuscire a tenere su gli affari in una città spopolata.
Sono tornati a protestare gli inquilini del quartiere della Banca d'Italia dove nonostante l'inagibilità di numerosi edifici è stata tolta la zona rossa.
«Abbiamo così perso tutti i nostri diritti di assistenza - spiegano i residenti - per questo siamo tornati qui per dimostrare che allo stato attuale è impossibile abitare in questo quartiere e peraltro rischioso». Alcune abitazioni sono state dichiarata 'A' e con conseguente perdita della possibilità da parte dei residenti di un nuovo alloggio antisismico messo a disposizione della Protezione Civile.
«Non sappiamo più cosa fare - spiega Alessandro Sion - siamo costretti a viaggiare ogni giorno dalla costa e, per lavorare, delle volte sono persino costretto a pagarmi di tasca mia una stanza d'albergo».
Nonostante la zona sia stata dichiarata 'verde' attualmente non è possibile entrare per persone che non siano residenti. L'unico accesso è sorvegliato da un posto di blocco dell'Esercito.



TASSE ALL'ORIZZONTE DA PAGARE

Intanto durante la lunga discussione della legge Finanziaria sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati per l'Aquila.
«Senza nessun reale confronto – ha spiegato Giovanni Lolli (Pd) - senza nessun interesse per chi vive ogni giorno il dramma della nostra citta'. Non si accetta di sospendere il pagamento delle tasse, non si accetta di rinviare molto piu' avanti la restituzione del pregresso come e' stato fatto per i terremotati di Umbria e delle Marche, non si accetta di investire piu' risorse nella zona franca, non si prorogano gli 800 euro, non si investono risorse per le case e per il centro storico. Nulla di quanto richiesto viene approvato e, soprattutto, nulla di quanto dichiarato nella mozione votata solo un mese fa alla Camera con voto unanime e' stato preso in considerazione. Quella mozione - spiega Lolli - impegnava il Governo ad affrontare e risolvere tutti i problemi considerati negli emendamenti che abbiamo presentato e che oggi sono stati bocciati»

«Gli aquilani non potranno mai pagare le tasse in questo momento», sostiene la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane sulla possibilità del ripristino delle imposte nelle aree del cratere, in cui erano state sospese dopo il terremoto.
«Non è un caso - ha spiegato la Pezzopane - se in tutte le tragedie più importanti i contributi fiscali sono stati sospesi per almeno 18 mesi ed è stato chiesto ai contribuenti di restituire solo una parte anni dopo in maniera dilazionata. E' andata così - ha aggiunto - in Umbria, in Molise e nelle grandi alluvioni. Qui invece si chiede ai cittadini di tornare subito a regime fiscale ordinario e di restituire contemporaneamente i tributi non versati».
Una situazione che si aggiunge alle difficili condizioni economiche di una città in cui meno del 40% delle imprese sono tornate a lavorare a pieno regime.
Per questo una manifestazione a Roma,in piazza Montecitorio, è stata organizzata il 10 dicembre alle ore 12.00.E' stato chiesto anche un incontro con Fini e con i capigruppo della Camera per discutere la modifica dell'emendamento che vuol far restituire ai terremotati aquilani le tasse non versate durante l'emergenza ed il ritorno al pagamento ordinario dei tributi.
«Oppure sara' disobbedienza civile», cioe' evasione collettiva per incapacita' economica da catastrofe naturale.
Sono queste le indicazioni scaturite dall'assemblea sul regime fiscale nel cratere, convocata dalla Presidente della Provincia Stefania Pezzopane lunedì scorso nell'auditorium Carispaq.
Un'assemblea a cui hanno partecipato sindaci, consiglieri regionali, parlamentari, categorie produttive, semplici cittadini, in un clima di generale indignazione.
E questa mattina il Consiglio comunale dell'Aquila si riunirà in seduta straordinaria aperta a partire dalle 9.30, in piazza Palazzo, proprio per discutere della sospensione dei benefici fiscali.
Sulla questione è intervenuto anche il capo della protezione civile Guido Bertolaso ed il presidente Chiodi che si sono detti fiduciosi che qualcosa possa ancora cambiare.
Alle parole ora devono seguire i fatti.

09/12/2009 8.01
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C.A.S.E., FAMIGLIA ESCLUSA PER ERRORE ABBANDONATA E SENZA ALLOGGIO

Ci sono poi casi particolari, probabilmente isolati o eccezioni, che tuttavia possono essere esemplificativi.
La famiglia di Giuseppe Russo di Paganica non ha ricevuto ancora l'alloggio provvisorio del progetto Case per un errore. Non loro.
In cinque vengono rimpallati tra gli uffici del Comune e della protezione civile.
«Abbiamo fatto la domanda come tutti per essere inseriti nella collocazione del progetto c.a.s.e.», spiega Russo, «a settembre e' uscita la lista provvisoria delle assegnazioni e noi non ci stavamo. Ci siamo rivolti al Comune e ci dicono che per errore non siamo stati inseriti poi, dopo qualche giorno, ci comunicano che dobbiamo andare a colloquio nella caserma della gdf. L?esito è positivo, la documentazione viene approvata e ci ribadiscono che abbiamo diritto alla casa e che ci chiameranno per il contratto. Ad ora non siamo stati ancora chiamati».
Dal racconto emerge tuttavia che si è in attesa di altre liste, nuove liste per assegnare ancora altre case ma non si sa quando questo avverrà.
«Ci chiediamo», aggiunge Russo, «come mai accortisi dell'errore non siamo stati inseriti nelle liste con tutti gli altri o perché non si pone riparo per tempo come mai lo sbaglio di qualcuno lo dobbiamo pagare noi. E soprattutto, che fine faremo visto che il posto che avevamo scelto per risiedere ormai e' pieno?»
Una piccola storia che tuttavia racconta un grande disagio per una famiglia ed anche il grande sforzo delle istituzioni nella assistenza e organizzazione agli sfollati. Una organizzazione non sempre impeccabile.

09/12/2009 9.01

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VILLA COMUNALE E ZONA ROSSA:«VOGLIAMO PIU' INFORMAZIONI»

I residenti di via Cadorna, via Corridoni, via Colagrande, via Sturzo, via Francesco Rossi, via Diaz hanno scritto una nuova lettera al sindaco Massimo Cialente per chiedere maggiori informazioni circa i divieti della zona rossa, l'abbattimento degli edifici ed i pericoli che ancora ne impediscono l'accesso.
«Come è noto, l'area della Villa Comunale, particolarmente colpita dal sisma del 6 Aprile 2009 sia per numero di vittime che per gravità dei danni subiti dal patrimonio edilizio», scrivono i cittadini, «è inserita, con poche eccezioni, nella zona rossa della città dell'Aquila. Ciò impedisce ad oggi ai residenti e agli abitanti di quest'area di accedere alla zona e di entrare nelle proprie abitazioni senza la presenza dei vigili del fuoco. In data 18/11/2009 si è svolta una riunione tra gran parte dei residenti nella zona compresa tra viale Crispi, via Sturzo e via Francesco Rossi nata spontaneamente dalla volontà di tutti di fare il punto della situazione a più di sette mesi dal sisma».
Dai residenti è emerso con forte determinazione il desiderio di tornare a vivere in quella zona e, quindi, di voler al più presto provvedere ai lavori di riparazione delle proprie abitazioni e di partecipare alla riqualificazione dell'intero quartiere nel più breve tempo possibile.
La prima necessità apparsa è quella di essere messi a conoscenza di alcuni aspetti tecnici sullo stato del quartiere per poter capire e poi programmare, ciascuno per le proprie esigenze e in base a tempi programmabili, gli interventi necessari.
«In particolare risulta fondamentale la conoscenza dei seguenti elementi», prosegue la lettera, « la presenza e il numero degli edifici per cui è stato deciso l'abbattimento da parte del Comune; l'indicazione degli elementi di pericolo che per ciascuna strada ne impediscano la riapertura; i risultati che emergono in relazione alla “microzonazione” dell'area e alla eventuale necessità di effettuare ulteriori ricerche e indagini; le notizie sullo stato delle condutture del gas, dell'acqua e del sistema fognario; le notizie sull'inserimento dell'area nel Centro Storico con le relative conseguenze di tipo operativo».
«La conoscenza di tali elementi», concludono i residenti, «consentirà una collaborazione più attiva degli abitanti del quartiere con l'Amministrazione Comunale e permetterà di uscire dall'incertezza sui tempi necessari per poter riabitare sia gli edifici meno danneggiati (A-B-C), sia quelli per cui saranno necessari interventi più complessi (E-F)».

09/12/2009 7.50