Venti (Libera):«Le "smentite" del prefetto confermano gravi problemi»

Alessandro Biancardi

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Venti (Libera):«Le "smentite" del prefetto confermano gravi problemi»
ABRUZZO. Uno strano scontro, forse meglio chiamarla “contrapposizione” tra il prefetto dell’Aquila ed un giornalista, Angelo Venti, nonché responsabile del presidio locale di Libera, l’associazione che tanto si batte contro la criminalità organizzata.
Ma anche del prefetto contro il capogruppo dell'Idv, il quale invitava la carica governativa ad adoperarsi per aumentare la trasparenza che non c'è nella ricostruzione.
Contrapposizioni che non fanno bene, non fanno chiarezza e non risolvono grosse difficoltà materiali di molte persone. Inoltre, non riattivano quella democrazia «sospesa» “a divinis” nella gestione della ricostruzione.
In un lungo comunicato Venti risponde punto su punto al comunicato di ieri del prefetto che parlava di «verità» e «notizie false».
«La storia si ripete. Il Prefetto di L'Aquila, Franco Gabrielli, ci riprova ancora una volta e dopo la “conferenza stampa irrituale” passa ora ai “comunicati stampa irrituali”. Nulla di grave, se non fosse per la delicata carica istituzionale che ricopre dal 6 aprile», scrive Venti, «Già la prima volta non fece una bella figura, quando a fine giugno convocò una irrituale conferenza stampa (alla quale furono invitati solo un paio di giornali) per smentire una nostra notizia rilanciata poi da un articolo di La Repubblica. In quella occasione, il Prefetto Gabrielli
difese la Impresa Di Marco, salvo vedersi costretto, alcuni mesi dopo, a ritirargli il certificato antimafia». Venti riporta tutti gli articoli per una veloce cronistoria dei fatti: “Quelle ditte sospette al lavoro sul piano Case”, (Terra del 26 giugno); “L'Aquila, le amicizie pericolose all'ombra della prima new town” (La Repubblica del 29 giugno); “Il prefetto non chiarisce e svela che i controlli non sono completi”, (Terra del 30 giugno), “Terremoto nello Stato”, (Terra del 5 settembre).

LE DIFFICOLTA' ALLE BANCHE DATI CED

Poi Venti entra nel merito delle contestazioni mosse dal prefetto Gabrielli.
«Il passaggio sulle difficoltà intervenute in ordine alle banche dati del CED - e che nel comunicato prefettizio viene rubricato come notizia falsa - è stato attinto da una fonte che fino ad ora giudicavamo più che attendibile», scrive in un comunicato Angelo Venti, «si tratta dello stesso Prefetto di L'Aquila, Franco Gabrielli. E' lui che si è soffermato, in una certa sede istituzionale, sulle più generali difficoltà incontrate, nei primi momenti del dopo-terremoto e non solo, a far funzionare la macchina amministrativa e anche quella dei controlli, nell'articolo ci si è limitati a renderle note».

IL COMITATO DI COORDINAMENTO PER L'ALTA SORVEGLIANZA

«In merito alle “precisazioni” prefettizie riguardo l'avvenuta costituzione della «Sezione specializzata» del «Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere» che opera a diretto supporto del Prefetto di L'Aquila, presso la Prefettura di quel capoluogo (art. 16, comma 2 del decreto Abruzzo) queste confermano un fatto di gravità inaudita», sostiene Venti, «il Prefetto ammette così che l'intera fase del soccorso e della cosiddetta ricostruzione leggera (che si prevedeva finisse a settembre) - nel corso della quale si è proceduto in deroga ad ogni norma possibile immaginabile, gestendo oltre un miliardo di euro di fondi pubblici - è stata condotta senza dotarsi di uno strumento essenziale previsto sin dallo scorso aprile; nessuna indicazione di tale Sezione è ancor oggi presente nel sito di riferimento della Prefettura, come pure non rintracciabile risulta il decreto ministeriale di nomina; nessun accenno alla funzionalità della Sezione stessa è comparsa sulle testate giornalistiche, se si esclude il resoconto della presentazione effettuata a L'Aquila dal ministro Maroni di fine ottobre che poco lasciava comprendere in ordine alla sua effettiva immissione in funzione. Nel comunicato prefettizio ci si dice che la prima riunione della Sezione specializzata è dell'11 novembre 2009 - ricordiamo al Prefetto che la scossa c'è stata il 6 aprile, sette mesi prima - e quindi anche in questo caso prendiamo atto che il Prefetto invece di smentire, conferma quanto scritto nel nostro articolo».

IL GRUPPO INTERFORZE GICER

«Stesso discorso», risponde Venti, «per il «Gruppo interforze centrale per l'emergenza e ricostruzione» (cosiddetto GICER - art. 16, comma 3 del decreto Abruzzo) della cui costituzione pure riferiva, sempre il Prefetto Franco Gabrielli, nella sua recente audizione alla Commissione Antimafia, riferendo come il decreto di nomina del 3 settembre 2009 fosse, al 15 ottobre, ancora alla registrazione della Corte dei Conti. A tal proposito, si sottolinea che ci si trovava in presenza di un provvedimento emanato ad invarianza di spesa, utilizzando il GICER personale e strutture già in carico alle Forze dell'Ordine. Risulta incontestabile - e questo giornalisticamente si è sottolineato - il ritardo nella effettiva costituzione di tale organismo a livello centrale, la cui importanza è a tutti evidente. La composizione di tale organismo è a tutt'oggi sconosciuta, e a tal riguardo il Prefetto potrebbe contribuire a colmare tale lacuna informativa, rendendo edotta la pubblica opinione della sua composizione, e sulle eventuali possibilità di contattarlo direttamente per eventuali segnalazioni, soprattutto ora che, pare di comprendere, sia parte essenziale del cosiddetto “tavolo ambiente” per le macerie.
In realtà, la precisazione prefettizia fissa due date, recentissime, senza smentire nella sostanza il contenuto dell'articolo, in nessun aspetto».

I TEMI FONDAMENTALI DELL'ARTICOLO RIMANGONO

«In particolare», aggiunge Venti,«nulla è detto sulla “Anagrafe informatica di elenchi di fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di inquinamento mafioso” che è ancora di là da venire e che pur dovrebbe interessare una istituzione quale quella rappresentata da Franco Gabrielli. Silenzio assoluto, nella “precisazione prefettizia“, anche su un altro aspetto fondamentale che avrebbe dovuto far ergere il Prefetto Gabrielli a difesa della istituzione che rappresenta e dell'encomiabile lavoro, svolto in questi mesi e con pochi mezzi, degli uomini delle forze dell'ordine alle sue dipendenze. Infatti, nulla dice Gabrielli in ordine alla gravissima “sanatoria” prevista dalla recente ordinanza DPC n. 3820 che con un colpo di spugna rende “buoni” decine di subappalti non autorizzati per come previsto dalle norme residuate dalla pervasiva legislazione emergenziale. E l'ordinanza è arrivata quando le forze dell'ordine avevano verificato la presenza di 132 ditte in posizione non regolare al lavoro all'interno dei cantieri. A questo punto viene da chiedere al Prefetto se conosceremo mai i nomi di quelle imprese».
Venti chiude ricordando come la correttezza dell'informazione sia propria dei giornalisti ma anche di tutte le istituzioni dello Stato e maggiormente di chi gestisce miliardi di euro che sarebbero tenute ad una trasparenza.

05/12/2009 11.50

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23944]LA RISPOSTA DEL PREFETTO[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23913]L'ARTICOLO CONTESTATO[/url]

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