Case crollate ma il mutuo resta in piedi. Ora cominciano i problemi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. C'è chi oggi una casa non ce l'ha più. E' ci sono anche quelli con le case classificate E o F, ovvero seriamente danneggiate. * RIPARAZIONI, 1000 LE DOMANDE ARRIVATE IN COMUNE
La ricostruzione non è ancora cominciata, la città è invasa dalle macerie ed è praticamente impossibile dare via ai lavori.
Ci sono centinaia di cittadini in cassa integrazione, poi ci sono quelli che un lavoro non ce lo hanno più perchè alcune attività hanno chiuso i battenti e non hanno più aperto. Per molti lo stipendio o una toppa mensile non è mai arrivata né arriverà.
Ci sono poi anche i proprietari di queste attività che oltre a trovarsi senza lavoro e senza guadagni hanno sul groppone anche una serie di spese arretrate da rattoppare qui e là.
Intanto però si rimettono in moto i mutui: le banca stanno già avvisando gli aquilani che dal 1° gennaio bisognerà ricominciare a pagare.
Una di queste telefonate l'ha ricevuta ieri anche Gino Antognetti, presidente dell'associazione “Ignazio Silone” e sono arrivate le brutte notizie.
«Non dovremo pagare solo le rate del 2010», racconta Antognetti, «ma anche quelle del 2009 (da aprile a dicembre). Unico e “grande vantaggio” quello di poter restituire le 9 rate sospese a causa del sisma comodamente in 3 anni, suddivise secondo le nostre possibilità del momento. Ma non si era detto che poi le rate sospese sarebbero state recuperate dalla banca prolungando la data di scadenza del mutuo?», si domanda Antognetti. «Non si era detto che si poteva rinegoziare il mutuo originario con un altro meno oneroso?»
«Mia madre», continua il presidente, «non riusciva già prima a tirare avanti con la sua misera pensione di contadina di poche centinaia di euro, come potrebbe ora pagare un mutuo e mezzo?»
Condizione analoga per chi sta in cassa integrazione: «come si fa a pagare con i circa 800 € la famiglia ed il mutuo?»
E chi aveva comprato un locale per la sua attività ormai spacciata, oppure ricostruita con mezzi di fortuna e redditi decurtati «con che cosa se lo paga il mutuo e mezzo?»
«Vorrei sapere», continua Antognetti, «come hanno fatti i bancari a pensare, seppure per un minuto, che dal 1° gennaio per noi tutto sarà tornato normale. Spero che accada così solo per la mia banca, ma se così non fosse datemi una mano, gridiamo tutti assieme contro questa vergognosa decisione».

05/12/2009 11.16

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RIPARAZIONI, 1000 LE DOMANDE ARRIVATE IN COMUNE

Sono quasi 1000 le domande di riparazione degli edifici aquilani danneggiati dal sisma del 6 aprile, che finora hanno ottenuto il contributo definitivo, con la media giornaliera di circa 100 pratiche evase, comunicate al Servizio Sisma e Ricostruzione, diretto all'ingegner Mario Di Gregorio.
In dettaglio, circa 900 sono finora i contributi definitivi accordati per gli immobili classificati B e 30 per quelli giudicati C. Sono invece 1.456 (1.300 di fabbricati B e 150 di C e 6 delle E) le pratiche per le quali sono stati chiesti i documenti integrativi ai progettisti. Nel complesso, le domande di contributi finora presentate sono 5.843, 5.151 per le B, 653 per le C ( categoria assegnata ad un numero nettamente inferiore di fabbricati rispetto alle B, in seguito alle verifiche di agibilità avviate subito dopo il terremoto di aprile ) e 39 per le E.
Poichè, quindi, il numero di domande osservate, per le quali si rende necessario acquisire ulteriori documenti è pari a circa il 20%, tutte le altre pratiche, 4880, hanno già ottenuto il finanziamento in via provvisoria pari al 25%, immediatamente trattabile con le banche.
Finora le richieste di contributo per le case A sono 2063 e vengono pagate non appena presentata la fattura, seguita dai controlli di rito previsti dall'attuale legislazione sulla regolarita' delle ditte esecutrici (Durc).
Molto positiva e' stata giudicata dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, l'impennata delle pratiche concluse con la concessione del contributo definitivo, che si e' registrata negli ultimi giorni.
«Dopo un primo momento di più che naturale difficoltà, dovuto alla necessità di rodare la struttura, aggiustando il percorso istruttorio inizialmente farraginoso e trasferendo maggiori responsabilità alla struttura comunale – ha dichiarato Cialente - ora gli uffici stanno precedendo a ritmi molto più sostenuti e questo è molto importante, soprattutto alla luce della nuova ordinanza del 27- 11- 09, che prevede l'immediato avvio dei lavori entro sette giorni dalla comunicazione della concessione del contributo definitivo.
Il comune ha fatto la sua parte – ha concluso il sindaco - raccomando pertanto di nuovo a tutti i cittadini con case B e C di procedere velocemente alla presentazione delle domande (ne attendiamo oltre 4000 ) entro la data, come e' noto non rinviabile, di scadenza e di attuare la previsione dell'ordinanza, avviando immediatamente la realizzazione dei lavori, soprattutto al fine di ottenere l'agibilità provvisoria, sia per le abitazioni che per le attivita' commerciali, artigianali e direzionali presenti negli edifici».

05/12/2009 11.22