Il punto sulle donazioni per il terremoto: il comitato approva opere per 9mln

Alessandro Biancardi

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Il punto sulle donazioni per il terremoto: il comitato approva opere per 9mln
L’AQUILA. Oltre 9 milioni di euro per un piano di interventi a carattere pubblico e sociale. E' quanto approvato ieri, 3 dicembre 2009, dal Comitato dei Garanti. * COSTANTINI(IDV):«DONAZIONI E INCONGRUENZE»
L'organismo periodicamente si riunisce nella Caserma della Guardia di Finanza di Coppito per supervisionare alla gestione delle donazioni fatte dagli italiani a favore dell'Abruzzo e affidate alla Protezione Civile.
Fanno parte del comitato il senatore Franco Marini, Cesare Mirabelli, ex Presidente della Corte Costituzionale, Vito d'Ambrosio, Presidente della Regione Marche nel periodo in cui la Regione fu colpita dal terremoto del 1997, Natalino Irti, abruzzese e membro dell'Accademia dei Lincei, Fernanda Contri, ex Vice Presidente della Corte Costituzionale, eletta Presidente del Comitato dei Garanti
All'incontro ha partecipato anche il Capo Dipartimento, Guido Bertolaso.

IL PIANO A FINALITÀ PUBBLICA E SOCIALE.

Per i giovani, informa la protezione civile, è in progetto il ripristino del complesso culturale teatrale “Multisala Garden” dell'Aquila che diventerà un centro culturale e di aggregazione, la realizzazione di due centri polifunzionali all'Aquila e a Pile e di un nuovo impianto sportivo.
A Pagliare di Sassa verrà costruito un centro per persone diversamente abili; Paganica avrà un nuovo poliambulatorio/consultorio e, nei pressi di Piazza D'Armi, verrà realizzata la “Piazza delle Associazioni di Volontariato”. In attesa che venga ripristinato il Complesso di San Bernardino, il piano prevede inoltre alcuni edifici per la mensa dei poveri – detta anche la Mensa di Celestino – la chiesa e il Convento dei Frati Cappuccini.

75 MILIONI DI SOLIDARIETA'

A quasi otto mesi dal terremoto, l'ammontare delle donazioni in denaro si aggira attorno ai 75 milioni di euro. Di questi, circa 53 milioni di euro sono stati versati direttamente alla Protezione Civile Nazionale mentre ammontano a 22 milioni di euro le donazioni gestite dagli Enti Locali con il coordinamento del Dipartimento.
Dei 53 milioni di euro diretti alla Protezione Civile, 18 milioni di euro sono stati versati dai gestori di telefonia fissa e mobile e 25 milioni di euro provengono dai conti correnti attivati dal Dipartimento della Protezione Civile.
Hanno contribuito a raggiungere questa cifra anche la campagna di solidarietà "Un aiuto subito" del Corriere della Sera e la trasmissione televisiva "Porta a Porta" che, da sola, ha raccolto più di 3 milioni di euro. La somma è stata raggiunta grazie alla straordinaria solidarietà dimostrata concretamente da milioni di italiani e da moltissime amministrazioni pubbliche e private.

DONAZIONI INTERNAZIONALI.

Tra le donazioni effettuate dagli altri Stati, il Kazakhistan ha già versato il milione e 700mila euro promesso per il ripristino della Chiesa di San Biagio in Amiternum. Donazioni in denaro proverranno anche da Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Russia e dal World Monument Fund che stanno formalizzando gli accordi per contribuire alla realizzazione degli interventi di recupero di alcuni dei beni culturali dell'Aquila danneggiati dal terremoto del 6 aprile scorso.
Ammonta invece a circa 35 milioni di euro la somma versata e spesa per il progetto C.A.S.E..
Altri 6 milioni e mezzo di euro circa sono stati invece destinati alle annesse opere di urbanizzazione, la cui definizione spetta ora al sindaco del Comune dell'Aquila.
Circa 22 milioni di euro, ovvero l'intero importo delle donazioni agli enti locali, sono dirette alla costruzione dei Map, moduli abitativi provvisori, e altre strutture per le comunità colpite dal terremoto residenti fuori dall'Aquila. Altri fondi saranno impegnati in iniziative a sostegno della popolazione colpita dal terremoto, della ripresa economica e del sistema scolastico e universitario, così come aveva già indicato il Comitato dei Garanti.

DONAZIONI IN “MEZZI”

Alle donazioni in denaro, si sono aggiunte anche le donazioni di mezzi e automobili. L'8 settembre si è formalizzata a Coppito con la firma dei rappresentati del Dipartimento della Protezione civile e del Responsabile di Case Construction Equipment Italia, la donazione di sei escavatori per un valore di circa 860.000 euro.
La donazione di Case, società del gruppo Fiat, si aggiunge al contributo in termine di mezzi e collaborazione fornito dalle altre società dello stesso Gruppo durante la prima fase dell'emergenza.
Fiat Group Automobiles ha infatti fornito otto trattori, un gruppo elettrogeno, 19 automobili “Sedici” e tre pullmini “Ducato Panorama”, nove SUV “Massif”, tre Eurocargo e un Daily 4x4 con equipaggiamento speciale di Iveco.


04/12/2009 12.23

LE DONAZIONI AGGIORNATE AL 5 OTTOBRE 2009



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COSTANTINI(IDV):«DONAZIONI E INCONGRUENZE»

«Leggo ancora una volta che circa 70mln di euro provenienti dalle donazioni ricevute da tutto il mondo sarebbero stati utilizzati per finanziare moduli abitativi e, soprattutto, il Piano C.A.S.E., con tutti i suoi appalti e i subappalti. Personalmente ritenevo che il Piano C.A.S.E. dovesse essere finanziato interamente dallo Stato, così come ritenevo, pensando di interpretare il sentimento di chi ha deciso di donare denaro, che i proventi delle donazioni dovessero essere prioritariamente utilizzati per trasferirli direttamente nelle tasche dei più bisognosi, di chi non ha più un lavoro o una attività economica, di chi ha perso un familiare che con il suo lavoro garantiva il sostentamento della famiglia, dei pensionati e dei disoccupati che per sgombrare le loro case devono farsi carico anche dei costi dei traslochi, di chi si e' sistemato autonomamente e fino a oggi ha ricevuto dallo Stato 485 (quattrocentoottantacinque euro) di contributo».
Ancora una volta il capogruppo dell'Idv in consiglio regionale, Carlo Costantini, si scaglia contro decisioni del governo e della protezione civile, decisioni che per certi versi risultano inedite.
«In Consiglio Regionale non abbiamo mai avuto la possibilità di discutere di nulla, figuriamoci della destinazione dei proventi delle donazioni», ha spiegato Costatnini, «gli unici dati di cui dispongo sono la definizione civilistica della donazione (“un atto con il quale per spirito di liberalità una parte arricchisce l'altra”) e la fondata presunzione che chi ha donato non intendeva certamente “arricchire” Tremonti per consentirgli di risparmiare ulteriormente sul terremoto de L'Aquila, ma intendeva piuttosto “arricchire” le popolazioni terremotate, i cittadini aquilani e, tra questi, i più colpiti dal terremoto. E allora chi ha deciso la destinazione delle donazioni e, soprattutto, in quali organismi locali istituzionali e non istituzionali (comitati, associazioni etc.) questa destinazione e' stata discussa e concordata? A oggi non ho ancora completato gli approfondimenti, ma per una vicenda così grave, considerata l'oggettiva indisponibilità di sedi democratiche-istituzionali all'interno delle quali discuterne, non escludo la possibilità di promuovere una azione legale. Sui soldi che girano a L'Aquila ormai viviamo una condizione di vera e propria condizione di sospensione della “democrazia”; l'opposizione e' tenuta all'oscuro di tutto e privata completamente della possibilità di esercitare la sua funzione di controllo e di proposta nelle sedi istituzionali; e l'unico strumento di difesa di chi dissente dal “regime” rimasto e' il ricorso ai Tribunali».

04/12/2009 17.29