Tornano le tasse per gli aquilani, è bufera. «Una beffa per la città ferita»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6327

L'AQUILA. E' mobilitazione all'Aquila contro l'emendamento alla finanziaria nazionale presentato dal Governo con il quale si ripristina il pagamento delle tasse e si dispone la completa restituzione dal mese di giugno in 60 rate. * TERREMOTO: DE MATTEIS: «SERVONO SPAZI PER GIOVANI E ANZIANI» * PROTESTANO CITTADINI QUARTIERE BANCA D'ITALIA * RETTORE L'AQUILA: «STUDENTI DIMENTICATI DA REGIONE»
La città è ferma al 6 aprile scorso ma i cittadini dovranno ricominciare a pagare le tasse e pagare quelle che non hanno ancora versato.
Alcune associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali stanno promuovendo una manifestazione di protesta a Roma, con il coinvolgimento della gente, per contestare il provvedimento durante le sedute parlamentari durante le quali nei prossimi giorni si esaminerà la finanziaria nazionale.
Nel pomeriggio di ieri rappresentanti di associazioni produttive e dei sindacati si sono riuniti per dare vita all'azione di protesta.
«Se non revocata - hanno detto sindacati ed associazioni produttive - questa decisione metterà in ginocchio una città già drammaticamente segnata dal terremoto. E' incredibile il fatto che con una tragedia come questa L'Aquila venga trattata molto peggio di altre città colpite dal sisma negli anni scorsi. Reagiremo con una protesta molto forte a Roma durante le sedute parlamentari alla quale aderiranno molti cittadini».
Per il deputato del Pd, Giovanni Lolli, si tratta di «una beffa per la città ferita»: «ci stanno trattando in modo indegno, è un colpo, temo, mortale ad una economia che sta con grandissima fatica cercando disperatamente di rialzarsi e che non è in condizioni di sopportare un salasso di queste proporzioni».
«E' emergenza - ha continuato Lolli -, anche considerando, contrariamente a quanto scritto sulla legge, la mancata restituzione da parte del Governo al Comune dell'Aquila delle tasse sospese in questi otto mesi agli aquilani».
«Solo adesso», va avanti l'esponente del Pd, «scopriamo che le tasse dovremo pagarle da dicembre, con tributi e contributi, e che la restituzione comincerà dal mese di giugno al 100%, cioé in 60 rate, cioé in cinque anni, quando Umbria e Marche è stata dal 40% in 10 anni».
Secondo il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, «c'é ancora tempo per riparare a questa crudele decisione, rileggo a tale proposito le dichiarazioni, le promesse e le rassicurazioni di essere trattati come le altre città colpite dal sisma. Sarebbe molto grave se queste promesse non venissero mantenute. Invito fin da ora tutti a mobilitarsi».
IMassimo Cialente ha sottolineato di avere avuto ragione quando in estate «mi sono scontrato con Berlusconi», quanto sta accadendo, «dimostra che sono stato profeta».
Il sindaco ha denunciato la richiesta di rientro formulata al Comune dal ministero dell'Economia: «il Comune ha le casse vuote perché il governo avrebbe dovuto versare le somme non pagate dai cittadini per il blocco di tributi e contributi. Nell'incontro che ho avuto a Roma - ha detto il sindaco - ho invitato la ragioneria dello Stato ed i dirigenti del ministero dell'Economia a venire all'Aquila per verificare sul campo la situazione. Comunque, è una beffa richiedere Ici e tributi a terremotati senza tetto».
Parla di «beffa» anche la Cgil: «se sarà necessario chiameremo tutti a mobilitarsi contro un provvedimento che appare un sopruso verso chi ha sofferto già troppo, un ulteriore danno per un territorio la cui economia deve sopportare il fardello di quindicimila persone che ancora non tornano al lavoro e di centinaia di aziende ferme».
«Rispetto a tutto questo - si prosegue nella nota - il governo che fa? Non dimostra un minimo di coerenza, straccia annunci e promesse, si dimentica degli impegni presi con gli enti, i sindacati e gli imprenditori e cambia drasticamente sia i tempi entro cui restituire le tasse che gli aquilani non hanno versato a causa del terremoto, sia l'ammontare complessivo delle somme dovute».

03/12/2009 9.46

[pagebreak]


TERREMOTO: DE MATTEIS: «SERVONO SPAZI PER GIOVANI E ANZIANI»


L'AQUILA. Un intervento di progettazione coordinata per far fronte alla carenza di spazi per servizi sociali e attività sportive è auspicato dal vicepresidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.
«Nella prospettiva di qualche anno - ha spiegato - la città dell'Aquila avrà tutti i problemi di questo mondo tranne quello del numero degli alloggi disponibili, quello che dobbiamo costruire è un adeguato tessuto sociale, per ragazzi, studenti anziani».
«Attualmente - ha proseguito De Matteis - ci sono i soldi per realizzare un progetto sociale, ricreativo e sportivo da distribuire su quattro macro aree come ad esempio Pettino, Paganica, Coppito e Pile. La Protezione Civile - ha aggiunto - ha a disposizione decine di milioni di euro provenienti dalle donazioni, la Giunta regionale ne ha altri otto milioni, la Fondazione Abruzzo Risorge del nostro Consiglio ha ancora a disposizione circa 700 mila euro e lo stesso Comune dell'Aquila ha altre somme».
«In questi giorni sto ricevendo - ha sottolineato - da parte di associazioni sportive e enti culturali numerosi progetti. Occorre allora sedersi attorno ad un tavolo e mettere in un unico contenitore queste proposte, facciamo di tutto per far tornare i nostri giovani - ha aggiunto - ma poi c'é il rischio che passino i prossimi anni in un centro commerciale o a ubriacarsi nei locali della statale". Il pericolo, secondo De Matteis è che il progetto Case "possa disgregare le realtà sociali presenti, anche perché ancora nessuno ha definito come verrà impiegato quel 30% da destinare ai servizi per il sociale».

UFFICIO PER GESTIRE LA RACCOLTA FONDI

L'AQUILA. Per organizzare al meglio le operazioni di ricostruzione post-sisma, la Provincia dell'Aquila ha costituito l'Ufficio Unico per la Ricostruzione, che si occuperà tra l'altro di gestire le donazioni pervenute da parte delle Province italiane.
L'Ufficio ha predisposto un elenco degli interventi essenziali di ricostruzione: da quelli per rendere sicuri ed efficienti gli edifici scolastici e gli uffici provinciali (quasi 9 milioni per i primi e più di 3 milioni per i secondi), agli interventi sui beni culturali della Provincia (per cui si prevede un costo di 7 milioni 350 mila euro).
«Ma per ricostruire l'Aquila servono anche progetti legati al sociale e al mondo del lavoro - sottolinea in una nota la Presidente dell'Aquila Stefania Pezzopane -. Penso a centri di aggregazione per giovani e anziani, a luoghi polifunzionali dove sia possibile permettere la socializzazione».
Per queste strutture saranno necessari circa 700 mila euro.
Altri 140 mila euro servono per garantire strade sicure, soprattutto ora che le prime nevicate hanno iniziato a rendere poco praticabili le provinciali; 200 mila euro serviranno per opere per l'ambiente mentre con 390 mila euro la Provincia riattiverà i servizi a favore del lavoro.

ABRUZZO ENGINEERING PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI

Intanto il presidente Chiodi e il vice commissario Marchetti affidano ad A.E. attività per la tutela e il recupero dei beni danneggiati dal sisma.
Alla stesura della convenzione ha partecipato anche il neo presidente, Francesco Carli, che ha spiegato: «l'attività che dovremo svolgere consiste nella predisposizione delle schede tecniche relative al patrimonio storico monumentale, nella verifica dello stato di avanzamento dei lavori presso i cantieri delle chiese inserite nel progetto “chiese per Natale”, nell'inserimento dati e grafici in ambiente geo-referenziato (sistema GIS) e infine nel supporto tecnico amministrativo per il processo delle pratiche di competenza della Committenza».
Per svolgere queste attività A.E. ha organizzato uno staff di 10 persone (tra tecnici laureati e diplomati), oltre a un responsabile del gruppo tecnico, qualificati per il rilievo di vulnerabilità del patrimonio storico-artistico, per il rilievo di vulnerabilità del patrimonio edilizio, con competenza nel settore delle costruzioni (direzioni cantiere e contabilità) e nel campo della vulnerabilità sismica degli edifici e in ambiente GIS . Gli 11 tecnici di A.E. coadiuveranno la struttura tecnica del Vice Commissario per la tutela dei Beni culturali, Ing. Luciano Marchetti, sino al 15 luglio del 2010 con un impegno di spesa di € 300.000,00 (a valere sui fondi per la ricostruzione del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile).

03/12/2009 10.01

[pagebreak]

PROTESTANO CITTADINI QUARTIERE BANCA D'ITALIA

L'AQUILA. A protestare in questi giorni sono anche i cittadini residenti nel quartiere Banca d'Italia che spiegano: «l'ordinanza del sindaco del 30 novembre 2009 non dice nulla sui diritti dei cittadini che hanno le abitazioni classificate A, anche se il 27 novembre la Banca D'Italia sotto richiesta del Sindaco stesso ha trasmesso un documento al Comune e alla Protezione civile, dove si specificava la situazione del quartiere con la inagibilità, delle strade e delle palazzine di qualsiasi categoria dalla A alla E».
Il caso delle famiglie della Banca d'Italia è esploso quando con la riapertura al traffico di via XX settembre il Comune ha revocato la zona rossa in quella zona e tutte le famiglie si sono viste sospendere dalla graduatoria per l'assegnazione degli alloggi antisismici del progetto Case.
Da quanto denunciato, dall'ordinanza rimangono fuori le case A i cui occupanti non possono rientrarvi perché la banca d'Italia sta facendo i lavori e la strada è chiusa per motivi di sicurezza.
«Ad oggi non sono stati presi provvedimenti e la Protezione civile, non sapendo cosa fare e consapevole della relazione della banca d'Italia, ci risponde di rivolgerci al sindaco il quale, inspiegabilmente, non vuole dichiarare nulla in merito - spiegano arrabbiati i cittadini in questione -. E' impossibile la situazione che si è venuta a creare: un appartamento dichiarato A - in questo caso inagibile con relativa documentazione della Banca d'Italia che ne specifica lo stato di non abilitabilità, possa avere l'autorizzazione di rientrare in casa e magari l'appartamento che si trova di fianco o al piano di sopra classificato B venga considerato in zona rossa con la reintegra nelle graduatorie del progetto Case».
I residenti chiedono al più presto risposte chiare e precise dal primo cittadino: «il sindaco ci dovrà spiegare come all'interno di una zona rossa si possano fare queste differenze senza tener conto delle informazioni tecniche che gli sono state fornite dalle persone autorizzate ai sopralluoghi».
Gli inquilini della case classificate A chiedono anche l'intervento del presidente del consiglio Berlusconi «per questa vergognosa condizione».

03/12/2009 10.07
[pagebreak]

RETTORE L'AQUILA: «STUDENTI DIMENTICATI DA REGIONE»



L'AQUILA. La ripartenza dell'università aquilana è uno dei punti più difficili del post terremoto.
Ancora tante le richieste del rettore e degli studenti che vivono in questo inizio di anno accademico ancora in una fase di piena emergenza.
«Ancora una volta mi trovo costretto a segnalare l'assenza della Regione Abruzzo nei confronti del diritto allo studio».
Lo ha detto il rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando di Orio a margine della cerimonia di consegna dei buoni libro a 980 matricole dell'ateneo, attraverso l'iniziativa, "Ricominciamo da te!", promossa da Manageritalia, Ali e Cambiasso Risso.
Le iniziative sono tante, così come la solidarietà mostrata nei confronti dell'Ateneo che prova a ripartire. Ma i problemi più gravi stentano ad essere risolti.
«Quando sabato scorso ho visto entrare qui i primi studenti - ha spiegato il rettore - negli alloggi che abbiamo messo a disposizione alla Reiss Romoli, avevo quasi le lacrime agli occhi».
Un traguardo importante, raggiunto dopo tanta fatica che otto mesi fa sembrava decisamente impossibile.
«Purtroppo però - ha aggiunto - dobbiamo constatare dei ritardi negli interventi per il diritto allo studio anche per quello che concerne il servizio mensa».
«Dallo Stato - ha proseguito il rettore - abbiamo avuto un segnale importante con l'esonero delle tasse, nulla in tal senso arriva dalla Regione che doveva essere il primo ente a venire incontro all'ateneo del capoluogo».
La scorsa settimana il rettore di Orio aveva chiesto al presidente della Giunta, Gianni Chiodi, di cancellare la tassa regionale di iscrizione.

Nei giorni scorsi la Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila è diventata socio della Fondazione degli studi dell'Universita' dell'Aquila.
Alla base della scelta della Fondazione del piu' grande istituto bancario del territorio, la volonta' di dare linfa al sistema universitario aquilano, colpito duramente dal sisma.
Per questo la Fondazione Carispaq si e' impegnata a versare una quota d'ingresso pari a 100 mila euro come "una tantum", mentre 10 mila euro sono stati erogati per il fondo gestione del 2009.
«I problemi in questo momento - ha detto il Rettore Ferdinando Di Orio - sono le risorse umane dobbiamo in questo momento mettere in piedi progetti che puntano a mantenere i nostri giovani sul territorio. Per me investire nelle intelligenze, e' il vero problema che ci sara' nei prossimi mesi, quindi dobbiamo mantenere qui quanto piu' possibile i giovani per fare insieme progetti di rilancio del territorio aquilano».

03/12/2009 10.25