Inchiesta nuova Casa dello Studente sollecitata da Corte dei Conti di Milano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Prosegue l'inchiesta avviata nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica dell'Aquila, sulla recente realizzazione della nuova Casa dello studente, a Coppito.

Se per il presidente della Lombardia si tratta di un fuoco di paglia alimentato da un «clima pre elettorale» la Procura dell'Aquila conferma che ci sono indagini in corso.
Indagini che sarebbero partite dopo lo stanziamento di 7 milioni e mezzo di euro da parte della Regione Lombardia per l' edificio sorto su un terreno della Curia aquilana che ne sarà gestiore per trent'anni prima di diventarne legittimo proprietario.
Il Procuratore capo Alfredo Rossini ha aggiunto che l'inchiesta si trova ancora in una fase embrionale in cui è assolutamente prematuro parlare di avvisi di garanzia.
Rossini ha anche spiegato che è stata la Corte dei Conti di Milano, in virtù dell'erogazione dei fondi pubblici per la realizzazione della nuova casa dello studente, a sollecitare i controlli e il corretto utilizzo degli stessi.
Ad inaugurare la struttura era stato lo stesso Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
Intanto il consigliere Cesare D'Alessandro dell'Idv continua a chiedere perchè il Pdl abbia bocciato la Commissione regionale sul terremoto.
«Sono trascorsi sette mesi da quando Giorgio De Matteis, vicepresidente del Consiglio regionale, propose di istituirla», ricorda il consigliere.
Uno strumento che sarebbe servito per controllare la gestione dell'emergenza e la ricostruzione delle zone terremotate.
«Chiodi e la sua Giunta si opposero», ricorda D'Alessandro, «e i consiglieri regionali del Pdl, primo fra tutti Giuliante, ritirarono la loro firma e non se ne fece nulla. Oggi i carabinieri indagano sugli appalti del dopo sisma. Di fronte a ciò il Consiglio regionale tace, perché grazie al veto di Chiodi è all'oscuro di tutto. Il Pdl si limita a fare quadrato sul suo assessore, addirittura si indigna se Costantini chiede a Venturoni di fare un passo indietro e di pensare solo a difendersi. Se invece fosse stata approvata la proposta De Matteis, oggi il Consiglio regionale avrebbe potuto, com'è giusto, dare il proprio parere, la propria opinione».

SIT-IN STUDENTI DEL COMMERCIALE PER NUOVA SEDE

E se i mesi passano non si esauriscono tutte le situazioni di emergenza.
«Che fine faremo a gennaio?», si legge in uno striscione che gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale hanno esposto ieri mattina nei pressi della loro sede provvisoria nel quartiere di Acquasanta.
Gli studenti, 160 circa, sono ospiti attualmente dell'Istituto industriale, ma non è stata comunicata la futura ubicazione della scuola, anche alla luce con l'accorpamento con l'Itas, sotto la direzione della preside Pasqualina Tarullo.
Per l'Itas - ospite attualmente dei locali del Liceo Scientifico e dell'Istituto per geometri - è previsto un Musp che verrà consegnato entro gennaio.
Nulla si sa, invece, per l'Itc.
«Ci hanno detto - spiegano i ragazzi - che probabilmente prenderemo il posto dell'Itas qui ad Acquasanta, ma nessuno sa darci una risposta. Intanto, la preside non ci fa fare assemblea d'Istituto perché non c'é neanche un'aula per farla».

SCOPERTI SCHELETRI E MUMMIE SOTTO CHIESA CROLLATA

Sono saltati fuori scheletri e resti di cadaveri mummificati sotto al pavimento della chiesa di San Giovanni evangelista, nella frazione Casentino di Sant'Eusanio Forconese , uno dei Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso.
La chiesa, di cui sono rimaste in piedi parte della facciata, la parete destra e l'abside, si trova nella "zona rossa" del paese, ma i resti umani si vedono comunque a occhio nudo in fondo a un cunicolo protetto da travi di legno.
I resti, in una fossa comune, sono emersi a seguito dei crolli avvenuti con il sisma, che ha provocato danni seri in tutta la frazione, attualmente disabitata.
Alcuni residenti, una ventina, si trovano ancora in una tendopoli allestita a 500 metri dal nucleo del paese.
Si tratta dell'ultimo campo di assistenza ancora in piedi, dopo che quello della vicina Fossa è stato oggi ufficialmente chiuso.

01/12/2009 9.23
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INQUILINI ATER, NASCE IL COMITATO DI CONTROLLO

L'AQUILA. La ricostruzione e la messa in sicurezza degli alloggi pubblici danneggiati dal terremoto non è ancora iniziata, anche se sono stati resi disponibili ben 150 milioni di euro.
«I cantieri però non partono lo stesso», denuncia Pio Rapagnà, coordinatore regionale di Mia Casa d'Abruzzo.
«Ci vorrebbe una legge regionale come in Umbria ed in Friuli, anche per evitare che le aree su cui insistono le case popolari ed ex-Gescal prendano il volo verso altre destinazioni urbanistiche di maggiore appetibilità privata e speculativa».
Il commissario dell'Ater dell'Aquila, avvocato Merli, intervenuto nel dibattito, ha offerto disponibilità ed apertura democratica, concordando in pieno sulla messa in sicurezza effettiva di tutto il patrimonio residenziale pubblico all'Aquila e non solo, anche se l'Ater - e non se ne capisce il perché - potrebbe esser estromessa dagli appalti per gli alloggi e gli edifici pubblici classificati "E" ed “F”.
Il geologo Moretti, dell'università dell'Aquila, ha illustrato interessanti dati sulla importanza dello studio geologico del terreno, in mancanza del quale tutta la ricostruzione potrebbe essere vanificata.
Ha esposto, come esempio, i risultati di una indagine effettuata presso gli edifici “ex-Moro” acquisiti dall'Ater e sulle amplificazioni sismiche locali dei terreni, da cui trarre criteri per la ricostruzione, proponendo il ricorso a smorzatori sismici i quali sono però efficaci solo in presenza di una indagine geologica approfondita e non meramente formale: in pratica «non si può ricostruire senza sapere come reagisce il suolo», ha dichiarato.
Al termine dell'incontro il Mia Casa ha costituito un “comitato di controllo” nei confronti della ricostruzione e degli atti relativi messi in campo dalla Regione e dai Comuni del cratere, mentre ogni settimana ci sarà una verifica della situazione con l'Ater e con coloro che saranno incaricati della messa in sicurezza degli alloggi A-B e C e della ricostruzione degli alloggi classificati E ed F.
A questo riguardo, nel corso dell'incontro è stato reso noto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha stabilito con una Ordinanza che il Commissario delegato e presidente della Regione Gianni Chiodi ed il vice-commissario delegato e sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, entreranno in funzione a partire dal 1° gennaio 2010: «ciò significa», continua Rapagnà, «sino ad oggi tutte le responsabilità dei lavori che si dovevano fare alle case popolari erano della Protezione Civile, mentre gli amministratori comunali, provinciali e regionali hanno svolto solo “funzioni di contorno” ed hanno assistito alle operazioni del Governo nazionale e della Protezione Civile».
Il Mia Casa ha deciso di «sollecitare e sostenere» i commissari delegati e gli enti regionali e comunali preposti alla ricostruzione, mentre una delegazione di Inquilini e Assegnatari sarà presente a tutti i lavori della 2^ Commissione permanente e del Consiglio Regionale presso il Palazzo dell'Emiciclo della Villa Comunale per assistere ai loro lavori gia a partire da martedì 15 dicembre, mentre con una «specifica petizione» firmata dai delegati presenti all'incontro, è stato inoltrata una richiesta ufficiale di incontro collegiale con il presidente della Regione, il presidente della 2^ Commissione permanente, l'assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa, il sindaco ed il Prefetto dell'Aquila.
01/12/09 11.40