Scossa 3.2 nell'aquilano. Oggi chiude l'ultima tendopoli

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata avvertita alle 21,12 di ieri dalla popolazione della provincia dell'Aquila. * L'AQUILA, TRIBUTI SLITTANO A GIUGNO. APPALTI: «BERLUSCONI NON MOLLA L'OSSO»
Le località prossime all'epicentro sono: Poggio Picense, Fossa e Sant'Eusanio Forconese. Ma la scossa è stata avvertita distintamente anche tra Onna e Barisciano, epicentro del terremoto del 6 aprile.
Panico tra gli sfollati che vivono nelle case e negli alberghi che si sono riversati per strada nonostante il freddo pungente.
Cresce l'ansia di chi, dopo sette mesi in tenda, è tornato a vivere sotto un tetto di cemento.
E proprio oggi chiuderà la tendopoli di Fossa, l'ultimo campo di assistenza, insieme a quello di Casentino - frazione di Sant'Eusanio Forconese - ad avere ancora le tende montate.
In questo caso, è stato proprio il sindaco di Fossa, Luigi Calvisi, a chiedere alla Protezione civile la possibilità di posticipare lo smantellamento.
Tra sabato e domenica, infatti, si è conclusa la consegna dei 33 moduli abitativi provvisori del nuovo villaggio, realizzato con il contributo dell'Associazione nazionale alpini (Ana).
Proprio questa mattina il presidente nazionale dell'Ana, Corrado Perona, sarà in paese per un incontro.



Poi l'ultimo pranzo nel campo di assistenza, aperto a tutti gli abitanti.
Intanto un gruppo di abitanti di Roio ha denunciato invece di aver visto alcuni operai al lavoro su due case da ristrutturare rompere le tegole sul tetto allo scopo di peggiorare le condizioni degli stabili.
IL documento è stato inviato al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta, dopo che il mancato pronunciamento del Comune.
Il folto gruppo di terremotati si è visto sospendere l'assegnazione degli alloggi antisismici del progetto Case nella cui graduatoria era stato inserito perché via XX settembre era zona rossa.
La problematica, insieme al disappunto degli abitanti del quartiere, è esplosa dopo che con la riapertura al traffico di via XX settembre il Comune ha revocato la zona rossa in quella zona.
I cittadini stanno protestando per chiedere un provvedimento che faccia chiarezza sui loro diritti. Gli alloggi del progetto Case si sarebbero dovuti consegnare nei primi giorni di dicembre: tra l'altro, il quartiere è chiuso con un presidio dell'esercito perché la Banca d'Italia sta effettuando i lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione per cui nessuna casa, anche quelle classificate A, hanno l'agibilità.
E secondo la norma attuale entro 15 giorni si deve rientrare nella case A, «un fatto - denunciano gli abitanti del quartiere - impossibile al momento».



Nel quartiere ci sono case classificate A, B, C ed E.
«Abbiamo chiesto chiarimenti a Comune e Protezione civile che continuano a prenderci in giro - protestano i cittadini -. Ci domandiamo perché dopo sette mesi di sofferenza dobbiamo subire quest'altra ingiustizia ed assistere ad uno scaricabile che tira in ballo la Banca d'Italia accusata di non aver finito in tempo i lavori. Vogliamo sapere se siamo o no ancora zona rossa e conseguentemente quali sono i nostri diritti e quindi dove dobbiamo vivere nei prossimi mesi in attesa dell'agibilità delle nostre case. Se neanche Letta ci risponderà, ci rivolgeremo a Berlusconi».

30/11/2009 9.19



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L'AQUILA, TRIBUTI SLITTANO A GIUGNO. APPALTI: «BERLUSCONI NON MOLLA L'OSSO»

L'AQUILA. Slitterà a giugno del prossimo anno l'inizio del pagamento degli arretrati di tributi e contributi non versati nelle zone in Abruzzo colpite dal terremoto.
A stabilirlo, a quanto si è appreso, è un emendamento del governo alla Finanziaria. Il testo prevede anche che le somme siano versate in sessanta rate mensili.
L'Azienda della mobilita' aquilana (Ama) ha invece annunciato di voler mettere in cassa integrazione 40 dipendenti.
Alla base del provvedimento, il mancato pagamento di oltre due milioni di euro da parte del Comune.
La decisione e' stata data da Olivo Ciccarelli, presidente dell'Ama.
«La Regione Abruzzo - ha detto Ciccarelli - ci ha fatto sapere che dovranno ridurre i costi, cio' significa che non manca l'intenzione di aumentare il fondo nazionale per i trasporti».
Il presidente dell'Ama ha quindi rivolto un appello perchè i due milioni di euro necessari per il pareggio di bilancio della municipalizzata aquilana, vengano presi dai fondi a disposizione della Protezione civile, in considerazione delle difficoltà economiche in cui versa il Comune dell'Aquila. Luigi Fabiani, consigliere dell'Ama, si è detto contrario all'utilizzo della cassa integrazione: «va ad umiliare i dipendenti che dal 6 aprile non hanno mai interrotto il servizio pubblico».
Fabiani ha poi criticato le scelte della Regione Abruzzo e del Comune di eliminare alcune corse: «in un momento in cui la città sta soffrendo terribilmente il caos del traffico dei mezzi privati, un servizio come quello del trasporto pubblico dovrebbe essere incrementato. Chiederemo - ha concluso Fabiani - un consiglio comunale straordinario per capire sia l'orientamento dei politici locali ma anche regionali».

COSTANTINI (IDV): «BERLUSCONI NON MOLLA L'OSSO

Intanto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha firmato l'ordinanza ‘Governance' per la ricostruzione de L'Aquila.
Il sindaco Cialente avrà, tra gli altri, il compito di assicurare «l'armonica ricostruzione del tessuto urbano abitativo».
«Questa è una impresa titanica per chiunque, come me», spiega il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini, «ritenga che l'armonia del tessuto urbano abitativo della Città de L'Aquila risulta ormai irrimediabilmente sfregiata dalla nascita improvvisa di 19 nuovi quartieri fatti di sole case, forse più che dallo stesso terremoto».
Chiodi avrà, invece, le funzioni e i poteri già assegnati al Dipartimento della Protezione Civile con le diverse ordinanze adottate dallo scorso 6 aprile.
Non tutti, però.
«Le gare di appalto», denuncia Costantini, «continueranno a essere gestite al di fuori dell'Abruzzo.
Se ne occuperà il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche che, come la Protezione Civile di Bertolaso, dipende direttamente dal Governo e risponde esclusivamente al Governo.
Forse Berlusconi avrà pensato che nell'organizzazione degli appalti e dei subappalti i rappresentanti del PdL sul territorio non hanno sufficiente esperienza e, soprattutto, combinano qualche ‘pasticcio' di troppo», continua Costantini.
«O semplicemente avrà pensato che chi ci mette i soldi deve anche potersi gestire gli appalti.
Quel che e' certo e' che la ‘nebbia' sulla conduzione degli appalti denunciata ormai anche da esponenti delle associazioni regionali dei costruttori non potrà diradarsi neppure nei prossimi mesi».

30/11/2009 9.22