Inchiesta anche su nuova Casa Studente. Formigoni: «polverone pre elettorale»

Alessandro Biancardi

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Inchiesta anche su nuova Casa Studente. Formigoni: «polverone pre elettorale»
L'AQUILA. Nuova tempesta giudiziaria in arrivo sull'Aquila del dopo terremoto. La procura della Repubblica dell'Aquila sta indagando sulla vicenda della nuova casa dello studente realizzata dalla Regione Lombardia, con una spesa di 7,5 milioni di euro, su un terreno della Curia dell'Aquila dalla Regione Lombardia.
La conferma arriva dal procuratore capo dell'Aquila, Alfredo Rossini, che parla di «attenzioni della procura».
Dopo l'inchiesta sui crolli partita subito dopo il 6 aprile, dopo il filone della Procura di Pescara su presunti appalti pilotati (5 indagati e due arresti), ora è ancora la magistratura del capoluogo a muoversi per fare chiarezza su aspetti poco chiari.
L'attività di indagine sulla nuova case dello studente è partita di recente: secondo quanto si è appreso ci sarebbero stati degli esposti che avrebbero sottolineato l'anomalia.
La procura dell'Aquila ha anche confermato che è stata inviata una relazione alla Procura della Corte dei Conti per la verifica dell'ipotesi di danno erariale.
La casa dello studente è destinata a sostituire quella di via XX settembre, crollata il 6 aprile scorso, dove sono morti otto giovani.
L'iniziativa era stata annunciata in un evento per la firma del contratto di programma che si era svolto alla fine di giugno scorso all'Aquila alla presenza del governatore lombardo Roberto Formigoni e dell'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, il sindaco del capoluogo Massimo Cialente e Gianni Chiodi.
Aveva già fatto discutere il fatto che il supervisore del progetto fosse Antonio Rognoni, dirigente della Regione Lombardia, scelto direttamente dal presidente Formigoni per seguire il progetto.
Il contratto prevede la concessione in comodato del terreno per 30 anni, trascorsi i quali, la Curia diventerà titolare dell'immobile.
«Nessuno alla Curia arcivescovile dell'Aquila è a conoscenza di questa inchiesta», ha detto il direttore dell'ufficio comunicazione sociale diocesano, don Claudio Tracanna.
L'inchiesta è contro ignoti, non essendo ancora state individuate responsabilità da parte di persone, non ci sono avvisi di garanzia: per questo gli enti coinvolti nell'indagine non hanno notizie ufficiali. Prima che vengano contestate delle violazioni a persone dovrebbero passare alcuni mesi.
Le ipotesi di reato sono quelle di peculato e di distrazione fondi pubblici, ma secondo quanto si è appreso i magistrati attendono i risultati della procura della Corte dei Conti perché considerano più grave il reato di danno erariale, in quanto l'ipotesi è la realizzazione di una struttura pubblica su un terreno privato.
Intanto è in atto un dibattito molto serrato su quale ente dovrà gestire la nuova casa dello studente, che non è stata affidata all'ente competente, l'azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu), ma al Comune dell'Aquila.
In tal senso il commissario dell'Adsu, Francesco D'Ascanio, nei giorni scorsi aveva auspicato una sinergia tra gli enti e un coordinamento per i 120 posti letto da assegnare agli studenti. Non è chiaro se l'inchiesta influirà sui tempi di attivazione della nuova struttura. Gli stessi studenti avevano formulato dieci domande al presidente Chiodi per capire meglio la situazione e per contestare il metodo di gestione.
«Basterebbe conoscere le leggi per mandare direttamente nel cestino esposti e denunce chiaramente infondati», hanno replicato dalla Regione Lombardia la notizia dell'indagine.
«La frenesia di alcune Procure, nel tentare, peraltro vanamente, di mettere sotto accusa l'operato di Regione Lombardia in questo periodo pre-elettorale sta assumendo le dimensioni di una patologia - si legge nella nota -. Basterebbe conoscere le leggi per vedere che esse sono correttamente applicate. Basterebbe conoscere le leggi per mandare direttamente nel cestino esposti e denunce chiaramente infondati. Povera Italia».
«Io e Regione Lombardia - osserva il governatore Roberto Formigoni - siamo molto orgogliosi di ciò che abbiamo fatto a L'Aquila».
Il terreno «non è diventato edificabile - prosegue la nota - se non esclusivamente per uso pubblico di residenza universitaria».
Fra trent'anni tornerà alla Diocesi «com'é normalissimo che sia» e come è stato concordato fra tutti gli enti pubblici.
«Nel frattempo - sottolinea la Regione - migliaia e migliaia di studenti avranno avuto un alloggio e la possibilità di studiare a L'Aquila, in un ambiente adatto e culturalmente stimolante. Tutto ciò è esempio preclaro di denaro ben speso per il bene pubblico».

30/11/2009 9.19

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