Terremoti, Ingv: «monitoraggio e ricerca devono restare insieme»

Alessandro Biancardi

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ROMA. I ricercatori dell'Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia sono contro l'ipotesi che monitoraggio sismico e ricerca siano separati. * SETTE EX MINISTRI SI COALIZZANO PER LA RICOSTRUZIONE DEI CENTRI STORICI

Una bozza di decreto legge prevede infatti il trasferimento alla Protezione Civile dell'attività di monitoraggio sismico, le funzioni di sorveglianza sismica del territorio nazionale e di coordinamento delle reti sismiche, fino a oggi di competenza dell'Ingv.
In un comunicato si sottolinea che «storicamente l'Ingv e' stato organizzato in modo tale che la ricerca scientifica fosse alimentata dai dati di monitoraggio dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche e dei fenomeni collegati, come avviene in tutto il mondo. Non puo' esistere progresso nell'area scientifica e in campo sismologico se quotidianamente non si tengono sotto controllo e si studiano i movimenti della terra, piccoli e grandi».
Un principio «ben chiaro fin dalla fondazione dell'Ente nel 1936 voluta da Marconi, ribadito da Zamberletti dopo la tragedia nel 1980 e confermato alla nascita dell'Ingv nel 2000. Basandosi su questo principio, l'Ingv e' divenuto uno dei maggiori istituti di ricerca in campo internazionale».
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sottolinea inoltre che «il connubio tra ricerca scientifica e monitoraggio e' una condizione irrinunciabile per lo sviluppo efficace dei sistemi di rilevazione dei fenomeni fisici (terremoti per esempio) e per l'avanzamento della conoscenza sui processi che avvengono all'interno della Terra. Una rete di osservazione (es. sismica, geodetica, etc) ha bisogno di essere continuamente controllata e migliorata, cosi' come i dati prodotti devono essere continuamente validati ed utilizzati dai ricercatori».
Inoltre «senza questo continuo feed-back non puo' esserci progresso scientifico ne' affidabilità del sistema stesso di rilevamento».
E questo vale per i terremoti «ma e' valido per qualunque laboratorio di ricerca: la rete sismologica nazionale, le reti regionali e locali che l'Ingv per statuto deve coordinare e armonizzare, non sono altro che degli enormi laboratori naturali, che in pochi anni ci hanno permesso di capire moltissimo su cosa accade sotto i nostri piedi, e che potranno in futuro portarci a capire ancora di più il fenomeno del terremoto e a fare previsioni quantitative sugli eventi sismici».
Separare i ricercatori che usano i dati delle reti per studiare i terremoti e l'interno della Terra (guidandone lo sviluppo tecnologico, controllando la qualità dei dati, sviluppando nuovi algoritmi) dalle reti stesse (e dai tecnologi e tecnici che le realizzano, fanno funzionare e migliorano) «sarebbe come separare un chirurgo dai bisturi, un pilota dai meccanici, un avvocato dal Codice Civile».
I ricercatori dell'Ingv rilevano infine che la realtà italiana nelle scienze della Terra viene spesso presa a modello in paesi stranieri proprio perchè l'Istituto, coagulando diverse tematiche all'interno di una singola istituzione, evita da un lato la dispersione di risorse economiche ed intellettuali, e dall'altro ne favorisce la sinergia.
Adesso si vuole cambiare rotta?

26/11/2009 9.03
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SETTE EX MINISTRI SI COALIZZANO PER LA RICOSTRUZIONE DEI CENTRI STORICI

L'AQUILA. Dopo il forfait degli stati che avevano promesso un aiuto per la ricostruzione in occasione del G8, adesso bisogna trovare risorse vere.
«Subito le risorse per finanziare la ricostruzione dei centri storici dell'Aquila e dei comuni colpiti dal sisma, anche ricorrendo ad una tassa di scopo».
È questo l'appello unanime lanciato ieri mattina da alcuni ex ministri dei Beni Culturali, tra cui Alberto Ronchey, Domenico Fisichella, Antonio Paolucci, Walter Veltroni, Giuliano Urbani, Rocco Buttiglione.
All'iniziativa, promossa dall'ex Ministro ai beni Culturali Giovanna Melandri, hanno preso parte anche la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane e il sindaco Massimo Cialente.
«Abbiamo chiesto al governo e al Ministro Bondi- commenta la presidente Pezzopane- che fossero immediatamente individuate le risorse necessarie a finanziare un piano organico per la ricostruzione, non solo per il centro storico dell'Aquila, ma anche per i centri storici degli altri borghi della provincia danneggiati dal sisma. Un patrimonio che non può essere dimenticato. Tra l'altro- ha aggiunto la presidente- trattandosi di patrimonio pubblico, se non ci sono risorse certe, non possono neanche essere avviati i progetti per la ristrutturazione.
Ho rivolto anche un appello a i ministri presenti, che ringrazio per l'impegno, a venire L'Aquila, per una sorta di G7 della Cultura, un summit certamente più domestico, ma forse più risolutivo».

«E' positiva l'iniziativa della Melandri che e' riuscita ha coagulare l'interesse di tutti gli ex ministri Mibac (eccetto Rutelli)», ha commentato Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil Beni e attività culturali. «Tuttavia spiace rilevare che in ambito parlamentare non si abbia alcuna cognizione delle risorse, attualmente insufficienti disponibili, che per i beni culturali sono: 20 milioni di € per il 2009 gia' impegnati per i puntellamenti, 50 milioni di € per il 2010 come promesso da parte di Bertolaso.
In realtà anche per il 2009 erano stati promessi 50 milioni ma ne sono arrivati di meno».
Dal Mibac invece le risorse gia' impegnate sono state: 5 milioni per la realizzazione dell'ex monastero; 4 milioni gia' spesi per la nuova sede dell' archivio di stato e per il funzionamento; 2 milioni per le strutture.
«Per il resto non c'e' nulla», assicura Cerasoli, «e questo dimostra come la somma occorrente di 3 miliardi di € la si possa acquisire ricorrendo soltanto ad un intervento o a una legge speciale che preveda risorse aggiuntive. Ma occorre far presto poiche' con l'imminenza della neve e del cattivo tempo c'e' il fondato rischio che i 3 miliardi di € non saranno piu' sufficenti per la ricostruzione del centro storico».
Ad oggi i puntellamenti del patrimonio storico raggiungono solo il 24,6%, le chiese sono tutte scoperte, le macerie contengono pezzi e frammenti storico artistici.

26/11/2009 9.04