Terremoto, 21 mila persone hanno ancora bisogno della Protezione civile

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A sette mesi e mezzo dal terremoto sono ancora 21.633 i terremotati che rientrano nell'ambito della cosiddetta popolazione assistita.


Lo rende noto la Protezione civile nazionale: dei 21.633, 19.986 sono sistemati tra alberghi e case: 12.007 in alberghi e 7.979 in case private, con la larga permanenza nella provincia di Teramo.
Un gruppo di 1.421 sfollati sono alloggiati in strutture di permanenza temporanea come la scuola ispettori della guardia di finanza a Coppito (1.206) e presso la caserma Campomizzi (215). Nelle tende ci sono solo 226 persone.
Per tutti questi non è ancora ricominciata una vita normale.
Stanno decisamente meglio le oltre 5.500 persone che vivono negli alloggi del progetto Case e circa 480 nelle case in legno.
Queste hanno recuperato almeno un po' di autonomia.
Nel giro di pochi giorni sarà completato il programma di dismissione delle 171 tendopoli: sono otto le aree di accoglienza ancora in funzione.
Per la chiusura definitiva potrebbero passare alcuni giorni in più perché un centinaio di persone del comune di Fossa ha chiesto di poter restare nelle tende perché non è molto lontana la consegna delle case in legno.
Il punto della situazione viene fatto dal responsabile dell'ufficio emergenze del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabrizio Curcio.
«La cose vanno abbastanza bene - spiega Curcio -. Agli inizi della prossima settimana completeremo il programma, ad esclusione della situazione di 100-150 persone nelle tende nel comune di Fossa che hanno chiesto di entrare direttamente nelle case in legno. Nei prossimi giorni andremo a parlare con questo gruppo di persone in quanto non vogliamo far stare le persone in tenda perché con il freddo le condizioni diventano molto difficili».
Ma la chiusura delle tendopoli era stata annunciata per fine settembre: secondo la protezione civile nazionale è slittata per la paura delle persone alla luce di nuove scosse e per la richiesta di alcuni sindaci coinvolti da cittadini che hanno chiesto di allungare il periodo per passare direttamente dalla tenda alla casa in legno.

CHIESTA DEFISCALIZZAZIONE AL GOVERNO

Intanto ieri è stato presentato il Documento per lo sviluppo e l'occupazione nelle aree del sisma sottoscritto, a cui hanno preso parte le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e i parlamentari abruzzesi.
Tante le richieste avanzate: la proroga della sospensione dei versamenti Irpef, di tasse, e mutui, l'approvazione definitiva dei contratti di programma presentati dalle imprese della provincia dell'Aquila e della zona franca urbana, l'individuazione di strumenti di sostegno allo sviluppo e all'occupazione, la proroga della cassa integrazione in deroga, causa sisma, dell'indennità a sostegno del reddito dei lavoratori autonomi che non hanno ripreso l'attività e della disoccupazione ordinaria e speciale, l'accelerazione del pagamento alle imprese che hanno realizzato i lavori in seguito al sisma del 6 aprile.
Il documento verrà trasmesso al Governo e al Parlamento per chiedere, nell'ambito della legge finanziaria, nuovi interventi a sostegno del sistema imprenditoriale, dell'occupazione e dello sviluppo nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile scorso.
«Prima del terremoto il complesso delle attività commerciali produceva mediamente ogni anno un volume d'affari che sfiorava i 450 milioni di euro, oltre un terzo del reddito dell'intero comune dell'Aquila», ha dichiarato Giorgio Rainaldi, presidente della Camera di commercio dell'Aquila, «circa la meta' di questo valore veniva originato dal centro storico. Oggi, solo una modesta parte dei circa 800 esercizi commerciali con sede nella 'zona rossa' (quasi la meta' di quelli dell'intero territorio comunale) ha ripreso le proprie attività collocandosi in spazi autonomi ovvero negli esistenti centri commerciali».
Rispetto ad altre forme di ammortizzatori sociali, alla fine di settembre 2009 risultavano pervenute 7.543 domande relativamente al sostegno per i lavoratori autonomi (800 euro mese); le sospensioni del pagamento dell'IRPEF hanno riguardato 6.500 pensionati e 2.000 persone fisiche; i versamenti contributivi sono stati sospesi nei confronti di 1.300 aziende e 2.600 fra artigiani e commercianti.
«Un quadro», ha affermato Rainaldi, «che rende necessario un ulteriore intervento da parte del Governo a sostegno delle aree colpite dal sisma, per consentire la ripresa dell'economia locale e fare in modo che le imprese possano riorganizzarsi sul mercato e ripartire».

21/11/2009 10.31