Berlusconi torna a L'Aquila: «lungo lavoro per la ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Per le festivita' di Natale saranno riaperte, in Abruzzo, 71 chiese, danneggiate dal sisma del 6 aprile che sono state ristrutturate o sono in corso di recupero.


Lo ha annunciato questo pomeriggio il premier Silvio Berlusconi tornato a L'Aquila per la consegna del nuovo villaggio costruito in collaborazione con la regione Friuli Venezia Giulia a Fossa. Un ritorno seguito in diretta tv dalla trasmissione televisiva di Rai1 La vita in diretta.
L'elenco delle 71 chiese, per la cui ristrutturazione sono stati necessari oltre 6 milioni e mezzo di euro, e' stato consegnato dal presidente del Consiglio al segretario generale della Cei, Monsignor Mariano Crociata.
Le chiese ristrutturate si trovano 29 nella diocesi dell'Aquila, 13 nella diocesi di Sulmona, 5 in quella di Teramo, 11 in quella di Avezzano («quella di Avezzano ne ha un po' di piu'», ha sottolineato Berlusconi scherzosamente, «perche' e' la citta' di Gianni Letta che si e' dato piu' da fare»), 9 a Pescara, 4 a Chieti, mentre per Rieti si sta ancora valutando.
Il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, ha invece annunciato che il governo italiano non ha perso le speranze che paesi e nazioni che hanno partecipato al G8 di luglio all'Aquila adottino monumenti lesionati o distrutti dal terremoto finanziando il loro recupero e il loro restauro.
«Stiamo contattando - ha detto Bondi - paesi e governi che si erano impegnati a contribuire al restauro del patrimonio artistico con l'adozione dei monumenti più importanti come avevano garantito di fare».

«LUNGO LAVORO PER CENTRO L'AQUILA»

Il premier ha poi ammesso che «serve ancora un lungo lavoro per case distrutte e lesionate a partire dal centro de L'Aquila».
Su ogni casa, ha spiegato il premier collegandosi in diretta con il programma di Rai1, «sarà fatta un'analisi per decidere se procedere all'abbattimento o alla ricostruzione, ma dopo la messa a dimora stabile di tutti gli abitanti».
«Siamo partiti subito con le tende e le sistemazioni alberghiere», ha aggiunto, «poi la costruzione delle case con un programma che nessuno credeva realizzabile. Ora pensiamo alle infrastrutture a partire dalle scuole: abbiamo dovuto costruire altre 16 strutture nuove e oggi non c'é un solo alunno nella zona colpita dal sisma che non abbia possibilità di andare a scuola».
La ricostruzione post-terremoto in Abruzzo e' avvenuta senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, ha rivadito il Cavaliere.
«Gli italiani non hanno rinunciato assolutamente a nulla - ha detto - quello che stiamo realizzando e' frutto di risorse derivate dall'abolizione di spese, di sprechi e di privilegi. Questo contrariamente a quanto si era fatto in tutte le altre occasioni, pensiamo che per il terremoto dell'Irpinia ancora oggi c'e' una accisa che si paga sulla benzina. Qui, in Abruzzo, il governo e' riuscito a produrre uno sforzo eccezionale anche dal punto di vista dei costi, con appalti anche per imprese europee, ma con l'impegno a che il 50 per cento dei lavoratori fossero abruzzesi».

PROGRAMMA CASE ANTISISMICHE AL 34%

Il premier ha detto ancora che «ci sono 24mila persone in strutture alberghiere con tutti i comfort a spese dello Stato, 1500 ancora nelle tendopoli ma - ha sottolineato - non per nostra volontà ma per il loro desiderio di restare vicino alla casa nella quale vanno di giorno per poi dormire nella tenda. Mentre le case antisismiche realizzate sono il 34% del programma».
«Abbiamo subito realizzato 120 tendopoli, quindi a 48 ore dopo il sisma - sottolinea Berlusconi - Tutte le case realizzate qui sono case per il futuro. Qui ormai è tutto in costruzione e in pochi mesi sarà completo. Per la primavera sarà immerso nel verde grazie ai prati e agli inserimenti arborei così sembrerà che il villaggio abbia già qualche anno di vita».

04/11/2009 17.25