Smaltimento macerie: 19 denunce. Cisl: «emergenza abitativa»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Diciannove denunce per smaltimento illecito dei rifiuti provenienti da lavori di sistemazione degli edifici danneggiati dal terremoto.



E' questo il risultato di una operazione dei comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato, che operano nel cratere del sisma, con il coordinamento del Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale.
Le ditte durante l'esecuzione dei lavori, non rispettando le leggi vigenti, hanno smaltito illegalmente il materiale proveniente da demolizioni e lavorazioni di opere pubbliche (asfalto, calcinacci, amianto, materiale misto a plastica ed altro) in luoghi non autorizzati quali scarpate, piazzali, aree di sosta , lungo le strade ed in prossimita' di aree destinate ad uso agricolo e/o industriale.
Lo smaltimento illecito e' stato riscontrato in varie localita' di L'Aquila e Comuni limitrofi: Paganica, Campo di Pile, Loc. via Coda Lunga, Fossa, località Acqua Santa, località Le Fontanelle (Pizzoli), località Capaturo (Pizzoli), Sassa -Preturo, Zona Industriale, Capestrano ed in alcune aree all'interno della Citta'.
I Forestali, consapevoli della prevedibile aggressione all'ambiente, dovuta all'intensificarsi delle attività di smaltimento dei rifiuti derivanti dalle demolizioni e del movimento terra prodotto nei cantieri fanno sapere che verrà tenuto alto il livello di attenzione, «operando con la massima comprensione anche nel rispetto degli operatori del settore per salvaguardare non solo l'ambiente e la città ma anche gli interessi delle imprese».
E quella delle macerie non è l'unica emergenza di una città che stenta a ripartire perchè bloccata.
Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, «c'è stata un'evidente sottovalutazione dell'esigenza abitativa, accompagnata da un ritardo nella ristrutturazione delle abitazioni B e C».
«L'emergenza resta», ha sottolineato Spina che ha accompagnato, insieme al segretario regionale Gianfranco Giorgi, la delegazione emiliana nei luoghi- simbolo della tragedia del 6 aprile scorso.
«Il vero problema e' rappresentato dalle risorse per la ricostruzione dell'Aquila e del comprensorio. Il Cipe ha messo a disposizione 4 milioni di euro, ma ne occorrono quasi il doppio. Resta, poi, l'interrogativo su chi gestira' le risorse e la programmazione della ricostruzione generale del centro storico e della citta'».
La delegazione della Cisl dell'Emilia Romagna, capeggiata dal segretario generale, Piero Ragazzini, ha espressamente dichiarato la volontà «di partecipare alla ricostruzione della grande casa della Cisl. Convocheremo le nostre strutture», ha detto Ragazzini, «per valutare lo sforzo economico che la nostra organizzazione e' in grado di sostenere per l'acquisto della nuova sede della Cisl della provincia dell'Aquila».
04/11/2009 17.21