San Salvatore: «lavori in ritardo». Scuole: «piani d’emergenza non idonei»

Alessandro Biancardi

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POST TERREMOTO. L’AQUILA. A sette mesi dal sisma, l'ospedale dell'Aquila è stato ristrutturato solo in minima parte. E nelle scuole difficoltà di gestione dei piani di prevenzione. * A BREVE RIATTIVATA BIBLIOTECA TOMMASI


I lavori all'ospedale San Salvatore procedono a rilento tanto che per stessa ammissione della Regione finora sono stati impegnati solo 5 milioni di euro sui 45 a disposizione.
La denuncia arriva dal segretario regionale Cisl Gianfranco Giorgi.
«Se i soldi non mancano - prosegue Giorgi -, non si comprende come non vengano spesi subito per restituire agli aquilani un bene primario: la certezza di avere un ospedale sicuro e funzionale, dotato di tutti i servizi e le prestazioni che aveva prima del sisma».
Oggi, secondo Giorgi, non è così: «siamo ben lontani dai 460 posti assicurati dall'assessore entro il 2010. E siamo anche lontani al traguardo dei 350 posti letto promessi entro il 31 dicembre di quest'anno».
Il segretario Cisl invita quindi l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni a risolvere i problemi della sanità aquilana: «il pronto soccorso ancora sotto le tende - dice -, la mensa in un container, i posti letto passati da 460 a 160 con l'emergenza in atto legata al virus dell'influenza A, i primari che vogliono scappar via perché inascoltati, medici e infermieri sottoposti a turni massacranti, reparti compressi in pochi metri quadrati. La lista è lunga - conclude Giorgi -, ma quanto elencato finora è sufficiente a far capire come l'assessore alla sanità si sia adoperato davvero poco per L'Aquila e gli aquilani».

PRC RINCARA LA DOSE

Rincara la dose il consigliere comunale del Prc Enrico Perilli: «la situazione della sanità aquilana, già al collasso per quanto riguarda l'ospedale San Salvatore, presenta situazioni di estrema criticità anche all'interno del complesso di Collemaggio».
«Qui, all'interno di un container - spiega - sono ospitati gli ambulatori della medicina legale, in uno spazio angusto e inadeguato che non consente neanche di ricavare una sala d'attesa. Così gli utenti, che in molti casi sono anziani, disabili, bambini autistici, persone in carrozzella o comunque con problemi, anche gravi, di deambulazione, sono costretti ad attendere il proprio turno, per ore, all'aperto. Il che vuol dire, in questo periodo, restare per ore al freddo o sotto la pioggia. Si può immaginare cosa accadrà con l'avanzare della stagione invernale. Nonostante il lodevole impegno del personale medico e paramedico questi disagi aggravano una situazione già di per sè estremamente problematica per gli utenti. Ci domandiamo - osserva infine Perilli - se, a sette mesi dal sisma, sia ancora tollerabile una situazione del genere e se sia possibile che gli ambulatori di medicina legale, che hanno una funzione fondamentale per gli utenti e che sono tra i più frequentati, non abbiano trovato una sede, ancorchè provvisoria, più dignitosa e rispettosa della salute stessa dei cittadini».

«PIANI DI EVACUAZIONE NELLE SCUOLE NON IDONEI»

Difficile anche la situazione nelle scuole, da quanto emerge dalle denunce del comitato "Scuole sicure" che parla di difficoltà di gestione dei piani di prevenzione nelle scuole dell'Aquila, in vista di un evento sismico.
«Nonostante l'impegno preso dal Direttore scolastico regionale, Carlo Petracca, e dal prefetto, Franco Gabrielli - si legge in una nota - in relazione ai corsi di formazione e ai piani di evacuazione fondamentali per lo sviluppo della cultura del comportamento in casi di emergenza, dobbiamo sottolineare che le cose non sono state affrontate con la tempestività e l'attenzione che il contesto richiede».
In alcune scuole, spiegano dal comitato, una o due prove di evacuazione avrebbero messo a nudo le difficoltà di gestione dei piani di evacuazione nei plessi molto affollati come le scuole superiori.
«Le prove non sono andate bene», denunciano dal comitato, «sono state gestite in modo confuso ed i ragazzi in alcuni piani di sono ritrovati ammassati o nei corridoi o davanti l'uscita di sicurezza, mostrando così la loro scarsa preparazione».
Il comitato, composto principalmente da professori aquilani, é tornato a chiedere maggiori garanzie sulle certificazioni relative agli interventi antisismici.
Scettico di queste proteste il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli che rileva «come sia singolare» che a fronte «della piena e totale disponibilità finora dimostrata», «si debba invece osservare che eventuali difficoltà riscontrate nel percorso adottato vengano immediatamente messe in rilievo non con gli stessi interlocutori istituzionali lungamente invocati e che prontamente sono intervenuti, bensì esclusivamente con gli organi di informazione».
«A questo punto», sostiene Gabrielli, «sorge legittimo il dubbio che la volontà maggiore dei rappresentanti dello stesso Comitato sia rappresentata non già dal risolvere di comune intesa le problematiche sollevate, ma sia piuttosto quella di apparire quanto più possibile nelle cronache dei mass media cittadini».

04/11/2009 8.47

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A BREVE RIATTIVATA BIBLIOTECA TOMMASI


L'AQUILA. Grazie all'intesa siglata ieri mattina presso la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito tra la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, il vice commissario per i Beni Culturali Luciano Marchetti e il direttore Generale per le Biblioteche, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Maurizio Fallace sarà possibile a breve riattivare la Biblioteca Provinciale Salvatore Tommasi.
La nuova sede della Tommasiana sorgerà a Bazzano, nei pressi del Nucleo Industriale, in via Niccolò Copernico.
Nella stessa zona sorgono già la sede dell'Archivio di Stato, la Facoltà di Lettere e la Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici, con lo scopo di creare un polo culturale e documentaristico.
In base all'accordo, la Provincia dell'Aquila si impegna ad acquisire la disponibilità del suddetto immobile con il supporto finanziario del Dipartimento Protezione Civile Nazionale e, una volta realizzata la sede provvisoria a Bazzano, a riprendere la gestione ordinaria della Biblioteca Provinciale in attesa dei necessari restauri nella sede storica.
Il vice commissario per i Beni Culturali si impegna al trasporto e alla ricollocazione del materiale librario, all'acquisto delle scaffalature per la sede provvisoria della Biblioteca, alla schedatura dei ben 200.000 libri trasferiti, alla revisione dei cataloghi, alla verifica e valutazione dei danni subiti dal materiale, alla progettazione e realizzazione di interventi di restauro del materiale.
La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali finanzierà gli interventi di ripulitura e restauro dei libri, nonché degli acquisti che saranno realizzati dall'ufficio del vice commissario per 400.000 euro.

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