Inchiesta crolli, ascoltato primo indagato. Si continua oggi e domani

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1780

L'AQUILA. Vincenzo Mazzotta, dirigente del Settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell'Aquila, è il primo indagato ascoltato dalla procura.


Nonostante i primi interrogatori fossero stati fissati per questa mattina, il dirigente è stato già ascoltato nei giorni scorsi dal pm Fabio Picuti titolare dell'inchiesta.
E' stato lo stesso indagato per omicidio colposo in relazione al crollo del Convitto nazionale a chiedere ed ottenere di essere interrogato prima della convocazione ufficiale fissata per oggi.
Il dirigente si e' presentato con carte alla mano che comprovano le opere eseguite negli anni passati dall'amministrazione provinciale, che sul Convitto nazionale aveva un ruolo di gestore e non di proprietario.
Lavori di manutenzione, secondo il dirigente, che rientravano nella programmazione triennale della Provincia.
Stamattina sarà invece la volta di Livio Bearzi, dirigente scolastico del Convitto nazionale in cui a seguito del crollo del 6 aprile, morirono tre giovani, mentre un quarto rimase gravemente ferito.
Il reato ipotizzato per Bearzi e Mazzotta è quello di omicidio colposo.
Sabato invece sara' la volta dei 15 indagati per il crollo della Casa dello studente in cui morirono otto universitari.
Per tutti i reati contestati sono quelli di disastro, omicidio e lesioni colposi.
Il 5 novembre verranno ascoltati infine Luca Valente e Luca D'Innocenzo, rispettivamente direttore ed ex presidente dell'Azienda per il diritto allo studio che aveva in carico la Casa dello studente di via XX Settembre.
Di sicuro non si presenterà davanti ai magistrati l'89enne Carlo Botta per motivi di salute.
«Non è in condizioni di essere interrogato», ha spiegato il legale massimo Carosi, che prende posizione sui capi di imputazione.
«Dalla lettura dell'accusa, così come configurata, appare che l'ingegnere botta che all'epoca del progetto era uno dei professionisti più prestigiosi dell'Aquila e provincia abbia redatto un progetto da incompetente. Il che non è credibile».
Carosi ha aggiunto «che intendiamo pur non presenziando all'interrogatorio per mortivi di salute, difenderci a spada tratta».
«Ci dispiace per le vittime, siamo contriti per la giovani vite spezzate, ma il crollo non ha niente a che vedere con responsabilità dei progettisti».
Il 6 e il 7 novembre prossimi sarà la volta dei nove indagati per il crollo della sede della facoltà di ingegneria a Roio. Gli interrogatorio hanno una funzione investigative quindi le posizioni potrebbe alla fine uscire diversificate.
Intanto gli agenti della Squadra mobile della Questura, insieme ai periti nominati dalla Procura, hanno effettuato una serie di sopralluoghi per dare inizio ad accertamenti peritali piu' approfonditi in via Campo di Fossa dove morirono numerose persone.
Sono cominciati ieri mattina, ad opera dei consulenti nominati dalla procura della Repubblica dell'Aquila, i sopralluoghi tra le macerie dello stabile di via Campo di Fossa, una traversa di via XX settembre, un palazzo letteralmente imploso in occasione della tragica scossa, nel quale sono morte oltre venti persone.
I consulenti sono stati accompagnati dagli uomini dell'interforze della polizia giudiziaria e dai vigili del fuoco.
I rilievi per stabilire le cause dei crolli sono stati già effettuati nello stabile in via XX settembre 123, altro stabile imploso, dove ci sono state diverse vittime.
La procura sta direzionando le attenzioni sui condomini crollati dove ci sono stati più morti; indagini che costituiranno i filoni di inchiesta che seguiranno il caso dell'ospedale San Salvatore.

30/10/2009 10.20