Influenza A. Cialente preoccupato: «qui si rischia la pandemia»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ preoccupato il sindaco Cialente per l’influenza H1N1 che si sta sviluppando velocemente in Italia e ha già fatto 5 vittime. Per il Ministero della Salute è tutto sotto controllo ma a L’Aquila, sostiene il primo cittadino, le cose potrebbero andare diversamente. *GIOVANE ITALIA: «SINDACO E GIUNTA SI DIMETTANO» *TERREMOTO E SOLIDARIETÀ, 36 MONUMENTI “ADOTTATI”…E ABBANDONATI

Il vero rischio per Cialente, che ieri ha espresso i suoi dubbi, sono le aree terremotate, mentre l'ospedale del capoluogo abruzzese è ancora parzialmente inagibile e decine di tendopoli sono ancora aperte.
Una situazione decisamente diversa dal resto d'Italia dove probabilmente, come assicurato più volte dal Ministero non si correranno rischi eccessivi.
«Già durante l'estate – ha spiegato il sindaco - avevo scritto al viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, per chiedere un sostegno nel gestire un'eventuale emergenza relativa alla diffusione del contagio. Mi chiedo ora cosa si stia facendo per scongiurare questo rischio».
Cialente si è detto preoccupato anche per le numerose occasioni di promiscuità dovute alla situazione post-sisma.
«Molte persone - ha detto - viaggiano ogni giorno dalle strutture alberghiere della costa o del resto della provincia, utilizzando mezzi pubblici e condividendo servizi. Per questo motivo, il rischio di contagio è potenzialmente maggiore. A ciò bisogna aggiungere - ha concluso - che il nostro ospedale cittadino non è in condizioni tali da ospitare molti ricoveri».

DIFFICILI CONDIZIONI DI LAVORO: 50 CERTIFICATI AL GIORNO

Anche senza influenza A le condizioni di lavoro dell'Asl aquilana sono difficili a causa degli oltre 50 certificati medici presentati dal personale ogni giorno: è quanto accade al San Salvatore dal 6 aprile scorso. Un cane che si morde la coda perché la colpa, secondo il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, sarebbe delle difficili e precarie condizioni di lavoro.
«Già nella fase immediatamente successiva al sisma - afferma Giorgi - si è registrata una difficoltà oggettiva nella gestione del personale della Asl, dislocato in diverse zone dell'Abruzzo. Una mobilità momentanea favorita dallo stesso assessorato alla sanità della Regione, che ha concesso i nullaosta ai trasferimenti e che, già da allora, delineava una qualche volontà di procedere al depotenziamento e ridimensionamento dell'ospedale aquilano».
Secondo Giorgi le condizioni in cui operano i dipendenti della Asl «non sono ottimali: la grande mole di certificati medici è dovuta, in parte, alle condizioni inadeguate e poco idonee in cui si trovano ad operare medici, infermieri, tecnici, ausiliari e amministrativi del San Salvatore».
Per mesi, in estate hanno sofferto la calura sotto le tende, lavorando anche a 40 gradi.
Oggi accade l'opposto: esistono ancora reparti e divisioni mediche costrette ad operare in condizioni precarie, nei container e senza una sede stabile.
Un esempio è il pronto soccorso, in parte ancora dislocato sotto una tenda, dove giorni fa sono stati registrati appena 4 gradi durane la notte.
Il laboratorio analisi lavora in un piccolo container, centralino e direzione sanitaria sono sotto le tende, come molti altri uffici amministrativi e servizi
Una condizione che pesa ulteriormente sui lavoratori, già provati dal sisma del 6 aprile scorso

« PERICOLOSO FONDERE ADESSO 6 ASL ABRUZZESI»

Intanto Cialente dice no alla fusione delle Asl abruzzesi in un'unica realtà: «sarebbe sbagliato e pericolosissimo, anche per tutti gli equilibri politici ed economici».
«Viviamo ancora una fase di emergenza - ha detto Cialente -, una fase di debolezza per il nostro ospedale, che deve far fronte a una serie di problemi strutturali provocati dal terremoto. Per questo è quantomeno prematuro affrontare un processo di fusione, che comunque auspichiamo, ma rimandiamo a una fase successiva».
Al momento, secondo molti sindaci del cratere sismico, la priorità è rimettere in piedi l'ospedale San Salvatore.
«Non mi rassegno - ha proseguito - al fatto che si è riusciti a organizzare il G8, con interventi 24 ore su 24, ma non si riesce a dare una risposta ai problemi di questo ospedale, tanto che per fare un'urinocultura bisogna andare a Teramo».
Una situazione veramente paradossale che per il momento non si riesce a risolvere.
Cialente chiede che si proceda alla ricostruzione completa del laboratorio analisi e si avvii il programma per riportare l'ospedale ai 460 posti letto originari.

28/10/2009 8.45

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GIOVANE ITALIA: «SINDACO E GIUNTA SI DIMETTANO»

L'AQUILA. Il consiglio comunale di lunedì scorso apre polemiche e scontri. In una situazione difficilissima, come quella del post-terremoto, il consiglio non è riuscita a prendere decisioni a causa della mancanza del numero legale. Ieri anche il primo cittadino si era scusato anche perché sul tavolo c'erano questioni importanti.
Ma anche nell'emergenza sembra che le logiche politiche abbiano il sopravvento.
Per Alfonso Magliocco, dirigente regionale Giovane Italia e il presidente provinciale Roberto Santangelo si sta impedendo «la discussione di tutte le problematiche che una classe dirigente politica dovrebbe affrontare».
«A più di sei mesi dal sisma», sostengono i due, «non abbiamo visto, come sarebbe stato logico per chiunque abbia un pò di buon senso, alcun provvedimento esecutivo in grado di dare maggiori certezze ai cittadini, ma soltanto un'infinità di atti di indirizzo (ordini del giorno) che nella maggior parte dei casi rimarranno lettera morta».
I cittadini aquilani hanno bisogno di risposte concrete e rapide rispetto, questo lo sanno tutti. Ma poi qualcosa si inceppa sempre.
«Davanti ad una mancanza palese di capacità minima per affrontare una tale emergenza», continuano i due, «riteniamo che sia ormai improcrastinabile un atto di responsabilità del sindaco e dell'intera giunta le cui dimissioni potranno ridare all'Aquila un governo cittadino efficiente».
Tra le priorità, secondo i responsabile della Giovane Italia, ci sono la realizzazione rapida di un piano regolatore che individui nuove e sicure aree edificabili, un chiaro progetto di individuazione di aree per consentire ad un numero ancora grande di commercianti, professionisti e piccole aziende, soprattutto del centro storico, di riaprire la propria attività ed evitare assembramenti nocivi alla vivibilità come si sta verificando in alcune zone (es. viale della Croce Rossa), una sede unica di tutti gli uffici comunali in grado di dare ai cittadini un punto di riferimento chiaro e preciso, un piano traffico ricalibrato alle nuove esigenze e che tenga conto dei nuovi insediamenti.
28/10/2009 9.32

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TERREMOTO E SOLIDARIETÀ, 36 MONUMENTI “ADOTTATI”…E ABBANDONATI


L'AQUILA. Erano 46 i monumenti aquilani “adottati” da altrettanti stati esteri. Ma al momento solo in 10 hanno mantenuto la promessa.
Lo ha confermato ieri il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Nazario Pagano, che ha ricevuto in visita di cortesia, presso Palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, il vice Commissario per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti.
Nel corso del cordiale colloquio, Marchetti ha informato, tra l'altro, il presidente Pagano sulla vicenda dei 46 monumenti da salvare grazie alle adozioni da parte di Paesi stranieri e istituzioni varie, precisando che, in realtà, allo stato attuale, solamente 10 di questi sono quelli già adottati rispetto alle promesse avanzate.
Nell'occasione, Pagano ha chiesto a Marchetti di patrocinare la fondazione "Abruzzo risorge" e la mostra fotografica itinerante sul terremoto che il Consiglio regionale ha organizzato quale strumento di promozione per la raccolta di nuovi aiuti in favore delle popolazioni colpite dal sisma di aprile.
Ieri pomeriggio, invece, presso il ministero dei Beni Culturali, il presidente dell'Italian American Museum di New York, Joseph V. Scelsa, ha consegnato un assegno di 110mila dollari al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi per i lavori al Museo Nazionale d'Abruzzo, danneggiato dal terremoto dello scorso 6 aprile.
Un'iniziativa della Fia (Fondazione ItalianiAmericani), presieduta dal senatore Lucio Malan, che ha messo in contatto le due istituzioni.
La somma è il frutto di una sottoscrizione cui hanno partecipato migliaia di americani di origine italiana, promossa dall'Italian American Museum che ha sede nel cuore di Little Italy, a Manhattan. All'evento, oltre al ministro Bondi e al presidente Scelsa, erano presenti Umberto Mucci, responsabile della Fia per i rapporti con gli italo-americani; Sondra Jones Sottile, segretario generale della Fia; Maria Termini, coordinatrice organizzativa della Fia; Lucia Arbace, sovrintendente al patrimonio artistico dell'Abruzzo
Sempre ieri la commissione bilancio della Camera ha dato parere favorevole allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'Irpef devoluta alla diretta gestione statale per il 2009: 15 dei 44 milioni di euro complessivi saranno usati per interventi che riguardano i comuni del cratere e in particolare la provincia dell'Aquila.
La maggior parte dei progetti che verranno finanziati con la ripartizione sono stati presentati in data antecedente al sisma e quindi l'effettiva copertura di questi progetti andrà verificata valutando i danni riportati dalle strutture oggetto dei finanziamenti che sono prevalentemente luoghi di culto ed edifici storici.

28/10/2009 9.31