Esame di Stato avvocati, i praticanti: «Montesilvano la sede ideale»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L’esame di stato per i praticanti avvocati si svolgerà a L’Aquila. Ma i candidati contestano e chiedono di spostare tutto a Montesilvano. «Ingiusto obbligarci ad andare in un posto che non può ospitarci al meglio».

Ormai è cosa certa, l'attuale presidente della Corte d'Appello di L'Aquila ha confermato la Caserma della Guardia di Finanza di Coppito quale sede dove svolgere le prove scritte di abilitazione alla professione di avvocato che si terranno nei giorni 15, 16 e 17 dicembre.
Per la Protezione Civile, infatti, L'Aquila continua ad essere la sede più opportuna in cui svolgere l'esame, perché con la sistemazione di tutti gli sfollati in unità abitative provvisorie entro metà dicembre, la città dovrebbe essere pronta ad accogliere i candidati all'interno delle strutture alberghiere.
Punto a favore viene ritenuto anche l'affievolirsi delle scosse di assestamento.
Di tutt'altra opinione, però, l'assemblea spontanea dei praticanti d'Abruzzo che temono che il loro esame sarà tutt'altro che tranquillo.
«Le scosse continuano», commentano i praticanti, «l'ultima è stata registrata il 20 ottobre scorso di magnitudo 3.5 e nella recentissima relazione esposta dalla Commissione di sismologi internazionali hanno evidenziato come le faglie del sisma del 6 aprile sono ancora attive e non è possibile fare previsioni sui terremoti a breve termine».
Per non parlare poi dei problemi che i giovani aspiranti avvocati stanno riscontrando per prenotare un posto letto. Le risposte degli albergatori sono sempre le stesse: «non è possibile prenotare le stanze perché occupate dagli sfollati», «non possiamo garantire posti letto per quella data», «l'albergo è attualmente requisito dalla protezione civile», «perché non provate a far spostare la sede d'esame?».
«Non ci sarebbe nulla di male», continua l'assemblea dei praticanti, «ammettere che una città, a seguito di una tragedia come quella del 6 aprile, necessita di adeguati lassi di tempo per riprendere appieno i propri ritmi. Il capoluogo non ha il diritto di obbligare 1.200 candidati a svolgere una prova che richiede la massima preparazione e concentrazione (e che per molti risulterà decisiva ai fini della propria vita professionale), in condizione morali, psicologiche e fisiche del tutto precarie o comunque, ad oggi, esclusivamente ipotetiche».

«E' ANCORA EMERGENZA, PERCHE' NON AMMETTERLO?»

Intanto, a due mesi dall'esame 8.700 persone circa sono ancora nelle tendopoli, 15.000 aquilani dimorano presso strutture alberghiere del capoluogo e della costa; 9.000 sfollati alloggiano in case private; 7.800 studenti sono privi di alloggio e 1.200 praticanti arriveranno a dicembre per sostenere l'esame d'avvocato (di cui almeno 800 con residenza lontana dal capoluogo).
«È il momento di essere realisti», dicono quanti devono sostenere l'esame.
«E la realtà è che molto probabilmente noi candidati saremo costretti a sostenere un esame molto impegnativo (basti pensare che l'anno scorso la percentuale dei promossi è stata del 17%) da pendolari, e dunque percorrendo in media, tra andata e ritorno, circa 190 chilometri al giorno. Questa è una grande ingiustizia ed una grandissima mancanza di rispetto nei confronti di noi praticanti che, dopo aver svolto 2 anni di pratica presso avvocati andremo a sostenere una prova in condizioni del tutto precarie».
«Se ad esempio una mattina dovesse nevicare (L'Aquila ha un altitudine di 600 m. circa), cosa succederebbe a chi non fosse in grado di raggiungere il capoluogo (a questo punto non per sua colpa)?», si domandano.

«MONTESILVANO E' L'ALTERNATIVA IDEALE»


I praticanti raccontano inoltre di aver in più occasioni contattato il vice sindaco del Comune di Montesilvano al fine di trovare insieme una sede alternativa nella quale svolgere le prove scritte di dicembre.
Il Palacongressi, con l'intera zona dei grandi alberghi pronta ad accogliere le centinaia di candidati fuori sede, è sembrata la soluzione più adatta.
Tuttavia, affinché tale possibile alternativa possa effettivamente concretizzarsi sarà necessario un diretto intervento delle istituzioni. Bisogna decidere in fretta.


22/10/2009 8.59


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