Gli studenti smentiscono Di Orio: «qui non c'è normalità»

Alessandro Biancardi

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UNIVERSITA'. L'AQUILA. «Quella che state vivendo è una quasi normalità, molto prossima alla normalità», ha detto ieri mattina il rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio, aprendo l'anno accademico della facolta' di Medicina, in una lezione tenuta all'interno della tensostruttura di Farmindustria. * TAGLIO DEL NASTRO PER I NUOVI UFFICI UNIVERSITARI
Subito la replica degli studenti che non hanno gradito troppo quelle parole: «La situazione è lontana dalla normalità e la maggior parte dei problemi degli studenti sono ancora sul tavolo»
Parlando dei problemi logistici e di studio, però, Di Orio non ha certo negato le gravi difficoltà con le quali si confronta ormai quotidianamente.
Il rettore ha spiegato di aver «fatto di tutto, in questi mesi, per far capire alle istituzioni che gli studenti dell'Aquila sono studenti di serie A».
Dal 6 aprile scorso, ha aggiunto, «ci siamo impegnati assumendoci anche compiti che non ci spettavano», riferendosi al reperimento degli oltre 200 posti-letto presso la Reiss Romoli mediante una convenzione con l'Azienda per il diritto allo studio.
«Tutt'ora - ha proseguito Di Orio - stiamo cercando di darvi cio' che serve per il vostro diritto allo studio: mense e residenze».
«Se andate alla Reiss Romoli», ha detto ancora il rettore, «c'e' la fila di studenti che vorrebbe iscriversi ma non puo' farlo perche' non sa dove andare a dormire. In questo modo rischiamo di perdere iscritti non per responsabilita' dell'universita' ma per mancanza di posti-letto».
Sulla proposta di altri atenei abruzzesi di accogliere eventualmente gli studenti dell'Aquila il rettore ha commentato: «è provocatoria e fuori luogo. Siamo una realta' abruzzese dell'interno, abbiamo fatto un accordo con il Governo perche' l'universita' sia ricostruita all'Aquila e non ce ne andremo dall'Aquila. La sola proposta di spostare gli studenti presso altri atenei mi sembra provocatoria e fuori luogo».

L'ATTESA DEGLI STUDENTI

Dopo il discorso del rettore l'Unione degli Universitari (Udu), per tramite di Mauro Serafini, ha fatto sapere di «aspettare risposte concrete soprattutto per quel che riguarda l'emergenza abitativa» che comunque non e' di competenza dell'universita' ma della Regione e della Protezione civile.
«L'unica proposta - spiega Serafini - l'abbiamo ricevuta dal comune dell'Aquila che ha detto di voler mettere a disposizione un certo numero di Moduli abitativi su ruote (Mar) ma l'ultima parola spetta alla Protezione civile, vero anello decisionale della catena, e da loro non abbiamo ancora avuto alcuna risposta».
A questo si aggiungono le borse di studio non ancora versate per l'anno accademico 2008-2009: «Ci risulta che la Regione deve versare circa tre milioni di euro all'Azienda per il diritto allo studio per pagare le borse dell'anno scorso, ci chiediamo come andra' nel 2010, vista la situazione in atto dopo il terremoto».
E la Regione, secondo l'Udu, dovrebbe anche scendere in campo per quanto riguarda servizi come le mense per gli universitari.

PROTOCOLLO INTESA ADSU PER CASERMA 'CAMPOMIZZI'

Intanto un apposito accordo di programma consentirà all'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) la gestione dei 500 posti letto disponibili nella caserma Campomizzi.
Lo ha reso noto il commissario straordinario, Francesco D'Ascanio, il quale si è detto soddisfatto «dell'assenso da parte del prefetto ad una trattativa per gestire i posti letto che verranno inizialmente occupati dagli sfollati, per essere poi trasferiti progressivamente agli studenti, già a partire da gennaio».
L'Adsu ha anche chiesto al Comune dell'Aquila il passaggio di consegna per Casale Marinangeli, la casa dello studente per anni ferma. Pronta anche una convenzione con la Curia per l'utilizzo di un terreno nell'area di Cansatessa dove realizzare i Mar.
L'Adsu, che spinge la protezione civile a riconoscere lo status di sfollati anche ai fuori sede residenti prima del 6 aprile, ha inaugurato oggi anche due mense, a Coppito e negli stabilimenti dell'ex Optimes, nella zona industriale di Pile, a servizio, questi ultimi, delle facoltà di ingegneria e scienze motorie.

20/10/2009 9.33

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TAGLIO DEL NASTRO PER I NUOVI UFFICI UNIVERSITARI

Si inaugura questa mattina alle 12 l'edificio, futura sede di alcuni uffici amministrativi dell'Università degli Studi dell'Aquila, realizzato in tecnologia stratificata a secco, a basso consumo energetico e ad alte prestazioni ambientali, il cui progetto è frutto di una collaborazione con l'Ateneo di Parma.
Il taglio del nastro ci sarà presso il Polo Universitario di Coppito. La palazzina, che ospiterà alcuni uffici amministrativi dell'Ateneo aquilano, è stata costruita in circa 40 giorni dall'ultimazione delle fondazioni.
Il progetto è stato realizzato grazie alla donazione di due imprese parmigiane: Consorzio ESI (Edilizia Sostenibile Innovativa), e CO.GE. Costruzioni Generali S.p.A.
L'edificio, composto di uffici, per una superficie utile totale di circa 200 metri quadrati, è stato realizzato con una struttura portante in legno, poi tamponata con pannelli stratificati a secco di elementi specializzati e supportati da orditure metalliche.
La progettazione, partita dall'analisi dei fattori ambientali del sito, ha previsto l'installazione di un impianto fotovoltaico da 9,12 kWp che consentono una produzione annua di circa 13.000 kWh e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 8 tonnellate all'anno. L'impianto consente di coprire totalmente il fabbisogno energetico primario dell'edificio. Anche per la climatizzazione, il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria della palazzina sono stati utilizzati sistemi VRF a pompa di calore.
Le pareti perimetrali dell'edificio e le pareti interne sono state realizzate con tecnologia stratificata a secco, che garantisce elevate prestazioni di isolamento termico (U=0,17 W/m2K), acustico, resistenza all'effrazione e all'urto, protezione passiva dal fuoco.
Le vetrate applicate sono altamente isolanti.
Per il progetto dell'involucro sono stati scelti materiali come la lana di legno mineralizzata, la fibra di legno, guaine traspiranti e freni al vapore.
«Avendo studiato all'Università dell'Aquila, ho cercato di trovare nel mondo imprenditoriale parmigiano l'appoggio per poter contribuire alla sua ricostruzione», ha spiegato il professor Antonio Montepara, preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Parma, che è stato il tramite dell'accordo raggiunto tra l'Ateneo emiliano e quello aquilano.
«Questa donazione è un importante contributo per noi – ha detto il rettore Ferdinando di Orio – perché indica che una realtà significativa del Paese investe sulla nostra Università e sulle nostre capacità scientifiche e culturali: prendiamo atto dell'investimento – perché di questo si tratta – e ne siamo molto grati».

20/10/2009 9.33