Scossa 3.5 alle 7.07. Ancora paura a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un terremoto di magnitudo 3.5 della scala Richter è stato registrato alle 07:07 dalla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico de l'Aquilano. * LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE
Una nuova sveglia sismica per le popolazioni terremotate che a distanza di sei mesi continuano ad avvertire scosse.
La profondità del terremoto è stata localizzata dalla strumentazione dell'Ingv a 9.9 km sotto la superficie, mentre i paesi a meno di 10 km di distanza dall'epicentro sono stati: Barete, Scoppito, Pizzoli, Cagnano Amiterno.
Il terremoto è stato avvertito anche nei seguenti comuni, molti dei quali della provincia di Rieti in Lazio.
Non si hanno al momento notizie di danni a persone o a cose.

Un'altra scossa era stata avvertita anche ieri: magnitudo 2.0 alle 13.50 nell'Aquilano. Le localita' prossime all'epicentro, sono state Poggio Picenze, Fossa e L'Aquila. Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia non risultano danni a persone o cose.
Altre due scosse, molto più lievi (1.5 e 1.7) sono state registrate sempre ieri alle 22.47 e alle 22.53.

DA ABUSIVISMI SCENARI DRAMMATICI

Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in un'intervista al mensile 'Geo', ha analizzato in un ampio servizio la situazione in Italia nel campo delle indagini e delle previsioni sismologiche.
In molte parti d'Italia, ha detto Boschi, «abusivismi e condoni degli ultimi decenni lasciano immaginare scenari drammatici, come si e' visto in occasione del terremoto aquilano».
«Solo recentemente e' stata approvata un'ottima legge che, si spera, possa dare una svolta a questo problema nazionale», ha detto il presidente. «E' assolutamente necessario iniziare una grande opera di prevenzione se si vuole ridurre drasticamente il rischio sismico».
Come emerge dal dibattito tra esperti sviluppato sulle pagine di Geo, nonostante la ricerca scientifica faccia passi in avanti anche in questo settore, gli studiosi sono ancora lontani dal prevedere con esattezza dove e quando colpira' un terremoto.
«Persino lungo la faglia di San Andreas in California, una delle zone piu' studiate del mondo», ha detto al mensile Laura Peruzza, ricercatrice dell'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, «non e' facile capire quando le scosse colpiranno. La soluzione dunque non e' la previsione, ma vivere in condizioni di sicurezza».
Opinione concorde quella di Claudio Chiarabba dell'Ingv, secondo cui «proprio a causa della complessa storia geologica d'Italia, non e' facile capire quali faglie potrebbero causare sismi: alcune attive tempo fa ora sono ferme, altre che sembrano tranquille si potrebbero muovere».

20/10/2009 8.18