Appalto macerie, T&P contro tutti:«la gara a chi fa più confusione è avvincente»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dapprima è stata polemica. Talvolta è stata strumentalizzazione. Poi è stata considerata una storia «scandalosa di un’amministrazione ambigua». E’ stata portata, dalla Commissione Vigilanza, all’attenzione della Procura. Ma ora è diventata una guerra. O meglio, una guerra «confusa» di cifre.
A guerreggiare, in questo momento, sull'“affaire macerie” sono in tre: l'assessore Alfredo Moroni, il consigliere Gianfranco Giuliante (Pdl), e il titolare della T&P, Claudio Pangrazi. I campi di battaglia sono le cifre ed i calcoli dell'appalto, che la T&P aveva ricevuto in affidamento diretto con la- tanto contestata (da Giuliante)- delibera di Giunta n. 154/09, e che dopo venne affidato alla Asm (Aquilana Società Multiservizi) in seguito ad una gara.
La T&P fornisce molti numeri e vuole dimostrare che affidando l'appalto a loro «il Comune avrebbe risparmiato 435 mila euro» rispetto all'attuale affidamento alla Asm. Dopo un lungo calcolo la T&P è arrivata a dimostrare che il proprio servizio di rimozione e smaltimento della macerie sarebbe costato meno alle casse comunali: «19,00€/tonn contro i 62,50 €/tonn dell'Asm».
«Sbaglia l'assessore Moroni - scrive la T&P- quando afferma che il compenso alla T&P era di 29€/tonn: che non abbia letto la delibera n°154/09 da lui proposta e votata in Giunta tanto sapeva che se la sarebbe rimangiata passata il G8? La cifra suddetta è riferita alla seconda fascia di contaminazione che avrebbe potuto rappresentare al massimo l'8% del totale».
La T&P ribadisce che il prezzo medio praticato si aggirava sui 22,50 €/tonn, ai quali bisognava sottrarre i ricavi dalla vendita del materiale rimosso, che rimaneva di proprietà del Comune, contrariamente a quanto accade – dice la T&P- con l'affidamento all'Asm.
La ditta ironicamente domanda all'assessore: «ricorda (Moroni, ndr) che la T&P ha allestito un impianto: per conto di chi, sulla base di cosa? Di un semplice atto d'indirizzo? A che scopo Moroni si recava presso l'impianto accompagnato dai suoi collaboratori e colleghi (anche il vice sindaco Riga) se non per verificare il rispetto delle tempistiche concordate? E le prime 5000 tonn. Di macerie entrate durante la gestione T&P sono giunte lì per caso? A che titolo i quattro dipendenti dell'Asm, che hanno svolto il controllo documentale/amministrativo si trovavano presso l'impianto stesso? Servizio di volontariato?».
Una questione intricata da sempre ed uno scontro che sarà pure confuso e complicato ma che dimostra chiaramente come qualcosa sia andato storto.
E la T&P continua a lanciare frecciatine all'assessore Moroni: «nel suo comunicato (di Moroni, ndr) del 13 ottobre afferma che il prezzo praticato dalla T&P per l'attività di recupero era sensibilmente inferiore a quello posto a base d'asta (7,64€/tonn) nella gara del 14 u.s. per l'affidamento del servizio (-40%), e già questo basterebbe. Dimentica di dire che al suddetto importo vanno aggiunti i costi di trasporto, che finiscono col triplicare i costi del servizio. Il bando di gara, infatti, tramite un'ardita interpretazione dirigenziale dovuta alla necessità di tamponare una serie grossolana di complicazioni procedurali inserite nel bando stesso, ha previsto che il ribasso offerto non fosse applicato al servizio di trasporto che da solo comporta una spesa di 114 mila euro.
«La gara è stata aggiudicata - conclude la T&P- a circa €169 mila,vale a dire altri 16,90 €/tonn che si aggiungono ai costi Asm».
Una storia che ora appassiona anche la procura della Repubblica che ha aperto una inchiesta.
Speriamo che i pubblici ministeri non si facciano confondere dalla guerra di cifre.

m.r. 19/10/2009 15.31