Casa dello studente: 12 indagati. Forse si contesterà anche l'omicidio doloso

Alessandro Biancardi

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Casa dello studente: 12 indagati. Forse si contesterà anche l'omicidio doloso
L’AQUILA. Questa è sicuramente la settimana della svolta nell'inchiesta sul terremoto. Dopo gli annunci delle scorse settimane è ormai certo che entro i prossimi sette giorni verranno notificati gli avvisi di garanzia.

Ad esserne colpite saranno le prime persone individuate dalla Procura alle quali si addebitano presunte responsabilità nei crolli del tragico sisma del 6 aprile scorso, quando i morti sono stati 300. Omicidio colposo e disastro colposo le due ipotesi di accusa che verranno contestate.
Dopo sei mesi di lavori la svolta è ormai alle porte. Il procuratore Rossini ha ripetuto fino alla noia che gli investigatori hanno lavorato in maniera certosina per arrivare al processo con una mole di prove non contestabili.



Anche durante il fine settimana il lavoro è andato avanti per consultare le ultime perizie, trovate non di facile consultazione.
Nel mirino - secondo fonti interne alla stessa procura - oltre venti persone, che a vario titolo sono state protagoniste della filiera costruttiva, autorizzativa e gestionale della Casa dello Studente e del Convitto.
Edifici che hanno una particolarità in comune - anche se costruiti in epoche diverse visto che la casa dello studente risale al '65, il convitto a circa un secolo fa - legata alla natura prima privata e poi pubblica.
Questo aspetto ha richiesto un approfondimento da parte del procuratore Rossini e del sostituto Fabio Picuti, nella individuazione dei presunti responsabili.
Alla luce di ciò, a tremare non sono solo i costruttori, anche delle opere successive, ma anche i tecnici responsabili delle manutenzioni e gli amministratori delle due strutture.
Comunque, gli avvisi di garanzia, che saranno accompagnati da una invito a comparire per il primo interrogatorio, sono previsti nei primi giorni della settimana.



Infatti, anche se i magistrati ormai sono molto vicini alla decisione, sono sempre necessari i tempi tecnici per le procedure di notifica.
Ma gli edifici su cui si è concentrata l'inchiesta non sono solo questi due: c'è l'ospedale San Salvatore, che non ha retto alla scossa, così come il palazzo della Prefettura sbriciolatosi completamente.
Quello che è certo, Rossini lo ha ripetuto spesso, è che i magistrati non vogliono lasciare nulla al caso: l'intenzione è di adottare il metodo di questi primi due filoni di indagini, anche per gli altri casi. A questo punto il numero degli indagati sarà sicuramente destinato a crescere.
Le perizie presentate sono state finora cinque: oltre alle due già citate, l'ospedale e l'università. La quinta non è stata resa nota.
Nell'individuazione degli indagati attraverso le prime due perizie, i magistrati hanno avuto contatti con i consulenti nominati dalla stessa procura che da sei mesi lavorano al reperimento di rilevi e prove per poi stilare le perizie sulle quali si basano poi le decisioni.
19/10/2009 10.10

12 INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO (FORSE ANCHE DOLOSO)

Il procuratore Alfredo Rossini questa mattina ha fatto chiarezza sulle voci trapelate nel fine settimana.
Sono 12 gli indagati, ma sono solo i «primi 12» e riguardano eventuali responsabilità per il crollo della casa dello studente.
Saranno iscritti in giornata sul registro degli indagati e dovranno rispondere di omicidio e disastro colposo.
Il Procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, però, non esclude l'inserimento anche del dolo. Cosa significa?
Se per l'omicidio colposo rientrano responsabilità precise di chi doveva fare e non ha fatto “per colpa”, con l'eventuale contestazione del reato di omicidio doloso si aprirebbero scenari nuovi.
Infatti la procura dovrà dimostrare che gli indagati erano a conoscenza di carenze strutturali e del pericolo e volontariamente hanno ignorato tutti gli allarmi, prevalendo in loro un atteggiamento “attivo” legato alla loro condotta omissiva (volontariamente il soggetto ha deciso di non fare pur conoscendo i rischi), rispetto ad una condotta “passiva” del reato di omicidio colpo (era tenuto a fare ma non ha fatto).
«Entro oggi - ha detto il Procuratore - chiariremo anche questo aspetto per cui ancora non mi pronuncio».
«Siamo arrivati ad una fase piuttosto importante di questa indagine», ha aggiunto il procuratore dell'Aquila, «abbiamo diviso l'inchiesta su vari siti dove sono crollate le case e morte delle persone, abbiamo dato la priorità ad alcuni di questi, come la Casa dello studente, quindi ci sarà il Convitto nazionale e gli altri. Entro oggi iscriveremo le persone che secondo le indagini e le perizie espletate, possono considerarsi indagati, nel registro di competenza e in tempi ragionevoli faremo comunicazioni giudiziarie e fisseremo compatibilmente con i tempi anche gli interrogatori».
«Gli interrogatori - ha proseguito Rossini - sono molto importanti perchè sono un momento in cui queste persone, che non sapevano nulla delle indagini, verranno informate su quanto abbiamo in mano e potranno così predisporre le loro difese con i loro avvocati. E' un momento dialettico molto importante nel processo - ha detto ancora il Procuratore capo dell'Aquila - perchè finora abbiamo fatto noi le indagini. Sulla base degli interrogatori e di quanto gli indagati potranno comunicarci con loro controdeduzioni, si potranno anche chiarire eventuali omonimie. Che saranno eliminate. Quelli che resteranno avranno il loro processo».

«NUMERI A VANVERA SOLO NELLO SPORT»

«Ho letto da un'agenzia di stampa e sui giornali che sono stati dati nei giorni scorsi dei numeri riguardanti le inchieste in corso e questo fatto mi ha fatto risentire», ha detto Rossini, «perchè, nel rispetto del segreto istruttorio, sono stato sempre aperto, dando notizie sempre vere e complete. Ognuno ha comunicato dei numeri e questo lo si può accettare solo nello sport, mentre dietro a queste vicende ci sono persone che hanno subito dei lutti»
«Stiamo lavorando come avevamo previsto in maniera di poter fare bene i processi sui vari siti», ha detto ancora il procuratore. «Abbiamo dato la priorità ai siti dove ci sono stati morti - ha chiarito - Fin dall'inizio abbiamo accelerato riscontri e rilievi sulla Casa Studente, poi ci sarà il convitto nazionale e successivamente tutti i siti dove ci sono stati dei morti. Via via le altre strutture, anche pubbliche, come l'università e l'ospedale».



«SU INFILTRAZIONI ATTENZIONE SEMPRE ALTA»

Parallelamente va avanti anche il lavoro degli inquirenti per scongiurare le infiltrazioni criminali nei lavori di ricostruzione della città.
«Abbiamo mantenuto sempre la guardia molto alta e stiamo lavorando sui contratti, sull'aspetto dei rifiuti, settori cioè in cui le mafie cercano di inserirsi per guadagnare», ha detto Rossini. «Quella delle infiltrazioni è' una previsione che avevo fatto subito dopo l'evento catastrofico perchè, quando arrivano i soldi, anche le persone perbene cercano di guadagnare figuriamoci che lavora 'per male'».
Negli ultimi giorni sono state denunciate quattro società (due campane e due lombarde), dagli agenti del Servizio criminalità organizzata (Sco) dell'Aquila, perchè trovate a lavorare senza autorizzazione, nell'ambito del progetto "Case", nel cantiere di Sassa.

19/10/2009 13.13

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