Acerbo (Rc): «Case su ruote per chiudere definitamente le tendopoli»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Case su ruote da installare nei campi per dare un posto al caldo a chi è ancora in tenda.
E' la proposta del consigliere regionale Maurizio Acerbo che definisce questa come «l'unica ipotesi praticabile» ma anche «una soluzione concreta, dignitosa e immediata per chi resiste nelle tendopoli».
Le case su ruota, secondo l'idea di Acerbo dovrebbero essere installate in parte nei campi e in altre aree già urbanizzate come quelle in adiacenza a dove sono sorte le abitazioni antisismiche del Piano C.a.s.e., così da ridurre i tempi di allestimento tra scavi e opere d'urbanizzazione.
Se non si farà questo, secondo l'esponente di Rifondazione «migliaia di aquilani dovrebbero essere trasferiti in alberghi lontani dalla città, quanto ovviamente onerosi. Ci sembra che sarebbe opportuno spendere il denaro pubblico per rispondere positivamente alla sacrosanta richiesta di non abbandonare la città».
Dopo più di 6 mesi dal sisma, Acerbo ritiene fallito il piano d'emergenza del Governo «nonostante il susseguirsi ininterrotto di inaugurazioni e cerimonie ad uso e consumo del premier. Ma ad oggi sono stati consegnati circa 1.000 alloggi a fronte dei 4.570 (comunque insufficienti) per i quali bisognerà attendere dicembre-gennaio».
Circa 7000 persone sono ancora sotto le tende al gelo e 25.000 aquilani sono ancora sparsi in tutto il territorio regionale.
«Bertolaso e il governo dovrebbero tenere un atteggiamento rispettoso», chiede Acerbo.
«Altro che “irriducibili” antigovernativi, si tratta semplicemente di cittadini a cui era stato promesso un tetto entro settembre: il famoso slogan “dalle tende alle case”».
«La demagogica scelta di non procedere alla sistemazione in moduli abitativi provvisori (che costavano almeno un quarto delle C.A.S.E.)», continua Acerbo, «ha determinato la mancata sistemazione confortevole ed omogenea per migliaia di aquilani nonché lo spopolamento della città».
Ed è comunque un fatto che in questi giorni 7 mila cittadini che aspettano di conoscere la propria destinazione stanno vivendo al gelo di questo inverno arrivato prima del tempo.

GIOCONDA MATTIA, AL FREDDO NONOSTANTE 106 ANNI


Il simbolo di questa sofferenza è diventata Gioconda Mattia, 106 anni: lei vive in tenda nonostante il freddo pungente
Le ultime candeline le ha spente appena quattro giorni prima del terremoto e adesso vive nel campo di Acquasanta.
«Siamo stati trattati sempre benissimo – ha raccontato la figlia Maria alle agenzie di stampa che l'hanno avvicinata - i volontari sono stati un dono del cielo, ma il problema e' che adesso non sappiamo dove andare e qui e' arrivato il freddo. Ci avevano proposto di spostarci in un albergo a Rocca di Mezzo ma e' evidente che per noi sarebbe stato problematico, vogliamo restare all'Aquila perchè mia madre ha bisogno di continua assistenza».
Come tutti, anche la signora Maria e la sua famiglia sono in attesa delle graduatorie per i contributi di ristrutturazione: «Sono uscite le graduatorie - ha spiegato - ma il nostro nome non compare».
La loro e' una casa "B" in zona della Torretta. «Non vogliamo sfruttare la situazione a nostro favore fino ad oggi non abbiamo mai chiesto niente, ma finchè non iniziano i lavori possiamo far ben poco e il freddo e' già arrivato».
16/10/2009 10.39