Appalto macerie. La T&P:«il Comune sta spendendo 435 mila euro in più»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3205

Appalto macerie. La T&P:«il Comune sta spendendo 435 mila euro in più»
L’AQUILA. Non è affatto sopita la polemica sul maxi appalto delle macerie. Questa volta è la T&P, che ritenendosi diffamata dalle ultime dichiarazioni del consigliere regionale Giuliante (Pdl) e dall’assessore Moroni, replica con i conti alla mano.
Si torna a parlare dell'appalto più corposo del dopo sisma.
Nei mesi i lavori erano statti affidati alla ditta “T&P” con una delibera della Giunta comunale. Da lì già le prime perplessità perchè la T&P era un'azienda che sembrava non avere i requisiti per effettuare lo smaltimento.
Dopo le polemiche sollevate dal capogruppo in consiglio regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante e dopo che anche la commissione consiliare di vigilanza si era espressa duramente sulla procedura attuata, l'affidamento è stata annullato.
La Commissione lo scorso 16 luglio ha però inviato una informativa all'autorità giudiziaria per fare chiarezza su ciò che è accaduto.
Oggi l'ingegner Pangrazi, titolare della T&P, che ha, da sempre, sollevato la questione dei calcoli va all'attacco con una nota fitta di cifre e calcoli che dimostrerebbero una «sproporzione dei costi: 19€/tonn se il servizio fosse stato svolto dalla T&P, 62,50€/tonn nel caso del servizio attuale; vale a dire: 190 mila euro contro 625 mila».
Ad oggi il servizio è affidato alla Asm spa (Aquilana Società Multiservizi).
Inoltre la T&P ha dichiarato: «ad oggi il servizio affidato all'Asm, svolto all'interno di un impianto realizzato in parte dalla T&P su aree di sua proprietà con una spesa superiora a 400 mila euro, ed in parte dalla protezione civile nazionale tramite l'Esercito è costato 492 mila euro, dal momento che il contratto di servizio prevede un compenso di 60 mila euro a settimana, per le prime 4 settimane di attività e 84 mila a settimana per le successive indipendentemente dai quantitativi lavorati».
«Pertanto» continua la T&P «fino a questo momento, per le circa 10 mila tonnellate trattate il costo ammonta già a 49,20 euro per tonnellate, il tutto senza aver investito un solo centesimo per l'allestimento dell'impianto: tutto gratis, in gran parte con i soldi della T&P».

T&P: «AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE»

La T&P non è intenzionata a mollare la presa su quell'appalto mancato e mostra calcoli a riprova della convenienza delle proprie prestazioni.
Nel comunicato, si spiega passo passo come si è arrivati a calcolare i 345 mila euro che, secondo la T&P, il Comune avrebbe potuto risparmiare affidando l'appalto alla ditta di Pangrazi.
«Considerato che- scrive la ditta- che l'Asm effettua solo la separazione e non il recupero, l'amministrazione comunale bandisce una gara con un importo a base d'asta di 190.400,00 euro per l'affidamento dell'attività di recupero delle prime 10 tonnellate;ipotizzando che la gara stessa sia aggiudicata con un forte ribasso, diciamo del 30%, l'amministrazione dovrà sborsare altri 133 mila euro, vale a dire 13,30 €/tonn, che sommati ai compensi Asm, fanno 62,50».
«E siccome al peggio non c'è mai fine- incalza la T&P- il materiale recuperato rimane di proprietà dell'aggiudicatario dell'appalto che lo potrà monetizzare a suo legittimo vantaggio».
All'importo calcolato dalla T&P, andrebbero aggiunti, fa notare l'azienda, «gli oneri che il Comune dovrà sostenere per rifondere la T&P dei costi relativi del sito (cava ex Teges di proprietà della ditta T&P, ndr), per la liquidazione dell'indennità di occupazione temporanea e per il risarcimento dei danni cagionati alla Società»

ECCO COME SAREBBE STATO L'APPALTO AFFIDATO ALLA T&P, MA SENZA GARA...

La T&P ci tiene a fare i conti fino in fondo e a mettere in campo un confronto sulle cifre.
«La T&P, per lo stesso quantitativo di macerie trattato (10mila tonn.) avrebbe percepito complessivamente a 227.600,00 euro pare a 22,76 € /tonn».
Il servizio offerto dalla T&P avrebbe riguardato la separazione, la cernita, la frantumazione e il recupero. Nel caso dell'appalto T&P, i materiali inerti trattati e recuperati sarebbero rimasti di proprietà del Comune «come da contratto».
Ciò avrebbe permesso, sottolinea la T&P, un ulteriore abbassamento dei costi arrivando così alla cifra di 19,00€/tonn. La società dichiara inoltre che si sarebbe fatta carico del personale Asm distaccato presso l'impianto fino a 13 unità.
Non è conclusa nemmeno la polemica sui requisiti. La T&P dice di «aver avviato la tutela nelle opportune sedi giudiziarie»per quanto riguarda le dichiarazioni di Giuliante e di Moroni.
Il comunicato stampa, corredato di allegati «sarà trasmesso al Nucleo di Polizia Tributaria e alla Corte dei Conti».

Manuela Rosa 15/10/2009 11.08