La Protezione civile comincia a lasciare l'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo quasi sei mesi di permanenza in Abruzzo, la colonna della protezione civile altoatesina ha avviato le operazioni di rientro. * RISCALDAMENTI ACCESI IN CITTA’ E L’EMERGENZA RIFIUTI CHE INCOMBE

Da inizio ottobre il Campo di Sant'Elìa é stato smontato secondo programma.
Dei quasi 500 assistiti domenica scorsa erano rimasti nella tendopoli circa un centinaio.
In aprile, dopo la richiesta del capo della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso, il presidente Durnwalder aveva predisposto l'intervento della colonna di tecnici e volontari provinciali per assistere gli sfollati a Sant'Elia, una frazione de L'Aquila.
Volontari dei Vigili del fuoco, della Croce Bianca, del Soccorso alpino dell'AVS e del CAI, della Croce Rossa nonché gli psicologi per l'emergenza e gli assistenti hanno gestito la tendopoli, sotto la direzione della Protezione civile provinciale, fino a pochi giorni fa.
«In questi mesi i compiti sono stati suddivisi tra le diverse organizzazioni, che hanno lavorato in modo egregio», sottolinea Durnwalder.
I vigili del fuoco volontari con il supporto dei soccorritori alpini hanno costruito e tenuto in funzione l'intera tecnica del campo: dall'impianto di acqua potabile, al sistema di deflusso delle acque nere, dalla fornitura di corrente elettrica fino alla costruzione di una cappella per il campo. La Croce Bianca ha garantito l'approvvigionamento dei senzatetto e delle forze d'intervento. La Croce Rossa si è occupata dell'assistenza medico-sanitaria, gli psicologi per l'emergenza e gli assistenti spirituali hanno sostenuto gli sfollati nel superare i traumi. Già in estate la protezione civile statale ha disposto di consegnare i campi ad ottobre al Comune. Gran parte della popolazione ora è sistemata in un prefabbricato antisismico o in un alloggiamento provvisorio.
«L'inverno in Abruzzo solitamente si presente molto rigido e una permanenza nelle tende non é più sostenibile», sottolinea il direttore della Protezione civile provinciale Hanspeter Staffler, che con la sua squadra ha elaborato un piano di sgombro del campo.
Il campo gestito dall'Alto Adige nel corso degli ultimi mesi è stato spesso presentato come campo-modello ed è stato visitato dai massimi rappresentanti del Governo.
Ultima visita quella del presidente del Parlamento israeliano Rivlin Reuven con l'ambasciatore israeliano Gideon Meir.
Come atto simbolico domenica scorsa sono state montate le campane, recuperate mesi fa dalle macerie della vecchia chiesa e montate al campo, nella nuova chiesa provvisoria della frazione di Sant'Elia.
Conclusa questa esperienza molto importante per la protezione civile, il direttore Staffler con la sua squadra sta organizzando un incontro per ringraziare tutti i volontari e professionisti della protezione civile che hanno dato il loro meglio per aiutare la popolazione abruzzese così gravemente colpita dal terremoto del 6 aprile scorso.
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RISCALDAMENTI ACCESI IN CITTA' E L'EMERGENZA RIFIUTI CHE INCOMBE

L'AQUILA. Il freddo è arrivato in città e da oggi impianti di riscaldamento accesi negli uffici pubblici e nelle scuole.
Lo ha deliberato ieri pomeriggio la giunta comunale. Il provvedimento entrerà in vigore da oggi.
«Alla base della decisione - ha dichiarato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente - l'ondata di maltempo che si e' abbattuta sulla nostra regione e, in particolare, sul territorio aquilano, con un improvviso abbassamento delle temperature»
E intanto nella città martoriata dal terremoto ci si mette anche l'emergenza rifiuti soprattutto nei quartieri residenziali ancora semivuoti.
Agli angoli delle strade, specie a ridosso dei cassonetti e delle aree di raccolta, si accumulano quintali di rifiuti solidi, ingombranti, materiale umido, di origine domestica o materiale inerte, proveniente dai cantieri della ricostruzione.
Un disagio che si aggrava anche con il maltempo di questi giorni, tra vento e pioggia che portano in giro rifiuti e detriti e acque piovane che ristagnano.
La macchina dell'Asm - la società comunale incaricata per la nettezza urbana - è rallentata dalle operazioni di chiusura delle tendopoli e la relativa pulizia dei siti.
Così capita che nello stesso quartiere solo alcuni cassonetti vengano ripuliti. La prima emergenza è legata al rinnovo del parco macchine, con numerosi mezzi rotti.
Per questo il Comune ha chiesto 3,1 milioni alla Protezione civile. Bisogna intervenire nelle aree che sono più a contatto con le scuole e con l'area sanitaria.
Ma l'attenzione più grande è legata al problema delle macerie e con questo i materiali tossici abbandonati, come l'eternit.
Per i piccoli interventi dei privati si stanno aprendo 12 punti di conferimento dove potranno essere raccolti materiali inerti, rifiuti ingombranti, apparecchi elettronici, che altrimenti vengono abbandonati dove capita, creando decine di discariche abusive.
I siti, dai quartieri della Torretta a Pile, dalle frazioni di San Giacomo a Bazzano, saranno recintati e sorvegliati. L'obiettivo è ridurre depositi e montagne di rifiuti a ridosso dei quartieri abitati.
Un appello arriva anche dalle comunità locali: «Chi ha materiali da buttare si rivolga all'Asm, ed eviti di gettare rifiuti ovunque - ha detto il presidente della Circoscrizione di Paganica, Ugo De Paulis - qui, con la sede dell'Asm a due passi, buttano di tutto, anche vecchie lavatrici e frigoriferi».

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