La Camera approva la mozione sulla ricostruzione dell’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ stata approvata ieri in Parlamento la Mozione sulla ricostruzione post-sisma in Abruzzo. *GRILLO PORTA AD ONNA I SOLDI RACCOLTI DAL SUO BLOG * 3.32: «FALLITE LE PROMESSE FATTE AD APRILE»

La Camera ha approvato la mozione Alessandri, Pelino, Lolli, Mantini, Di Stanislao ed altri n. 1-00244 (Nuova formulazione) concernente misure a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo, mentre i presentatori delle mozioni Mantini ed altri n. 1-00247, Pelino, Alessandri, Iannaccone ed altri n. 1-00249 e Di Stanislao ed altri n. 1-00250 hanno ritirato i loro documenti.
Si è giunti ad una Mozione Unitaria nella quale si è sottolineata la presenza di una serie di problemi da affrontare che restano tuttavia ancora aperti e irrisolti.
Augusto Di Stanislao è intervenuto in aula sulla dichiarazione di voto finale e si è dichiarato soddisfatto del lavoro.
«La situazione attuale a L'Aquila e nelle zone terremotate continua a essere allarmante», ha detto Di Stanislao, «ci sono ancora così tante problematiche in sospeso che era più che necessaria una Mozione che concretizzasse le molteplici soluzioni da attuare. Sono soddisfatto di questo atto concordato con il Ministero e da oggi mi auguro che il Governo non trovi più impedimenti per attuare ciò che è stato votato da maggioranza e opposizione».
E' stato inserito l'incremento delle risorse destinate alla zona franca urbana concordato insieme agli altri partiti.
Gli impegni del Governo ripresi dalla Mozione sono: prorogare il contributo mensile per i collaboratori coordinati e continuativi, i titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, i lavoratori autonomi ed i titolari di attività di impresa e professionali, che possono attestare la mancata ripresa della propria attività a causa del sisma.
Relativamente all'emergenza Università: affrontare il problema degli alloggi nella città de L'Aquila, anche in considerazione dei numerosissimi studenti fuori sede, valutando la possibilità di utilizzare da subito per gli alloggi per studenti i diversi milioni di euro bloccati dal Cipe per la casa dello studente e in relazione alle difficoltà di inizio dell'anno accademico di facilitare il più possibile agli studenti l'attività universitaria d'intesa con il Rettore.
Poi ancora prevedere ai fini della trasparenza e conoscibilità, anche attraverso internet, l'elenco dei fornitori, comprensivo dell'oggetto della fornitura e del relativo importo, lo stato delle somme erogate e dei relativi beneficiari, gli interventi programmati, gli avvisi, lo stato di realizzazione delle opere, nonché tutta la normativa nazionale, regionale, provinciale e comunale, afferente gli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del mese di aprile 2009.
14/10/2009 7.37
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GRILLO PORTA AD ONNA I SOLDI RACCOLTI DAL SUO BLOG

ONNA. Ieri Beppe Grillo ha fatto una visita ad Onna per portare i soldi raccolti dal suo blog. (foto di Maurizio Aloisi)

L'iniziativa “Ricostruiamo Onna” era stata lanciata dal Blog di Grillo poche settimane dopo il sisma che ha raso al suolo il piccolo paese e che ha spezzato la vita di cinquanta persone. Un video, realizzato dal giornalista Daniele Martinelli, mostrava le condizioni di Onna e dei paesi vicini.



Scopriamo della visita di Grillo solo tramite alcune foto pubblicate su Facebook, infatti nessun comunicato è stato inviato ai media.
«Beppe è arrivato in silenzio» ci ha confermato Samanta Di Persio aquilana e autrice del libro edito da Casaleggio “Le Morti Bianche”«ma è stato tutto filmato e penso che presto metteranno tutto sul blog».
Non è la prima iniziativa di raccolta fondi portata avanti da uno tra i 10 blog più cliccati del mondo. Molte altre volte la Rete è stata sfruttata da Grillo per cercare di fare qualcosa di positivo come la donazione di un microscopio allo studioso Stefano Montanari, cure costosissime all'estero per un bambino malato, un fondo per pagare gli studi per un ragazzo rimasto orfano. Tra queste cose, non poteva mancare un aiuto per i terremotati. Il tutto condito dalla promessa della più ampia trasparenza come si legge sul blog: «ogni cifra versata sarà resa visibile sul blog e Beppe Grillo consegnerà personalmente alle famiglie di Onna quanto raccolto».

«PER RICOSTRUIRE ONNA C'E' BISOGNO DI SOCIALE»

E così il comico genovese, reduce dalla fondazione di un nuovo movimento politico “a 5 stelle”, è arrivato ad Onna nel primo pomeriggio di ieri.
E' rimasto un'ora e mezza, ha visitato le macerie di Onna, parlato con alcuni abitanti ed infine incontrato i rappresentanti dell'associazione alla quale donerà il ricavato della colletta indetta sulla Rete.
All'incontro erano presenti Samanta Di Persio, due vigili del fuoco, il presidente della Pro Loco di Onna, il presidente dell'associazione Onna Onlus e alcuni cittadini del paese.
«La cifra raccolta è di 55 mila euro- ha raccontato al telefono Samanta Di Persio- e verranno investiti in un progetto nel sociale. Onna ha bisogno di sociale in questo momento».
I soldi sono, quindi, vincolati alla presentazione di un progetto da parte dell'associazione Onna Onlus, destinataria della cifra.
«Grillo vuole sapere- ha continuato Di Persio- cosa ci si farà con questi soldi, quindi l'associazione ne disporrà dopo la presentazione di un progetto».
Non è un po' piccola come somma per un blog come quello di Grillo?
«Non so- ha risposto Di Persio- ma nel video che pubblicheranno lui dice scherzando che i tanti visitatori del sito “sono stati un po' tirchi”».
In tutti i casi, con 55 mila euro pronti, serve solo qualche bella idea da realizzare nel sociale. Intanto, agli inizi di novembre, uscirà il nuovo libro di Samanta Di Persio “Ju tarramutu”, con la prefazione di Beppe Grillo, dove sono state raccolte molte testimonianze su quella tragica notte e sul dopo sisma. I due vigili del Fuoco, incontrati ieri da Grillo, sono due dei testimoni che hanno raccontato la propria esperienza nel libro.

m.r. 14/10/2009 7.36

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3.32: «FALLITE LE PROMESSE FATTE AD APRILE»

L'AQUILA. Il comitato 3e32 replica alla lettera dei giorni scorsi firmata dal sindaco Cialente e dal Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Cialente e Bertolaso avevano invitato gli sfollati ancora in tenda a collaborare e accettare la nuova destinazione, anche se lontana dal capoluogo.
Ma oggi il comitato attacca: «col freddo la scelta ideologica di evitare per la prima volta nella storia dei post-terremoti qualsiasi forma di modulo removibile messa in atto da Protezione Civile e dall'Amministrazione Comunale, sta producendo il suo principale effetto: cacciare gli aquilani dalla propria città».
Per il comitato «i tempi di assegnazione delle C.a.s.e. non sono affatto quelli promessi ad Aprile quando ci è stato chiesto di pazientare 5 mesi nelle tende o negli alberghi della costa per avere un tetto vero a Settembre».
«Di fronte a tale annuncio», continua la lettera, «dopo aver subito uno shock così grande, la popolazione aquilana si è fidata. E' rimasta composta e disposta a fare sacrifici (come sa fare) in attesa che le promesse fatte fossero mantenute. Lo ha fatto anche se questo ha significato vivere disagi notevoli come la perdita della propria autonomia e della propria libertà».
E invece la lettera di domenica scorsa di Bertolaso e Cialente «ci ha fatto capire una volta per tutte di essere stati presi in giro».
«Essere messi nella condizione di dover, dopo sei mesi, abbandonare quella città che non vogliamo abbandonare significa essere deportati e quindi il totale fallimento della gestione del post-terremoto di Cialente e Bertolaso», continua la lettera. «E non si parli di scelta personale. Concedere un'autonoma sistemazione di 200 euro significa non dare alternative possibili a famiglie ed anziani, obbligandoli ad andar via. Chiedevamo partecipazione e ci sembrava normale dopo un evento così grande e distruttivo. Qualcuno invece ha detto che era capace di fare tutto per noi, che sarebbe stato meglio così. Qualcuno che ha preso tutte le decisioni perché diceva di esser capace di farlo. La richiesta disperata di partecipazione non è stata nemmeno lontanamente presa in considerazione. Anzi la nostra città è stata militarizzata e i divieti per fare quello che fino al 6 Aprile facevamo da soli a casa nostra, si sono moltiplicati. E' diminuita persino la libertà di espressione dato che grossi limiti sono stati applicati a volantinaggi e assemblee nei campi cioè i luoghi dove la popolazione aquilana era maggiormente concentrata».
«Ci chiediamo», si legge ancora nella lettera firmata dal comitato, «perché non si è scelta la strada del confronto e del dialogo. Chissà se prima di scrivere la loro di lettera Cialente e Bertolaso si sono almeno degnati di leggere ciò che gli veniva chiesto».
14/10/2009 7.36