Terremoto, ecco le quattro zone tenute sotto controllo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quattro sorvegliate speciali, quattro zone sismiche che in questi mesi vengono tenute d’occhio con una attenzione speciale.

Si tratta del Frusinate, dei Monti Reatini, dell'Aquilano e del Mugello.
Dopo i mesi di ansia per la zona abruzzese adesso l'attenzione si sta spostando verso Frosinone, dove nelle ultime ore si sono avvertite scosse di media intensità.
Si continua a seguire con attenzione anche la situazione nei Monti Reatini, dove all'inizio dell'estate si è manifestata una significativa attività sismica.

L'AQUILANO: dopo il forte sciame sismico culminato nel terremoto del 6 aprile scorso, la situazione sta lentamente tornando alla calma, secondo gli esperti dell'Ingv.
Il monitoraggio dei sismologi in quest'area è sempre attivo, ma più leggero rispetto a quello condotto nei mesi passati.
La scossa più forte avvertita in questa zona è stata quella del 24 settembre scorso con una intensità di 4.1 della scala Richter. Piccole scosse si avvertono ormai quotidianemente ma di rado superano il terzo grado.

I MONTI REATINI: a partire dall'estate scorsa nella zona attorno a Montereale (L'Aquila) si è attivata una nuova sequenza che in soli 15 giorni ha generato un centinaio di terremoti di magnitudo compresa fra 2,5 e 3,9.
«Nelle ultime settimane l'attività sembra decisamente ridotta, tanto che si registra una scarsa sismicità», ha osservato Chiarabba.
Tuttavia l'area continua ad essere sorvegliata con attenzione, considerando inoltre che anche questa zone è stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1703.

IL FRUSINATE: in quest'area lo sciame è in atto, come testimoniamo le due scosse di magnitudo 3,4 e 3,5 registrate nella notte scorsa.
«In quest'area stiamo intensificando gli studi, utilizzando strumenti di tipo diverso», ha detto Chiarabba.
Il rischio è che possa ripetersi un terremoto confrontabile a quello distruttivo avvenuto nel 1349 (10° scala Mercalli): i timori sono legati alla grande quantità di energia accumulata nel lungo periodo trascorso da quell'evento.
Inoltre la zona è adiacente all'area interessata dal terremoto di magnitudo 5.9 del 7 Maggio 1984 (Val di Comino).
«L'attività sismica che registriamo», spiegano dall'Ingv, «avviene in un contesto sismotettonico ove sono presenti faglie potenzialmente attive e capaci di terremoti di magnitudo pari o superire a 6, e ricade pertanto in una zona di pericolosità sismica elevata».

IL MUGELLO: qui uno sciame sismico si è attivato nei mesi scorsi, ma «é rientrato subito».
Di conseguenza attualmente la situazione in quest'area non desta una particolare preoccupazione e la zona viene monitorata normalmente.

09/10/2009 11.07


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