Ricostruzione e infiltrazioni criminali, Ciotti: «dove ci sono soldi c’è mafia»

Alessandro Biancardi

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Ricostruzione e infiltrazioni criminali, Ciotti: «dove ci sono soldi c’è mafia»
L’AQUILA. Ottanta ditte subappaltatrici nel mirino della Dia. Ciotti: «dove ci sono opere faraoniche, c'e' il pericolo di infiltrazioni mafiose ed e' necessario che i cittadini vigilino».

E' quanto ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera antimafia, intervenuto ieri a margine di un incontro sulla legalità, tenutosi nella parrocchia di S.Francesco a Pettino.
Ciotti ha citato il filosofo Norberto Bobbio, secondo il quale «la democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi, quindi anche dell'impegno civile».
Per questo all'Aquila e' nato un Osservatorio, creato insieme con la Provincia e con le associazioni, «per vigilare sulle infiltrazioni».
«A dover essere combattute - ha continuato don Ciotti - sono le compiacenze. Il problema non e' il pesce ma l'acqua in cui questo vive e nuota».
E sul rischio di infiltrazioni negli appalti e nei subappalti, Ciotti sottolinea come non ci sia una regione italiana immune dalla mafia: «al Nord i clan comprarono i terreni in vicinanza delle zone interessate dai progetti per le Olimpiadi di Torino e vennero subito sequestrati. Poi c'e' il commissariamento del comune di Bardonecchia, i sequestri in Lombardia e gli arresti avvenuti a Modena. Il rischio-mafia è ovunque ci sono affari e soldi».
In Abruzzo, ha concluso don Ciotti, «Libera ha iniziato le sue attività con un presidio nella Marsica, dove il presidente era un pastore valdese, minacciato più volte per la sua attività antimafia».

80 DITTE NEL MIRINO DELLA DIA

Intanto proprio gli ispettori della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), nelle numerose ispezioni fatte nei cantieri del progetto C.A.S.E. di Bazzano e Sassa, avrebbero scoperto circa 80 ditte subappaltatrici che non avrebbero avuto titolo ad esserci, e di ciò la Dia avrebbe fatto rapporto alla Prefettura.
Lo stesso procuratore della repubblica ha confermato nei giorni scorsi l'esistenza di procedimenti riguardanti fatti di origine mafiosa inerenti infiltrazioni nella attività di ricostruzione del progetto C.a.s.e.

INCHIESTA SUI CROLLI VA AVANTI

E intanto va avanti il lavoro di esame ed approfondimento delle prime quattro perizie che secondo quanto reso noto dallo stesso Rossini sono state presentate dai consulenti tecnici nominati dalla procura.
L'inchiesta, come ripete ormai tutti giorni il procuratore, è vicina alla svolta con l'iscrizione delle prime persone che hanno presunte responsabilità nei crolli nel registro degli indagati.
Le perizie sotto la lente di ingrandimento sono quelle della casa dello studente, uno dei simboli del terremoto dove ci sono stati otto giovani morti, del convitto nazionale con tre morti, dell'Università e dell'Ospedale San Salvatore.
I primi provvedimenti riguarderanno la casa dello studente e il convitto nazionale. Gli indagati in questa prima tranche potrebbero essere oltre cinque, nel senso che ce n'é uno principale per ogni struttura, più delle corresponsabilità.

«UN INCARICO DA 41 MILA EURO AL MESE»

E ieri è stata giornata di novità invece nella politica cittadina: Maurizio Leopardi (Udc) ha fatto sapere che non entrerà in un'eventuale giunta di "salute pubblica" del Comune dell'Aquila.
«Siamo in due - ha continuato Leopardi insieme al consigliere Corrado Sciomenta - non ci interessa aumentare di numero, chi vuole entrare nel nostro gruppo deve farlo con motivazione, non per altri motivi».
Dall'Udc arrivano anche critiche nei confronti della nomina di Gaetano Fontana, direttore generale dell'Ance, quale figura chiave nella ricostruzione della città.
«Percepirà 41 mila euro al mese - ha spiegato Leopardi - per un incarico che non è ben definito».

09/10/2009 10.35